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Rapporto industria: Marketing

Marketing e Distribuzione– Media Business School

- In luglio 2010, la Media Business School ha tenuto la decima edizione del workshop Marketing and Distribution (marketing e distribuzione), in collaborazione con Paramount Pictures e col programma MEDIA dell’Unione Europea. Cineuropa ha avuto l’opportunità di discutere con José Garasino, direttore delle attività di Media Business School, e Julia Short, direttrice del corso MD (Marketing & Distribution), a proposito di questo programma di formazione, uno dei pochissimi in Europa a trattare specificatamente in questo settore. A loro avviso, “l’industria cinematografica europea si è concentrata troppo spesso sulla produzione a scapito del marketing e della distribuzione, mentre MD gioca un ruolo importante nella tendenza di direzione opposta. Solo attraverso un’efficace valorizzazione dei nostri film sul mercato internazionale l’industria cinematografica europea potrà crescere ed espandersi. Attraverso MD ci auguriamo di contribuire a preparare una nuova generazione di produttori e dirigenti pronta a far parte di questo processo”.

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Il corso è basato su tre elementi chiave: Formazione (incontri generali, seminari guidati da tutor, laboratori, casi di studio e proiezioni progettati per stimolare il potenziale professionale dei partecipanti in un ambiente dinamico, all’interno del quale approfondire le proprie conoscenze delle strategie di distribuzione nell’ambito dello spettacolo a livello locale e internazionale, come la preparazione di un’adeguata campagna di marketing, l’uso ottimale della pubblicità, gli effetti di Internet quale strumento di ricerca di mercato e promozione, il processo di acquisizione, operazioni di vendita e acquisto nel settore televisivo, il mercato europeo, la figura dell’agente di vendita e i film festival); Consulenza (input e feedback con una squadra di eminenti professionisti); Gestione di una rete di contatti (il programma permette ai partecipanti di estendere significativamente la propria rete di contatti professionali).

Su quest’ultimo elemento, la gestione di una rete di contatti, pone l’accento José Garasino, in quanto l’industria cinematografica “è fatta di persone, è un lavoro che si fonda sul conoscere gente e sul farsi conoscere. Non si tratta soltanto di trovare un’occupazione, ma anche di incontrare le persone adatte nel momento in cui si ha bisogno di loro, di sapere come lavorano e che cosa accade intorno, perché ogni professionista deve essere informato sul mercato, e più numerose sono le conoscenze, maggiori contatti si hanno a disposizione”.

Un altro aspetto importante consiste, come fa notare José Garasino, nel fatto che il corso sia “tenuto da professionisti. Non è un corso astratto su materie teoriche. Si discute di situazioni concrete e all’ordine del giorno presso le società di marketing e distribuzione. È quel sapere che non si può trovare nei libri, sulle riviste o nelle interviste. Qui sono le persone stesse ad illustrare ciò che accade dietro le quinte”.

L’obiettivo di MD è quello di “insegnare a professionisti. Persone già impiegate nell’industria, con due o tre anni di esperienza in marketing e promozione. Persone che hanno già acquisito le basi e che vogliono migliorarsi. Ovviamente non è sempre così, ma questa è la condizione ideale”, spiega Garasino. Tuttavia, Short difende l’importanza di “avere una varietà di persone provenienti da esperienze diverse, in modo tale da potersi completare a vicenda. Si instaura un equilibrio”. Inoltre, Garasino ha parlato di “persone provenienti da altri tipi di industria decise a passare all’industria cinematografica e in possesso di un prezioso bagaglio di conoscenze”.

“Quando i partecipanti ritornano alle loro occupazioni, che siano impiegati nel marketing, nella pubblicità o nella distribuzione, dispongono di una visione più ampia delle attività degli altri e delle aree in cui questi si inseriscono nel mondo del marketing, potendo contare su una maggiore collaboratività al loro ritorno”, aggiunge Short.

Alla domanda sull’importanza del marketing e della distribuzione nell’industria, Short ha spiegato che “il problema a livello internazionale con la distribuzione è che non esprimiamo una voce unanime. I produttori riescono con facilità a mettersi d’accordo e a farsi sentire, a far valere i propri interessi, mentre i distributori non hanno la stessa capacità, […] così non abbiamo molta voce in capitolo. I produttori ne hanno molta di più. Prendendo ad esempio il Regno Unito, credo che sia molto più attraente la prospettiva di fare il produttore cinematografico piuttosto che il distributore. Durante la formazione generale, le persone aspirano a diventare registi o produttori cinematografici, perché è un lavoro più creativo (sebbene in realtà chi mira a fare il produttore deve essere portato per gli affari). La distribuzione non sarà la parte più allettante dell’industria cinematografica, ma io penso che abbia i suoi motivi di interesse, perché ti richiede di essere davvero molto creativo. D’altronde è anche vero che nella distribuzione non ci sono così tanti posti di lavoro come nella produzione. In tutto il Regno Unito, circa 300 persone lavorano nella distribuzione; è davvero un settore ristretto dell’industria. Non abbiamo grande voce in capitolo, anche se si potrebbe obiettare che non abbiamo ragione di pretenderla, finché siamo relativamente pochi”.

Dieci edizioni sono abbastanza per poter essersi fatti un’idea di come marketing e distribuzione siano cambiati e di quali siano le prossime sfide da affrontare. Julia Short pone l’accento su “pirateria e digitale, una questione non da poco; distribuzione e marketing digitali. E poi il fatto che il marketing stia diventando sempre più sofisticato. In generale, approdano al marketing cinematografico persone provenienti da altri settori; oggi non si tratta di fare affiggere un po’di manifesti, bensì di acquistare spazi pubblicitari in TV e di assicurarsi che lo spot sia adatto ad un target specifico”. Come aggiunge Garasino, “i professionisti del marketing hanno a disposizione strumenti molto più efficaci per studiare il loro target e il pubblico. In un certo senso è un momento d’oro per chi opera nel marketing: è possibile contare su risorse che prima non c’erano. D’altra parte, i produttori sono sempre più consapevoli dell’importanza di avviare la commercializzazione della pellicola anche prima della realizzazione e del modo in cui proporla sul mercato. In passato, quasi nessun produttore parlava di questo aspetto”.

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