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Country Focus: Italia

L'Anec: "Salvate le sale dei centri urbani"

- Un confronto serrato e urgente con produttori e distributori, con le istituzioni nazionali e locali e con il mondo della scuola: è l’impegno che chiedono gli esercenti per superare la difficile situazione dei cinema di città e per rilanciarne la fondamentale funzione sociale, imprenditoriale e culturale. Ciò emerge dalle conclusioni che Paolo Protti, presidente dell’Anec, ha tratto oggi, chiudendo, davanti a molti ospiti del cinema e delle istituzioni, il Focus organizzato a Roma dall’associazione degli esercenti cinema, e coordinato da Lionello Cerri sui “Cinema di città”, le sale dei centri urbani, per lo più monoschermo o fino a 4/5 schermi, che rappresentano il 60% degli schermi operanti in Italia (2.361 su un totale di 4.016), e che vivono una situazione di particolare difficoltà.

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Già nella relazione introduttiva, il vicepresidente vicario dell’Anec, Luigi Grispello, ha sottolineato i dati fondamentali: 750 schermi chiusi negli ultimi anni, aggravio dei costi sostenuti dalle sale, esaurimento dei fondi pubblici ad esse destinato, contrazione della redditività media. A fronte di ciò, i cinema di città continuano a rappresentare un punto di forza irrinunciabile per la produzione nazionale. A questo tipo di cinema appartiene la quasi totalità delle sale caratterizzate da una programmazione di film italiani ed europei di eccellenza, o comunque di buona qualità artistica e spettacolare, e fa riferimento un pubblico di spettatori adulti e attrezzati culturalmente. Lo stesso presidente dei produttori, Riccardo Tozzi, il quale ha ipotizzato, entro fine anno, un calo di 4/5 punti percentuali della quota di mercato dei film italiani, ha sostenuto che l’indebolimento delle strutture cinematografiche cittadine provocherebbe danni irreparabili al prodotto nazionale, e ha sollecitato le istituzioni, soprattutto territoriali, a fare la loro parte.

Chiamate in causa, le Regioni hanno sottolineato gli interventi già posti in atto a favore di queste strutture e i progetti in via di realizzazione. Ma gli assessori Giulia Rodano, Lazio, e Silvia Godelli, Puglia, e i rappresentanti di Campania, Pierpaolo Cannata, e Toscana, Stefania Ippoliti, hanno anche evidenziato la necessità di un coordinamento tra gli enti territoriali e lo Stato, e hanno denunciato l’esclusione della cultura dalle finalità della legge sul federalismo fiscale, di recente approvata.

Di interventi legislativi che si preoccupino della rete dei cinema di città, hanno parlato Emilia De Biasi (Pd), della commissione Cultura della Camera, e Nicola Tranfaglia, a nome dell’Italia dei Valori. Adesione all’iniziativa dell’Anec è arrivata anche dal presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Pdl) e dal senatore Franco Asciutti (Pdl).

 

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