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Rapporto industria: Distribuzione ed esercenti

La distribuzione del VoD in Europa – Studio su Movieurope.com

di 

- Niels Aalbæk Jensen è fondatore e direttore esecutivo di FIDD, azienda di proprietà di 160 tra i maggiori produttori di 17 paesi europei.

Cos’è FIDD (Filmmakers' Independent Digital Distribution)?
FIDD è una società in comproprietà fra 160 aziende da 17 paesi (40 danesi, 30 svedesi, 15-20 tra norvegesi, finlandesi, islandesi e altre nazioni). Lo scopo è molto semplice: non vogliamo che i produttori siano sopraffatti da iTunes, Microsoft e dai blockbuster, perciò vogliamo creare il sistema di distribuzione digitale di proprietà dei produttori numero uno in Europa.

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Chi sono gli azionisti della società?
Lavoriamo in base a uno schema cooperativo: il 50% appartiene a un nocciolo duro di grossi investitori, l’altro 50% è detenuto invece dai 160 azionisti, che sono produttori europei. La nostra filosofia è: una società, un voto, un’azione.

Non ci sono costi defalcati dal prezzo di vendita, e ci preoccupiamo anche delle traduzioni in quante più lingue possibili.

Come si fa ad unirsi a FIDD?
I produttori devono solo manifestare a me il loro interesse. Non costa nulla associarsi.

Chi paga per la digitalizzazione e i sottotitoli?
FIDD. La società è finanziata dal programma MEDIA, da investitori privati e da entrate regolari, il che basta a coprire tutti i costi.

Noi non vendiamo un film alla volta, abbiamo solo il servizio SVOD (Subscription Video On Demand). Ciò significa che li classifichiamo per tipologia –per bambini, azione, thriller–, in modo che gli utenti possano scegliere quella che preferiscono (oppure tutte quante, se scelgono il pacchetto Premium), e accedere al catalogo per un mese, tanto quanto dura l’abbonamento.

Perché avete scelto il modello SVOD?
Perché il modo di trattare i diversi prodotti cambia a seconda che questo sia un lungometraggio, un documentario, un cortometraggio o un film d’animazione, che sia recitato in inglese o in un’altra lingua ecc...

Nel Video On Demand c’è una forte tendenza a concentrarsi sui lungometraggi, specie su quelli più in voga, mentre tutti le altre tipologie non hanno speranza di ricavi dignitosi. ITunes, per esempio, ha una lista di film che costano dai tre ai cinque euro, perciò le persone in genere scelgono quello che già conoscono, quindi le pellicole di successo. Noi invece vogliamo promuovere anche le altre, però è difficile stabilire un prezzo per un cortometraggio o un documentario in un modello VOD. Qual può essere il costo di vendita di un corto finlandese da nove minuti, dieci centesimi? Ma che cosa si può fare con dieci centesimi? E che cosa si può fare quando di corti se ne hanno 270, come noi? Per questo abbiamo studiato il pacchetto Gold, che comprende fino a 500 film (corti, documentari, lungometraggi) a 19€ al mese

Avete offerte speciali per l’animazione?
Sì, abbiamo una piattaforma, Toon Telly, creata in Germania. È pensata per i bambini dai 3 agli 11 anni. Sappiamo cosa vogliono i genitori. Le piattaforme infatti devono essere realizzate pensando agli adulti, così se piaci a loro, sei a posto.

Come dividete i proventi?
A ogni film che arriva a FIDD viene attribuito un punteggio da 3 a 51, a seconda del numero di spettatori avuti in sala, dell’anno di produzione, del budget e della durata. Più alto è il budget più punti si hanno. Perciò, se un produttore ha dieci film in catalogo, ognuno dei quali ha 1, 5, 10, 30 punti, il ricavo mensile totale viene poi ridiviso in base alla somma dei punti. In pratica ciò significa che se cento film hanno fatto un milione di euro, si prendono singolarmente i cento film, si guarda quanti punti hanno e si moltiplicano i punti per il numero di spettatori. Quindi se il film ha 10 punti ed è stato visto 10 volte, guadagna 100€.

Come viene pubblicizzato il servizio VOD?
Semplicemente ci associamo ad imprese con un’importante struttura marketing, che così ottengono il 20% dei ricavi che provengono dai loro clienti. Tutto quello che devono fare è promuoverci!

Qual è il vantaggio di distribuire film online?
Per fare soldi bisogna ridurre la catena del valore. Ora, in teoria i produttori possono distribuire i film anche senza intermediari, e con il sistema digitale questo diventa molto facile.

Nove film su dieci, infatti, sono dei flop. Perché non iniziare allora a pensare a come distribuire questi nove su piattaforme digitali invece di spendere migliaia di euro per proiettarli nelle sale? I film di Lars von Trier in patria fanno sempre fiasco al cinema, mentre in Francia e Spagna vanno bene. In Danimarca si potrebbe quindi distribuirli solo online, risparmiando così molto denaro e raggiungendo facilmente gli 80 mila spettatori.

Le opere sono su base non esclusiva sulla vostra piattaforma?
Sì, credo davvero che l’unico fattore che giova ai tuoi ricavi è distribuire solo su base non escluiva. Su Internet l’esclusività semplicemente non ha senso.

Ci sono previsioni di crescita per il VOD nei prossimi anni?
Sì. Ci sono infatti due elementi positivi. In primo luogo la velocità dello streaming sta rapidamente aumentando, il che rende la visione del film di ottima qualità. In secondo luogo sarà possibile vedere Internet dal televisore solo collegando un cavo. Basta semplicemente questo per collegare il portatile o il PC con lo schermo piatto a 42 pollici del soggiorno. I produttori in questo modo hanno accesso diretto ai consumatori e non dipendono più dalle grandi reti televisive per finanziare i loro film.

Le conseguenze sono tante. Abbiamo condotto un sondaggio per capire quali servizi (SVOD, canali Video On Demand) la gente utilizzerebbe o vorrebbe utilizzare. Bene, il 9% guarda già la TV dal computer. Se il trend continua, sarà un grosso problema per i canali via cavo o via satellite. Il 51% dei consumatori infatti annullerebbe l’abbonamento se potesse accedere a Internet (e al VOD) dalla TV.

Come vedete l’inserimento di pubblicità in questo sistema?
Beh, è vero che sta crescendo rapidamente, ma il problema è che le agenzie di pubblicità finiranno con il dire ai produttori che film fare per adeguarlo a ciò che promuovono. Noi però non vogliamo che succeda questo.

Avete intenzione di incrementare i vostri fondi tramite il contatto diretto con gli utenti?
In effetti alcuni dei comproprietari stanno pensando di prendere il 5-10% del guadagno per creare il nostro fondo per la pre-produzione.

Come si fa a guadagnare?
Attraverso il legame diretto con il consumatore, oppure con la partnership. Per esempio, in Danimarca tutti i treni avranno presto un piccolo schermo dietro il poggiatesta con cui si potrà accedere al VOD. Stiamo infatti trattando con le ferrovie danesi per inserire Movieurope nella loro offerta.

Prendereste in considerazione un’alleanza con altri protagonisti della scena come Universcine?
Universcine è detenuta da 50 produttori francesi. La differenza è che Universcine è un progetto rivolto al mercato interno. Raccolgono film da tutta Europa per farli vedere in Francia, noi raccogliamo film da tutta Europa per mostrarli a tutto il mondo. La risposta è sì, se possibile, ci piacerebbe stipulare accordi ... Universcine, per esempio, non ha cortometraggi, ha qualche documentario, e qualche volta ha l’esclusività, che non fa parte della nostra politica.

Cosa potrebbe fare il programma MEDIA per stimolare la circolazione dei film?
Il programma MEDIA potrebbe offrire traduzioni nelle maggiori lingue dell’Unione Europea, dato che produttori non hanno mai fondi sufficienti per tradurre il film. Tutti i lungometraggi prodotti in Europa potrebbero essere tradotti dalle otto alle dieci lingue, e le traduzioni dovrebbero essere accessibili gratuitamente per i distributori e gli aggregatori di contenuti, perché la gente vuole film doppiati o sottotitolati nelle loro lingue materne.

 

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