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Rapporto industria: Politica europea

Creative Europe in cifre

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Creative Europe in cifre

- Quest'anno, Cineuropa si è associata con il Forum d'Avignon per la creazione di una tavola rotonda sulla "creazione, il motore dell'Europa?". Attraverso interessanti discussioni, il Forum d'Avignon ambisce a rafforzare i rapporti tra la cultura e l'economia, suggerendo argomenti di riflessione a livello globale, europeo e locale.

Qual è il contributo del programma di Creative Europe all’economia culturale?

L'Europa ha capito di dover investire di più nel settore culturale e per assicurare da ora fino al 2020, perché questo settore contribuisce in maniera importante alla sua crescita, all'occupazione, all’innovazione e alla coesione sociale. Investire nella cultura è ciò che l’Europa farà per i prossimi sette anni, grazie al suo nuovo programma “Creative Europe”, che dovrebbe partire già dagli inizi del 2014. Creative Europe punta a dare una spinta ai settori culturali e creativi che oggi rappresentano il 4,5% del PIL europeo e circa il 3,8% della popolazione lavorativa attiva in Europa, pari a 8,5 milioni di persone (EU Observer - 11.05.12). Durante gli ultimi anni 1/5 dei nuovi impieghi a Londra sono avvenuti proprio nelle industrie creative. Ma anche città come Amsterdam, Berlino, Milano, Roma, o Madrid presentano numeri simili.

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Il budget proposto da Creative Europe nel periodo che va dal 2014 al 2020 è di 1.8 miliardi, di cui circa 800 milioni dovrebbero essere destinati al cinema e al settore audiovisivo mentre circa 500 milioni saranno invece da destinare alla cultura. La spesa complessiva sarà del 34% maggiore rispetto a quella attuale. Inoltre, e questa è una novità di Creative Europe, 210 milioni di euro verranno usati come fondo di garanzia per assicurare ai piccoli operatori migliori opportunità di accesso ai finanziamenti.

Volendo parlare di cifre, Creative Europe coinvolgerà all’incirca 300.000 artisti, più di 1000 film europei, 2500 cinema e 5500 libri che riceveranno sussidi europei. Creative Europe incoraggerà finanziariamente lo sviluppo territoriale e internazionale, attraverso la creazione di migliaia di organizzazioni culturali e di professionisti europei, che potranno così acquisire nuove conoscenze e rinforzare le loro capacità di collaborare anche oltre le frontiere nazionali.

L’acquisizione di nuovo pubblico è un altro dei principali obiettivi di questo programma che dovrà essere economicamente produttivo. Quindi, l'apertura a nuovi mercati, l’adattamento digitale e la ricerca di nuovo pubblico, sono tutti aspetti che fanno parte di un progetto che punta a rendere Creative Europe una delle principali forze motrici delle industrie creative. Crescita, impiego e sviluppo – queste le parole chiave che guideranno i settori culturali e creativi. Milioni di cittadini verrano coinvolti nei progetti finanziati da questo programma.

Detto questo, la realtà dei fatti è un po' diversa. Prima di tutto, per tutte le discussioni riguardanti il budget; il Consiglio dei Ministri vuole ridurre la cifra ad 1.5 milioni di euro. Ma una tale riduzione, che ricadrebbe su tutti e tre i settori, finirebbe per penalizzare di sicuro tutti. Infatti, essendo i settori culturali differenti (il cinema e l’artigianato hanno metodi di produzione molto diversi, per esempio), ognuno di essi ha i suoi bisogni e le sue priorità. Non creare più alcuna differenza tra il design e la musica o tra i documentari e l’architettura finirebbe per penalizzare alcuni di questi settori, favorendone altri. Ecco il motivo per cui il Parlamento insiste nel considerare Creative Europe un super-programma con una suddivisione in tre livelli le cui agevolazioni verrebbero definite in precedenza, in modo da risultare adeguate a ogni singolo settore. Attualmente, il Parlamento sta combattendo per impedire che questa riduzione venga attuata e sta cercando di mantenere la cifra iniziale, quegli 1.8 milioni di euro, che restano comunque una cifra bassa.

Ciò nonostante, la cultura e le opere audiovisive hanno altri ricavi oltre alle sovvenzioni di Creative Europe. Questi settori sono ormai parte totalmente integrante del mercato, sono ovunque e in contatto con i più svariati settori come l'economia e la tecnologia. In questo modo, i progetti culturali richiesti possono anche essere finanziati da altri fondi e non solo da Creative Europe. I finanziamenti strutturali, per esempio, il cui totale ammontano a circa 287 miliardi di euro, hanno già più di 6 miliardi garantiti, che è l'1.7% del budget totale, destinati ai progetti culturali.

Eppure, per circa 20 anni, MEDIA, Media Mundus & Culture sono stati alla base di molti finanziamenti di successo. In Francia, i finanziamenti non rapresentano un’eccezione. Il programma MEDIA, ad esempio, ha finanziato più del 30% del La Rochelle Film Festival e del Mediterranean Film Festival di Montpellier. Anche il programma culturale ha ottime cifre. Lo scorso anno, 29 progetti su 72 sono stati accettati, il che rende la Francia con il suo 11% di progetti finanziati, la nazione leader nel finanziamento di progetti culturali. Creative Europe dovrà di certo raggiungere i risultati auspicati.

Il Forum d’Avignon mira a rafforzare i legami esistenti tra cultura ed economia, suggerendo argomenti di riflessione a livello globale, europeo e locale. Il Forum d’Avignon fu creato dopo l’approvazione della convenzione UNESCO sulla diversità culturale e sin da subito ha avuto un grande sostegno dal Ministero della Cultura e Comunicazione francese. Ogni anno il Forum organizza, insieme con i suoi partners, degli incontri internazionali che forniscono l’opportunità per importanti discussioni e scambi tra attori dal mondo della cultura, delle industrie creative, dell’economia e dei media.

 

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