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Dossier: Green Film Shooting

Green Film Shooting: Eroi locali in Italia

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Green Film Shooting: Eroi locali in Italia

- (Bob Marongiu nella web-serie Ta Spantu, ©Sardegna Film Commission/Alessandro Toscano)

In Italia, la casa dello slow-food, un crescente numero di produttori si sta rendendo conto dei benefici derivanti da una produzione cinematografica eco-sostenibile. L'attenzione a queste tematiche è aumentata considerevolmente nel momento in cui l'Associazione delle Film commission Italiane ha stipulato, nell'autunno del 2015, un accordo con Edison, azienda attiva nei settori dell'approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica. La Sardegna, il Piemonte e il Trentino-Alto Adige stanno testando il progetto Edison Green Movie per l'intero anno adattando l'applicazione del progetto ai bisogni locali.

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"Stiamo scegliendo case di produzione che intendano agire in maniera eco-sostenibile e forniremo loro la formazione necessaria a livello locale", ha dichiarato Nevina Satta, CEO della Sardegna Film Commission e vicepresidente dell'Associazione delle Film Commission Italiane. Sviluppata in collaborazione con Gianluca Della Campa di Edison, l'iniziativa consiste nel formare la crew che si occuperà della realizzazione del film e nel controllare che le fasi iniziali del processo produttivo siano organizzate correttamente. Gli uffici delle Film Commission tengono sotto controllo le attività eco-sostenibili attraverso le case di produzione.

La Sardegna Film Commission ha già esperienza nel campo dell'eco-sostenibilità grazie al suo progetto Heroes 2020, che appoggia i film che trattano argomenti inerenti la sostenibilità e che seguono le linee guida per una produzione cinematografica eco-sostenibile Questo fondo ha sostenuto tredici pilot per altrettante web-series e più di venti cortometraggi. "Le start-up si stanno trasformando in aziende specializzate nella produzione eco-sostenibile", sottolinea Nevina Satta, che ha ottenuto incentivi per produzioni televisive e cinematografiche eco-sostenibili in Sardegna. " I nostri eroi locali stanno creando una tendenza. Ora anche gli organizzatori di festival vogliono aziende sensibili alle tematiche ambientali per i loro eventi".

Nel frattempo, il Trentino offrirà supporto finanziario per i produttori che agiranno in maniera eco-sostenibile. "Stiamo lavorando agli incentivi", dichiara Luca Ferrario della Trentino Film Commission, "e stiamo sviluppando dei mezzi pratici, come una lista di hotel e ristoranti sensibili alle tematiche ambientali, che aiuteranno i produttori a lavorare in maniera eco-sostenibile". Nel Trentino, l'Agenzia del turismo fa una lista dei ristoranti e degli hotel che dispongono di prodotti con certificazioni che ne attestano l'eco-sostenibilità o che comunque servono prodotti biologici locali e che non usano materiali nocivi.

Il primo film prodotto in maniera eco-sostenibile in Trentino è Resina, dello sceneggiatore/regista Renzo Carbonera, che è stato sostenuto per la sceneggiatura dalla Trentino Film Commission. Questo film racconta la storia di un giovane musicista che si assume la responsabilità di guidare un coro maschile che sta per essere sciolto.

Alcune linee guida inerenti le tematiche ambientali sono state attuate anche in Piemonte. Durante le riprese del film La vita possibile [+leggi anche:
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 di Ivano De Matteo nell'autunno del 2015, il fornitore locale di energia elettrica IREN ha servito la produzione con l'utilizzo di reti elettriche, in modo da evitare l'uso di generatori. "IREN è stata molto collaborativa", ci ha tentuto a precisare Enrico De Lotto, che è a capo della produzione nella Film Commission Torino Piemonte. L'85% del consumo elettrico totale dell'azienda proviene da risorse eco-sostenibili. "Stiamo cercando di migliorare la nostra performance in termini di salvaguardia dell'ambiente anche dalla sede centrale."

Inoltre, il Piemonte ha sviluppato un protocollo in collaborazione con il Comune di Torino per la creazione di un network orientato alla tutela dell'ambiente e che riunisca sia le istituzioni private che pubbliche nella città. "Quello di Torino è un esperimento importante e tutte le Film Commission europee dovrebbero intraprenderlo: coordinare i problemi relativi al traffico, al trasporto, incluse le bici e la condivisione delle automobili, gli edifici, così come l'agevolazione della trasmissione dell'energia elettrica alle piccole realtà", sottolinea Nevina Satta.

"Un comportamento ecologicamente sostenibile crea la miglior relazione possibile con le comunità locali perchè vuol dire che la loro terra viene rispettata, il che, di conseguenza, porta alla condizione ideale per girare un film, dal momento che abbiamo già ottenuto l'appoggio degli abitanti", conclude il CEO della Sardegna Film Commission. "Un protocollo ambientale costituisce anche un'eccellente opportunità per trovare nuovi investitori e per diventare competitivi con uno strumento di marketing che ancora non è stato sfruttato al massimo delle sue capacità".

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