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Rapporto industria: Documentario

Bruno Nahon • Produttore, Zadig Productions, Parigi, Francia

- Avete un budget annuale di produzione?
Nel 2008 oscillava dai 4 ai 5 milioni di euro.

Che cosa cerca in un progetto?
Ho un’ossessione per l’autore. Voglio dire che un progetto deve essere girato e diretto dall’autore. Deve essere profondamente vero, un qualcosa che ha un significato, con un punto di vista importante e con un nuovo modo di parlare al mondo. Il “Twenty Show”, che ho creato e prodotto ne è un buon esempio. L’obiettivo era ritrarre la nuova generazione con i loro strumenti principali che sono il web e i video blog. E’ l’opposto di un approccio giornalistico perché non siamo andati per strada dicendo “I giovani sono depressi o sciocchi”, ma abbiamo costruito un intero processo con MySpace e ARTE per realizzare questo film. Abbiamo cercato di farlo in maniera organica, in modo opposto rispetto alla maniera tradizionale di fare reportage o film.
Poi ho prodotto una “Storia del Cinema degli Esordi”, un progetto di tre ore e mezza per ARTE che è stato presentato quest’anno al Festival di Berlino, e ora mi sto spostando verso la fiction.

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Fate co-produzioni con altri paesi?
Non molto, vorrei farne di più, ma è veramente dura per me trovare un buon posto dal momento che non mi piace essere il padre del progetto ma intervenire sulla sceneggiatura, sull’editing, sul marketing e se sono un co-produttore non è semplice. L’aspetto finanziario è importante, ma rappresenta probabilmente solo il cinque per cento del lavoro.

In che modo la crisi economica ha avuto ripercussioni sui progetti che sta cercando?
In Francia c’è stata una grande riforma nell’emittenza pubblica, e questa ridistribuzione dell’intero sistema più la recessione risulta essere piuttosto complicato, ma personalmente non mi lamento. Gli ultimi tre anni sono stati eccezionali, il 2009 è stato incentrato più sullo sviluppo. Inoltre non posso produrre per tutto il tempo. Ho prodotto dieci film tra il 2008 e il 2009, e adesso sento il bisogno di rallentare e pensare al futuro dedicandomi anche alle cose che intendo vedere da spettatore, siano esse documentari o film.

Quali sono le più importanti fonti di finanziamento per il documentario nel suo paese?
Le emittenti pubbliche e lo Stato; le sovvenzioni pubbliche come anche varie piccole somme di denaro provengono sia da aziende o regioni come la Cantabria e la Catalogna, sia da fonti internazionali.
Nonostante ciò il documentario in Francia è mal finanziato. Se confrontato con la Gran Bretagna, un documentario di un’ora in Francia ottiene il 50% in meno del denaro. Pertanto aumenta la necessità di creatività. Io mi attengo all’idea dell’autore, che significa che un dato film può essere realizzato solo da certe persone. Al National Geographic, ad esempio, ci sono centinaia di ragazzi che potrebbero fare lo stesso film, è orientata al mercato come H&M TV.

Campus del Documentario, 23 e 24 Maggio 2009
Faster, Keener, Leaner, Meaner: Survival of the Fittest in Factual
Manchester, UK

Traduzione a cura di Viviana Picchiarelli

 

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