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Rapporto industria: Politica europea

La nuova Comunicazione sul cinema

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La nuova Comunicazione sul cinema

- Il 14 novembre 2013 la Commissione Europea ha finalmente annunciato l'adozione di una nuova comunicazione relativa agli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e audiovisive: l'Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo ne fa un'analisi approfondita nel rapporto IRIS plus del 2014.

Il primo cambiamento evidente è che la Comunicazione del 2013 riguarda tutti gli aspetti della creazione di un film mentre la precedente comunicazione, risalente al 2001, interessava solo la produzione.

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Inoltre i contenuti audiovisivi dei progetti "transmedia" sono stati finalmente inclusi, mentre l'aiuto ai giochi non rientra nello scopo del progetto e continuerà quindi ad essere assegnato sulla base di indagini caso per caso.

Altre grandi innovazioni sono quelle che riguardano gli obblighi di spesa territoriali: la Commissione, guidata da criteri di proporzionalità, ha deciso di rivedere la norma del 2001 che consentiva agli Stati di imporre che un importo fino all'80% dell'intero bilancio di un film fosse speso sul loro territorio.

La Comunicazione del 2013 fissa il tetto di obbligo di spesa territoriale al 160% dell'importo dell'aiuto e non del bilancio di produzione: vale a dire che uno Stato membro può arrivare a far spendere sul suo territorio l'80% del bilancio per la realizzazione dell'opera solo nel caso in cui al film venga assegnata la più alta cifra erogabile di aiuto (il massimo generale dell'intensità di aiuto rimane fisso ad un ammontare pari al 50% del bilancio di produzione).

In pratica però, come indica l'articolo principale della IRIS plus, nessuno Stato membro ha mai imposto che l'80% del bilancio fosse speso sul territorio nazionale ed è un dato di fatto che alcuni Stati neppure prevedono obblighi di spesa territoriale, rendendo quasi inutile il cambiamento di regole.

La bozza della comunicazione contiene anche speciali previsioni riguardo gli aiuti per opere audiovisive non europee.

La Commissione in passato ha mostrato preoccupazione nei confronti di questi aiuti, specialmente quando assegnati alle produzioni nord americane, proponendo di diminuirne l'ammontare al di sotto del 20%.

La maggioranza degli stakeholders ha però dissentito con questa disposizione, mostrando come una minimizzazione degli aiuti alle grandi co-produzioni realizzate con paesi stranieri avrebbe in realtà esiti disastrosi, peggiorando la qualità di servizi e produzioni.

Le produzioni ad alto budget hanno infatti dimostrato di trasferire all'Europa competenze e know-how ed abbassare l'ammontare di questi aiuti renderebbe l'Europa meno attraente; le produzioni ad alto budget finirebbero col rivolgersi verso le industrie di altri continenti, lasciando l'Europa indietro.

Una scelta simile avrebbe avuto inoltre enormi conseguenze sulle dimensioni dell'industria cinematografica europea, portando con molte probabilità alla distruzione di numerosi posti di lavoro. 

Nonostante queste norme siano state omesse nella versione finale della comunicazione, la Commissione continuerà a monitorare gli sviluppi degli aiuti rivolti ai film non europei e contrasterà eventuali problemi con un'ulteriore Comunicazione qualora dovessero emergere delle distorsioni di concorrenza.

Gli Stati membri hanno due anni per adeguare i loro regimi di finanziamento alle nuove disposizioni.

E' possibile acquistare il rapporto completo qui.

 Tradotto da Ilaria Martina Bolotta

 

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