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Country Focus: Francia

Francia - Il boom del DVD (gennaio 2003)

di Fabien Lemercier

29/01/2003 - Forte di una crescita di oltre il 20 per cento in Francia l’Homevideo vive una vera rivoluzione grazie al Digital Versatile Disc, in vertiginosa accelerazione.

Rivoluzione DVD

Nell'ambito piuttosto burrascoso dell’audiovisivo e del cinema in Francia e in Europa, il DVD appare come un raggio di sole.
Forte di una crescita di oltre il 20 per cento in Francia, l'homevideo vive una vera rivoluzione sulle orme del nuovo supporto Digital Versatile Disc, in vertiginosa accelerazione. Puntando soprattutto sulla qualità del suono e dell’immagine, a cui si aggiungono oggi i famosi ‘bonus’, il DVD inaugura una nuova era per la settima arte. Tuttavia, tutte le reazioni a catena provocate dalla sua esplosione non sono state ancora chiaramente identificate.
Il DVD minaccia il cinema, lo migliora o lo costringerà a trasformarsi? Una inchiesta fino al nocciolo del fenomeno.

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L’espansione folgorante del mercato

Lanciata in Francia ed in Europa nel 1997 dalle Edizioni Montparnasse con i DVD Microcosmos e Les Enfants de Lumière, la tecnologia del “Digital Versatile Disc” si è imposta in soli cinque anni come il miglior supporto della diffusione d’immagine. Nel territorio francese il 2002 segna l’anno in cui il rapporto di forza con il VHS si è invertito, con 40 milioni di DVD venduti contro 28 milioni di VHS. Questa crescita lampo è stata accompagnata da un rapido incremento dell'offerta e da un catalogo di 6000 titoli oggi disponibili. Secondo i dati più recenti registrati dall’International Video Federation, la crescita francese rispecchia un movimento condiviso in Europa, dove nel 2001 sono stati venduti più di 122 milioni di DVD per un valore di 3 miliardi di euro, contro il 1,4 miliardo del 2000. Tuttavia, questa tendenza molto dinamica esiste soprattutto nei grandi paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna, che totalizzano il 65 per cento delle vendite.
L’elemento più significativo di questa crescita è senza dubbio la velocità con cui il DVD ha sedotto i consumatori, trasformandosi in un prodotto popolare. Se all’inizio era un lusso per cinefili alla ricerca di novità tecnologiche, presto ha raggiunto il grande pubblico: a gennaio 2003, quasi il 25 per cento delle famiglie francesi possiede un lettore DVD, una percentuale 2 volte e mezzo superiore a quella dei lettori CD dopo cinque anni di commercializzazione. Un risultato importante in così poco tempo ma anche un potenziale di espansione notevole, dato che l’80 per cento delle famiglie che hanno la televisione possiedono anche un registratore.
Secondo il presidente del Sindacato dell’edizione video (SEV), Yves Caillaud, l’entusiasmo è dovuto al prezzo abbastanza contenuto dei lettori (che partono da circa 100 euro) e dei DVD (da 20 a 30 Euro). Tuttavia, questa apertura di mercato si inserisce in un movimento più ampio che riguarda l'industria cinematografica mondiale. In effetti, oggi, circa il 50 per cento degli incassi dei film prodotti dalle major americane proviene dal video (e soprattutto dai DVD), molto prima della distribuzione in sala, dalle vendite alle televisioni e dalla commercializzazione. E l’Europa segue questa evoluzione con un settore video che ha un ruolo economico in crescita per l'equilibrio della produzione cinematografica. In Francia, in Germania e in Gran Bretagna, i proventi della vendita e della locazione video hanno superato gli incassi in sala. Così, in Francia, il meglio degli incassi del box-office 2001 ha raggiunto 1 miliardo di euro contro un mercato video stimato in 1,4 miliardo di euro. Uno sviluppo che genera attenzione ma anche qualche preoccupazione.

DVD e cinema, amici o nemici?

Fin dalla sua nascita, il DVD ha suscitato numerose riserve da parte degli esercenti che non vedevano di buon occhio l'arrivo di questo nuovo ‘home cinema’, temendo che il suo potenziale tecnico potesse allontanare gli spettatori dalle sale. Ma diversi studi hanno ridimensionato questi timori. In effetti, i consumatori di DVD più importanti sono anche quelli che vanno più spesso al cinema (10 volte all'anno con 5 volte in media per i francesi). Si tratta dunque di un cumulo di abitudini culturali e non della sostituzione dell'una con l'altra.
Inoltre, l’85 per cento dei titoli prodotti in DVD sono lungometraggi e gli editori video insistono sul fatto che la sala cinematografica è la prima vetrina indispensabile alla riuscita di un film perché l'impatto della sua uscita ne condiziona tutta la gestione. Questo ruolo di complemento più che di concorrente comincia ad influenzare gli editori di DVD che intervengono sempre di più a monte della catena di produzione per conciliare le uscite in sala e in DVD, ovvero per partecipare al prefinanziamento di alcuni film sotto forma di garanzia minimale d'investimento.
In Francia, la sala mantiene il suo ruolo leader in quanto la regolamentazione autorizza le uscite video solo dopo i sei mesi successivi alla distribuzione in sala. Ma non è la stessa cosa negli Stati Uniti, in Giappone o in Germania, dove i film escono oggi direttamente in DVD. In Francia, alcuni editori video vorrebbero ammorbidire la regola dei sei mesi per i lungometraggi che spariscono presto dagli schermi, ma la legislazione non sembra voler cambiare. Di conseguenza, la strategia di lancio dei DVD si basa molto sul successo dei film in sala, servendosi delle qualità tecnologiche del supporto per influenzare spettatori e cineasti allo scopo di cambiare in modo impercettibile il loro approccio al cinema.
In effetti, un'inchiesta realizzata dal SEV ha individuato tra le principali ragioni per comperare un DVD quella di ‘rivedere un film’ (40 per cento), e di ‘conservare un film in particolare’ (33 per cento) già acquistato in VHS (15 per cento).
Motivi che spiegano perché il DVD è innanzitutto un prodotto di vendita (10 DVD acquistati contro 3 noleggiati), quando invece acquisto ed affitto del VHS sono alla pari. Cosicché i famosi ‘bonus’ dei DVD non costituiscono un elemento propulsore per l’acquisto, salvo nel caso dei collezionisti. Invece, il lavoro dei registi comincia a prenderlo in considerazione: i making-of arricchiti e l’aggiunta come bonus di scene tagliate o di riprese sotto diversi angolazioni avranno a breve delle ripercussioni sul modo di girare un film.

Rischi e promesse

La qualità del suono e dell'immagine del DVD favorisce soprattutto le vendite di film d'azione spettacolari come Matrix, Spider Man, Il quinto elemento. Una tendenza che penalizza i film d'autore europei, a parte i grandi successi di sala come 8 donne e un mistero [+leggi anche:
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scheda film
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. Quindi, per una redditività più rapida, gli editori video lanciano oggi sul mercato solo 15 film francesi all'anno e il patrimonio cinematografico francese è sotto-rappresentato. Bisogna dire che il costo di produzione di un DVD è ancora elevato: 10mila euro per un master semplice contro 250 euro per un VHS, senza contare i bonus e il problema assai delicato del restauro delle copie. StudioCanal ha così speso 300mila euro per restaurare La grande illusione di Jean Renoir.
Oggi, cinque editori video lavorano nel campo dei classici del cinema francese (Gaumont, StudioCanal, Opening Distribution, Arte Vidéo et MK2 Editions) ma i loro sforzi di riedizione non sono all'altezza delle richieste dei cinefili. Per esempio, il DVD di Enfants du Paradis di Marcel Carné bisogna comprarlo negli Stati Uniti oppure in Giappone. Tuttavia, società come MK2 inventano nuove strategie per valorizzare l'opera cinematografica, tipo la nuova uscita di un classico in sala e quattro settimane dopo in DVD, come è stato fatto a ottobre 2002 con il film Il grande dittatore di Charlie Chaplin.
Il secondo rischio per il DVD, oltre alla forte inflazione dei diritti video, rimane la pirateria. Nel corso degli ultimi incontri di Perspectives de l’édition vidéo européenne (PEVE) che hanno avuto luogo ad Avignone il 27 e 28 novembre 2002, l'associazione che combatte la pirateria ha reso noto che esistono almeno otto fabbriche di falsi DVD in Russia. Ma al di là di questi problemi tecnici, la crescita lampo del DVD apre nuove possibilità di circolazione dei film europei in Europa. Lo conferma Laura de Casto di Metro Tartan Distribution: visto che in Gran Bretagna solo alcuni titoli vengono distribuiti al di fuori delle sale londinesi, i DVD possono portare in provincia i film europei e raggiungere così un pubblico nuovo. Un’opinione condivisa dal direttore generale del Centro Nazionale della Cinematografia, David Kessler, presente per la prima volta al PEVE, il quale ha sottolineato che “è lontano il tempo in cui il cinema vedeva il video come un pericolo. Il video non deve essere considerato come un mercato, ma come uno strumento in favore della diversità culturale”.

 

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