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Rapporto industria: Politica europea

Europa creativa, una strada complicata

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Europa creativa, una strada complicata

- Quest'anno Cineuropa è associato al Forum d'Avignon per una carta bianca su "creazione, il motore dell'Europa?" Attraverso singole discussioni il forum d'Avignon mira a rafforzare i legami tra la cultura e l'economia, proponendo temi di riflessione a livello globale, europeo e locale.

Europa creativa ha principalmente lo scopo di promuovere la nostra cultura europea migliorando, allo stesso tempo, i nostri settori economici. Tuttavia, il percorso che questa proposta deve perseguire per diventare una vera e propria legge, è davvero spinoso.

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Per capire meglio il meccanismo delle decisioni europee, Cineuropa ha incontrato Silvia Costa, deputato europeo incaricato di dirigere il progetto Europa creativa. Come leader del progetto, ha il compito di sottoscriverlo e portalo avanti con successo. Guardiamo il dietro le quinte di questa battaglia politica.

Nel 2012 l’odissea politica di Europa creativa ha inizio. Durante questa prima fase, i tre corpi europei incaricati di prendere decisioni politiche- la Commissione Europea, il Consiglio Europeo e il Parlamento Europeo- illustrano le loro proposte in merito al programma. Nel 2013, inizia una nuova fase: negoziazione o “trialogo”

Un “trialogo” è un incontro informale dove i rappresentanti di ciascun corpo si incontrano e discutono sulle condizioni del progetto. Se trovano un accordo, la legge viene votata dal Consiglio e dal Parlamento. Un voto positivo da entrambe le parti trasforma il progetto in legge. Oggi il progetto Europa creativa è nella sua prima fase di lettura, ciò significa che i rappresentanti del “trialogo” si stanno incontrando per la prima volta. Molte persone sperano che le questioni della negoziazione siano positive già dalla prima lettura, così che il programma potrà essere pronto per il 2014. Ciononostante, la realtà politica di Europa creativa è molto più complessa.

Prima di tutto, perché abbiamo bisogno di un programma come Europa creativa? Secondo Silvia Costa, la cultura e l’educazione rappresentano il cuore del futuro europeo, della nuova generazione e dell’identità europea. Il progetto Europa creativa sostiene l’idea che l’arte e la cultura hanno un valore intrinseco. Questo valore è intellettuale, ovviamente, ma è anche economico. Per un buon sviluppo di questi valori c’è bisogno di una struttura, questo è il ruolo de Europa creativa.

Tuttavia, siccome sarà una cornice unica di tre diversi programmi, Europa creativa potrebbe eclissare la visibilità che ciascun programma ha acquisito nel corso degli ultimi 20 anni.

Ecco perché Silvia Costa e il suo gruppo politico, l’unione progressista di socialisti e democratici, chiedono una chiara distinzione tra MEDIA e livelli di Cultura che hanno diversi obiettivi e indennità di bilancio definiti.

“È essenziale assicurare che questo super programma tenga conto della specifica natura dei settori culturali e creativi, soprattutto il settore audiovisivo, così come delle particolari esigenze per valutare gli approcci in due programmi diversi.” Silvia Costa ha spiegato a Cineuropa che sta insistendo fortemente sulla scrittura di modifiche per conservare il marchio utilizzato fin ora “per garantire la visibilità del programma Europa creativa, mantenendo la sua identità visiva come emblema”.

Silvia costa ha altresì evidenziato a Cineuropa che la sua commissione parlamentare- cultura ed educazione- (CULT) cerca di chiarire agli altri deputati europei che è logico che i progetti culturali e audiovisivi debbano ricevere altri fondi europei. È cioè dire che, la commissione europea CULT   vuole che la cultura e l’audiovisivo abbiano accesso ai fondi Horizon del 2020, un superprogramma per la ricerca e l’innovazione che prenderà avvio nel 2014. Loro sostengono la tesi che i settori culturali e audiovisivi sono implicati nella ricerca e nell’innovazione.

Ciononostante, la signora Costa ci ha confidato che il suo principale cavallo di battaglia è il budget consentito per il progetto Europa creativa. Il parlamento ha proposto un bilancio di 1,8 milioni di euro che il consiglio dei ministri però vuole ridurre. “ Sarà una riduzione inaccettabile di più di una terza parte, da 1,8 a 1,3 milioni di euro- e si tratta di una proposta della commissione bilancio de Europa creativa, il nuovo programma 2014-2020, a causa delle riduzioni che il consiglio ha fatto durante il suo piano a lungo termine, non è condiviso dal Parlamento europeo” ha spiegato Silvia Costa. Inoltre, questo bilancio riguarda i paesi di confine. “Ho chiesto alla S e D team e a Ivailo Kalfine di appoggiare il ripristino di questi fondi, per l’importanza strategica di industrie creative per lo sviluppo, la crescita, l’occupazione e anche per la coesione territoriale e sociale” ha aggiunto l’euro-deputato.

Al fine di combattere questa riduzione, l’associazione Culture Action Europe, ha avviato una petizione nominata “We are more, act for culture in Europe” (Siamo molto di più, rappresentiamo la cultura in Europa) che richiede di mantenere i bilanci, almeno agli inizi. Silvia Costa stessa appoggia questa iniziativa. “ Penso che sia veramente importante  e sono d’accordo con gli appelli avviati dalla rete europea We are more, act for culture in Europe, che rappresenta più di 100 organizzazioni e artisti in Europa, così come il forum culturale Eurocité. Se volete firmare la petizione potete andare sul sito www.wearemore.eu

Dopo i problemi di negoziazione di bilancio, il progetto non può essere approvato in prima lettura. La conseguenza è che il progetto inizierà nel tardo 2014 e subirà un deficit proprio per questo suo ritardo di inserimento. Al contrario, se fosse accettato subito dopo la prima lettura, il progetto Europa creativa partirà subito nel 2014 e si eviteranno così probabili deficit finanziari. Infine, tutti questi trucchi non tengono conto della presidenza irlandese che vuole racchiudere questo importante progetto  prima della sua scadenza, nel giugno 2013.

 

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