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Country Focus: Belgio

Bilancio del CCA: il tempo delle decisioni

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Bilancio del CCA: il tempo delle decisioni

- Come ogni anno, con la primavera arriva il momento del bilancio per il Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Fédération Wallonie Bruxelles. Un'occasione, per rappresentanti delle istituzioni e professionisti, per riunirsi e fare il punto sull'anno trascorso, i progetti presentati, quelli futuri, le nuove leggi e le politiche messe in atto per contribuire allo sviluppo e alla strutturazione del settore audiovisivo.

Il 2011 aveva visto l'instaurazione di un nuovo metodo di funzionamento per la Commissione di Selezione dei Film, l'organo che attribuisce gli aiuti pubblici e culturali ai progetti audiovisivi. Si era scelto di stabilire un tetto per gli aiuti al fine di sostenere più progetti, passando da una cifra massima di circa 600 000€ a somme fisse di 350 000€, per opera prime e non. In tutto, nel 2012 sono stati sostenuti alla produzione 26 lungometraggi di finzione, tra cui otto minoritari e quattro nell'ambito del fondo aperto con il VAF. 20 lungometraggi hanno ricevuto un sostegno alla scrittura.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Malgrado la crisi finanziaria e i tagli di budget, la Commissione beneficia di una cifra stabile di 10,5 milioni di euro. Da notare che degli 11 lungometraggi maggioritari riconosciuti come belgi (francofoni) nel 2012, il CCA è il primo partner finanziario, rappresentando il suo apporto il 36,1% delle quote belghe contro il 20,9% del Tax Shelter, il 17,9% dell'apporto produttori, il 7,94% di Wallimage e il 5,34% del VAF.

Il CCA si è inoltre rallegrato delle cifre registrate dalle produzioni belghe nel 2012. La diffusione dei film belgi in Belgio è uno dei principali cavalli di battaglia del CCA, eppure i risultati al box-office belga delle produzioni locali stentano a decollare. Frédéric Delcor, direttore del CCA, ha tenuto a ricordare che per i film belgi francofoni, il mercato naturale non si limita al solo territorio belga, ma anche al territorio francofono in generale, e in particolare al territorio francese.

Così, le produzioni belghe francofone hanno attirato circa 1,6 milioni di spettatori nel 2012 (911 000 per Ernest & Célestine [+leggi anche:
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, 287 000 per 38 Témoins [+leggi anche:
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e 188 000 per A perdre la raison [+leggi anche:
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). Queste cifre incoraggianti permettono di relativizzare i complicati risultati locali su un mercato estremamente concorrenziale. Sui 123 film francofoni usciti nelle sale belghe nel 2012, solo 23 erano belgi, ossia il 18,7% dell'offerta. Sicuramente stanco dell'immancabile paragone con il vicino e connazionale fiammingo, tra "le mele e le pere" per riprendere la sua espressione, Frédéric Delcor ha ricordato che sul fronte neerlandofono, sui 28 film in fiammingo usciti nel 2012, quasi la metà erano belgi. Altre percentuali significative testimoniano la permeabilità culturale del Belgio francofono: solo il 51,3% del pubblico televisivo dei canali belgi è francofono (per i canali francesi è il 44,1%!), mentre l'84% è fiammingo. La diffusione di queste cifre dovrebbe permettere di considerare con maggiore serenità i progressi osservati in termini di frequentazione delle sale.

Se la diffusione e la produzione televisiva rimangono obiettivi cruciali per il CCA, il ministro ha già annunciato i progetti e le questioni che saranno sottoposte ai professionisti nell'ambito del comitato di concertazione, riguardanti soprattutto l'aiuto alla produzione di lungometraggi e che consisteranno nel decidere se la soluzione di "polverizzazione" (aiuti più modesti per un maggior numero di progetti) che è stata scelta di recente sia quella buona, o se si debba piuttosto tornare a un sostegno più massiccio per meno progetti.

 

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