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Country Focus: Francia

Novità nella cronologia dei media

di  Fabien Lemercier

07/07/2009 - In seguito a lunghe negoziazioni, la maggioranza dei professionisti dell'industria cinematografica francese ha firmato ieri un accordo su una nuova cronologia dei media, la norma che definisce i termini d'uscita dei film sulle diverse piattaforme di sfruttamento a partire dalla loro uscita in sala.

I DVD e Vod (video on demand) a pagamento potranno arrivare sul mercato solamente quattro mesi dopo l'inizio della distribuzione del film nelle sale, contro rispettivamente i sei mesi e le 33 settimane necessari precedentemente. Una diffusione dopo tre mesi sarà possibile anche per i lungometraggi "che hanno realizzato meno di 200 entrate in quattro settimane di presenza nelle sale".

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La diffusione dei film sui canali della pay tv passa dai 12 ai 10 mesi dopo l'uscita nelle sale, e da 24 a 22 mesi per la seconda finestra, mentre i canali in chiaro potranno diffondere le opere 22 mesi dopo le sale (contro i 24 di prima) in caso siano coproduttori, e 30 mesi dopo se hanno semplicemente acquistato i diritti del film. Infine, la VoD per abbonamento inizierà 36 mesi dopo la distribuzione in sala, mentre quella gratuita 48 mesi dopo.

Concluso per due anni e tacitamente rinnovabile per un periodo di un anno, l'accordo è stato firmato dalla FNCF (Federazione Nazionale dei Cinema Francesi), la FNDF (Federazione Nazionale dei Distributori di Film), l’APC (Associazione dei Produttori di Cinema), la SPI Sindacato dei Produttori Indipendenti), l’UPF (Unione dei Produttori di Film), l’API (Associazione dei Produttori Indipendenti), la SRF (Società dei Registi di Film), TF1, France Télévisions, Arte, Canal +, M6, Orange, SFR e i sindacati degli editori della video on demand. Da notare che l’ARP (società civile degli Autori Registi Produttori), la SACD (Società degli autori e compositori drammatici), la Fédération Française des Télécoms e il SEVN (Syndicat de l'Edition Vidéo Numérique) non hanno firmato l'accordo, sottolineando, come ha fatto l'ARP, la mancanza di attenzione portata alla questione dell'offerta legale di film su internet.

 

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