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Country Focus: Francia

Appello al blackout : le sale lanciano l'allarme

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- La Federazione Nazionale dei Cinema Francesi ha chiamato le 2100 sale cinematografiche presenti sul territorio a spegnere le loro insegne luminose mercoledì dalle ore 18 alle 19. Questa azione simbolica ha lo scopo di attirare l'attenzione dei poteri pubblici sulle difficoltà economiche del settore (specialmente i piccoli e medi esercenti subiscono quest'anno un netto calo della frequentazione), mentre sta per entrare in vigore una nuova cronologia dei media (articolo) che anticipa le uscite dei film in DVD, VoD e televisione. "Se i poteri pubblici non prendono in considerazione questo grido di allarme, le sale cinematografiche non potranno sopravvivere", precisa la FNCF.

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Sfavoriti dalla nuova distribuzione, gli esercenti sottolineano anche la crescita del prezzo degli equipaggiamenti negli ultimi dieci anni (+ 87 %) e l'importante contributo delle sale alla filiera cinematografica attraverso la tassa TSA (il doppio delle tasse imposte, ad esempio, ai canali TV). La FNCF auspica una diminuzione dell'attuale tasso del 50 % degli incassi versati agli aventi diritto (3,2 % per le TV in chiaro, 9 % per Canal + e 20 % per gli editori video) e una diminuzione al 45% della tassa sul noleggio dei film.

Il dibattito scoppiato a settembre al Congresso della FNCF (con l'uscita plateale di tutti i piccoli e medi esercenti durante il discorso della direttrice generale del Centre National du Cinéma et de l’image animée (CNC)) anima tutti i professionisti del cinema francese. Dire (Distributori Indipendenti Riuniti Europei) aveva ricordato la settimana scorsa il ruolo fondamentale dei distributori nell'esistenza dei film (finanziamento attraverso il Minimo Garantito (MG), valorizzazione di tutta la carriera di un film in funzione della qualità della sua uscita, scoperta dei nuovi talenti e salvaguardia della diversità culturale…) e aveva sottolineato che "i primi a beneficiare degli incassi dei film nelle sale non sono i distributori: sono logicamente gli esercenti (…) i primi a guadagnare".

 

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