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Rapporto industria: Focus: Asia & Oceania

Il Medio Oriente si trasforma in TV locale: Arab Media Outlook

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- L’uso dei mezzi d'informazione nel Medio Oriente, secondo un rapporto fornito dall'Arab Media Outlook (2011-2015), è in una fase di transizione e come conseguenza di recenti vicende regionali, vede il coinvolgimento di molte persone che seguono trasmissioni televisive, notizie online e talk show politici. Lo studio, partito il 30 Aprile grazie al Dubai Press Club, afferma che gli spettatori televisivi fanno ricorso sempre più spesso a contenuti "ultra-locali", motivo dovuto a sommosse regionali e gli argomenti locali sono diventati anche il centro dell'attenzione da parte delle emittenti panarabe. Benchè gli show televisivi, molti provenienti dalla Turchia, continuino a dominare l’indice di gradimento, sempre più spesso si tende a parlare di Medio Oriente e molte case di produzione del Golfo (Persico) decidono di aumentare la produzione durante i disordini che agitano i tradizionali centri di trasmissione arabi dell’Egitto e della Siria. Il talk show in diretta di Al Jazeera Al Etijah Al Moakes ha rivendicato il numero di telespettatori più alto negli Emirati Arabi Uniti, seguito da programmi di intrattenimento come Arab Idol, Dance India Dance e altri programmi importati come Jeopardy, Comedy Circus e Sada Al Maleb. Gli operatori economici internazionali stanno cercando di investire su contenuti locali e trovare segmenti di nicchia strategici e allo stesso tempo cercano di introdurre strumenti capaci di "misurare" il pubblico televisivo nei mercati del Golfo (Persico) come quelli degli Emirati Arabi Uniti e si richiede trasparenza da parte dell'Arabia Saudita. Il numero dei canali in alta definizione (HD) in Medio Oriente è in crescita, ma la monetizzazione rimane una sfida per le emittenti. Allo stesso modo in una regione dominata da una trasmissione gratuita, la propensione a passare verso una pay-TV rimane bassa, anche se il rapporto mette in evidenza dei successi per quanto riguarda la lotta ai contenuti piratati. I disordini politici del mondo arabo hanno avuto, nel complesso, un impatto positivo sui mezzi d'informazione regionali, aumentando da un lato la qualità del giornalismo e dall'altro velocizzando l’impegno nei confronti delle piattaforme digitali e nello stesso tempo attirando l'interesse delle case mediatiche globali. “In diversi mercati coinvolti in prima persona in sommosse politiche, la struttura dell’industria mediatica è in una fase di riorganizzazione con una rottura significativa rispetto al passato. Comunque il ritmo con cui questa riforma mediatica verrà portata a compimento sarà graduale per via dei problemi politici ed economici considerati prioritari" ha affermato Miriam Bin Fahd, direttrice esecutiva del Dubai Press Club. “La nostra analisi tiene conto dell'ambiente politico ed economico di tutti i mercati trattati nel rapporto, tuttavia potrebbero esserci potenziali rischi di perdita visto che l’industria mediatica in alcuni dei suddetti mercati si trova in una fase di ricostruzione” ha aggiunto. Oltre 140 persone provenienti dal mondo della stampa, televisivo, internet radio, cinematografico e pubblicitario hanno condiviso le proprie aspettattive nel nuovo rapporto dell'Arab Media Outlook dal titolo Media Arabi: esposizione e transizione.

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