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Country Focus: Grecia

Il Greek Film Center in una bufera amministrativa

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Il Greek Film Center in una bufera amministrativa

- Anche se di recente gli importanti sviluppi politici hanno messo in ombra la politica culturale locale, il lungo periodo di inattività del Greek Film Center si è impigliato in un nodo inestricabile che il Ministro della Cultura appena nominato, Nikos Xydakis, ha deciso di tagliare.

Rimasto senza guida da metà gennaio, con la scadenza del mandato (già prorogato) del direttore Grigoris Karantinakis, subito seguita dalle dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione Petros Markaris, il GFC è arrivato a un altro punto morto.

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La tragedia greca contemporanea dell'ente è iniziata quando l'elezione del successore di Karantinakis ha causato una guerra civile all'interno del consiglio di amministrazione: l'elezione a presidente di Harris Papadopoulos, a lungo padrone del Greek Directors' Guild, non è mai stata convalidata a causa dei dubbi sollevati dal consigliere Yiannis Glezos sulla votazione.

Con un colpo di scena imprevisto, Glezos, da tempo considerato il braccio destro di Papadopoulos, ha attaccato il presidente del GDG definendo irregolare la sua candidatura. L'allora Ministro della Cultura Konstantinos Tasoulas ha immediatamente revocato la nomina di Papadopoulos, lasciando il GFC in un limbo.

Le elezioni nazionali greche hanno rimandato il necessario intervento statale, lasciando il vicepresidente Nikos Sekeris a guidare il GFC con un consiglio di amministrazione smembrato e il capo della sezione contabile Antonis Kamkoutis nel ruolo di direttore generale. La loro prima decisione è stata licenziare il rappresentante locale di Eurimages Alexis Grivas la settimana scorsa.

Questo atto discutibile ha provocato l'immediata reazione del Ministro della Cultura Nikos Xydakis, che lunedì ha chiesto le dimissioni del consiglio di amministrazione. Ma il vicepresidente Sekis, che non delude mai il pubblico amante del dramma, ha respinto la richiesta del Ministro con una lettera aperta condita con oscure allusioni a decisioni da giunta, riaffermando così il campo di battaglia del GFC come un terreno fertile per una tragicommedia imprevedibile.

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