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Rapporto industria: Produrre - Coprodurre...

Il mercato della co-produzione alla Berlinale 2006– Case study: Grbavica, Golden Bear

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Il mercato della co-produzione alla Berlinale 2006– Case study: Grbavica,  Golden Bear

- Da tre anni il Festival de Berlino ha lanciato il Mercato della coproduzione all'EFM (European Film Market). Oltre agli incontri tra i produttori, il Mercato della Coproduzione ha presentato anche lo studio di tre casi.
Come partner del Mercato della coproduzone 2006, Cineuropa.org permette ora di scoprire tre diversi processi per portare dei progetti sul grande schermo.

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Discussione moderata da Amra Bakšić, del Festival di Sarajevo. Partecipanti: Jasmila Žbanić, regista del film Grbavica [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Barbara Albert
intervista: Jasmila Zbanic
scheda film
]
(Deblokada – Bosnia), Bruno Wagner (Coop 99 – Austria), Boris Michalski (Noirfilm – Germania) e Jörg Schneider (ZDF – Germania).

Amra Bakšić: Jasmila, ci può parlare di questa storia? Come è stata sviluppata?

Jasmila Žbanić: Volevo fare un film sullo stupro e ho cominciato a parlarne con altri. Barbara, di Coop99, è stata una delle prime persone alle quali ho parlato del progetto. Una volta scritta la sceneggiatura, ho iniziato ad occuparmi dei finanziamenti... ma prima vi devo descrivere la situazione in Bosnia. All’epoca, non esistevano fondi per il cinema. Non avevamo ( e non abbiamo nemmeno oggi) dei laboratori per il 35mm.

Ma avevamo fiducia e sapevamo che saremmo riusciti a fare il film con una coproduzione internazionale, perché la Bosnia è un paese povero. Per fortuna, mentre sviluppavamo il progetto, il governo bosniaco ha deciso di istituire un fondo per il cinema che ci ha poi fornito i primi finanziamenti. La sceneggiatura è stata sviluppata grazie al Fonds Hubert Bals– un sostegno molto importante allora, perché Deblokada è una società di produzione indipendente, cioè completamente dipendente dal proprio lavoro quotidiano.

Per i nostri cortometraggi, abbiamo già ricevuto il sostegno di partner austriaci che ci hanno fornito le cineprese e le pellicole. Era quindi logico proseguire con questa collaborazione. Sono poi andata al Pitch Point europeo 2003 organizzato al Talent Campus di Berlino e lì ho presentato il progetto. Da Berlino in poi tutto ha iniziato a concretizzarsi. Ho incontrato nuovamente Barbara e ho potuto discutere per la prima volta con Bruno, di Coop99, che voleva produrre il mio film.

Abbiamo poi incontrato Boris Michalski e Didi Danquart, che hanno amato la mia presentazione e che già si intendevano molto bene con Coop99. Alla fine, mi è stato presentato il montatore Jörg Schneider, di ZDF. E’ quindi proprio qui a Berlino che tutto è cominciato. Certo, si trattava solo dei primi contatti.
Il Fonds Balkan ci ha sostenuti nel 2004 mentre stavamo elaborando il nostro piano di finanziamento. Questi soldi versati durante lo sviluppo del progetto ci hanno permesso di fare molte cose, dalle prove con gli attori al perfezionamento della sceneggiatura.

Bruno Wagner: Per noi di Coop99, tutto è iniziato qualche giorno prima della Berlinale, quando Barbara ci ha presentato l’idea di un progetto per la nostra società— che ha cinque partner. Abbiamo deciso di accompagnare questo progetto e di reperire dei finanziamenti. E’ andato tutto piuttosto bene — le reazioni sono state buone fin dall’inizio, in particolare quella di Jörg Schneider. Eravamo quasi certi di trovare dei soldi in Austria. La quota dell’Austria proviene in gran parte dall’Istituto austriaco per il cinema, al quale abbiamo sottoposto il nostro progetto e che ci ha subito versato un sussidio.
Poi, Boris ha presentato la nostra candidature al fondo regionale Baden-Württemberg, ma ottenere dei finanziamento non è stato facile.

Durante l’estate del 2003, credo, il nostro coproduttore per Deblokada e io siamo andati a Zagabria da Zagran Film, perchè Daniel si era mostrato interessato e la sua società dispone di un laboratorio e di tutte le attrezzature necessarie per le riprese. Ha partecipato al progetto con un investimento in natura, come coproduttore.
Visto che erano già quattro i paesi coinvolti abbiamo proposto il progetto a Eurimages per completare il budget. La riunione di Eurimages ha avuto luogo a Zagabria ed è andata bene.

Ci mancava ancora una piccolo parte di budget. All’inizio avevamo stabilito di fare il film con non meno di un milione di euro.
Abbiamo quindi contattato il fondo viennese per il cinema che voleva avviare una collaborazione con la Bosnia.

Jasmila aveva già iniziato la preproduzione durante l’estate, e quindi in quel periodo, domandava, "Che facciamo? Posso andare avanti?", ma dato che non avevamo ancora concluso i finanziamenti, abbiamo spostato la data delle riprese. Nel dicembre del 2004, mi pare, abbiamo raccolto tutto il budget e abbiamo potuto iniziare la lavorazione dal febbraio del 2005.

Amra Bakšić: Veniamo a ZDF: come avete partecipato a questo progetto?

Jörg Schneider: Grazie a una collega di ARTE, che aveva lavorato con Jasmila per un documentario. Mi ha detto che Jasmila avrebbe esposto il progetto a Berlino e che Deblokada mi avrebbe contattato.
Devo ammettere ce non sono abituato alle coproduzioni internazionali, perché nel dipartimento in cui lavoro ci concentriamo soprattutto sui registi e i soggetti tedeschi. Abbiamo tuttavia il privilegio di selezionare per ARTE due o tre progetti all’anno.

Per questo film, ci siamo incontrati una sera molto tardi, ho preso la sceneggiatura e dopo averla letta mi sono subito convinto! Tratta un argomento molto importante e molto interessante, fin dalla prima versione sono rimasto colpito dalla storia.
Dopo, ho mostrato il progetto a ZDF e anche ARTE ne è rimasta conquistata.

Amra Bakšić: Boris, ci può raccontare come le è stato presentato il progetto? Credo che sia andata diversamente.

Boris Michalski: Sì, infatti. Come ha detto Jasmila, ci siamo conosciuti al Pitch Point europeo 2003. All’epoca, la nostra società era molto giovane. Si trattava per noi della prima coproduzione e siamo molto riconoscenti a Jasmila per la fiducia che ci ha accordato. Il mio socio Didi Danquart, fa film da molto tempo, ma per me, era il primo.

Non è stato facile convincere il fondo MFG Baden-Württemberg che questo progetto era tedesco — era la nostra più grande preoccupazione perché senza il fondo regionale, non avremmo potuto partecipare a questa produzione.
Il fondo regionale prima ha rifutato il progetto, e ne abbiamo discusso animatamente. Poi è stato accettato, ma non ha ottenuto tutti i finanziamenti che ci aspettavamo. I finanziamenti tedeschi disponibili erano modesti e abbiamo dovuto trovare un modo per essere eleggibili per il loro sistema a punti — per esempio, il cameraman è austriaco ma è stato presentato come tedesco.

La fine di questo studio è disponibile in inglese.

 

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