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Recensione: Schnitzel paradise

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Amore e risate in uno scenario multietnico

di 

- Ilarità e romanticismo sbocciano nella più disgustosa cucina mai portata sul grande schermo

Recensione: Schnitzel paradise

Sulle orme del successo olandese Shouf shouf habibi (il film nazionale più visto del 2004, venduto in più di 30 paesi), il regista indipendente Martin Koolhoven fa fruttare al massimo il budget di cui dispone per Het schnitzelparadijs [+leggi anche:
trailer
film focus
intervista: Martin Khoolhoven
intervista: Mimoun Oaïssa
scheda film
]
(Schnitzel paradise)
, un’altra commedia esilarante di ambientazione multietnica. Il film di Koolhoven ha molti punti in comune con Shouf, e, nello specifico, la presenza del comico 'enfant prodige' Mimoun Oaïssa, la vedette di Shouf , che qui ha un ruolo non protagonista. Ciò che lo rende decisamente diverso dal suo predecessore è da ricercarsi nella sua prospettiva romantica; sia per quanto riguarda l’assunzione dei più classici stilemi della commedia romantica nell’approccio all’intreccio amoroso, sia, più in generale, per il punto di vista offerto sulla moderna società olandese multiculturale; gli individui possono anche non ambientarsi alla perfezione, ma ciò nonostante in Het schnitzelparadijs il lieto fine sembra essere sempre a portata di mano.

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I ruoli principali sono lasciati alle cure dell’esordiente Mounir Valentyn (una vera scoperta) e della nuova promessa Bracha van Doesburgh (Vet hard), che interpretano questi novelli Romeo e Giulietta senza il drammatico finale del modello shakespeariano e, soprattutto, con una cucina ben peggiore. Lui è Nordip, un ragazzo marocchino-olandese sveglio e intelligente che non ne vuole sapere di studiare per diventare un dottore come vorrebbe il padre. Al contrario, inizia a lavorare come lavapiatti nella cucina di un hotel-ristorante che funziona come una versione in miniatura della società olandese, completa dei suoi immigranti marocchini, turchi, iugoslavi – alcuni legali, altri meno. Lei è Agnes, la futura padrona dell’hotel che, solo per il momento, vi lavora come cameriera (“devo iniziare dal basso”).

Il loro idillio è fatto di niente – un paio di fuggevoli sguardi e diversi pellegrinaggi verso una delle stanze dell’hotel. Ha tutta l’innocenza dell’amore vero, così come lo immaginerebbero quelli che non si sono ancora mai innamorati e, diversamente da Shouf, si trasforma rapidamente da film sulla famiglia a classico film sul primo amore tra adolescenti, trascurando completamente l’aspetto del significato che potrebbe avere un flirt tipicamente occidentale per un ragazzo cresciuto ed educato ai valori tipici della cultura e società marocchina. Sembra aver assorbito la maniera dell’amore occidentale e olandese senza metterla in discussione neanche per un secondo, in questo certamente aiutato dal punto di vista ‘indigeno’ del regista Martin Koolhoven e dello sceneggiatore Marco van Geffen (che ha curato l’adattamento per il grande schermo dell’omonimo romanzo dello scrittore marocchino-olandese Khalid Boudou).

Het Schnitzelparadijs funziona, nonostante la storia d’amore un pò semplicistica, grazie alla pura chimica creatasi tra Valentyn e Van Doesburgh, due giovani e promettenti attori che hanno letteralmente fatto scintille e incollato gli spettatori allo schermo. Si aggiungano le vicende esilaranti di quella che è certamente la più disgustosa cucina mai portata sul grande schermo; il suo ritratto di questo caotico ambiente, usato come metafora della società olandese, dove, sebbene regni l’anarchia c’è sempre speranza per l’intelligente e per il romantico, è il perfetto contrappunto alla zuccherosa storia d’amore.

Martin Koolhoven resta attaccato ai suoi personaggi, seguendoli da vicino con la macchina a spalla e prediligendo semi-primi piani dallo stile televisivo, nonostante l’eccezionale utilizzo della profondità di campo tradisca un occhio cinematografico. I ruoli maschili di secondo piano sono tutti eccellenti nella loro pura e frenetica energia cinetica, che bilancia la quiete dei protagonisti dell’intreccio romantico, mantenendo così un ritmo vivace lungo tutta la storia. L’uso a profusione di musica pop in inglese ed il suo particolare montaggio, dona al film un sapore tipicamente americano nonostante l’ambientazione olandese. La cucina dell’hotel può anche non essere il paradiso degli amanti degli schnitzel, ma questo film sarà sicuramente il cibo perfetto per chi nutre un certo appetito per le commedie romantiche, di quelle che offrono della società multirazziale una versione un po’ edulcorata, all’acqua di rose.

(Tradotto dall'inglese)

photogallery

titolo internazionale: Schnitzel Paradise
titolo originale: Het Schnitzelpardijs
paese: Paesi Bassi
rivenditore estero: MDC International
anno: 2004
regia: Martin Koolhoven
sceneggiatura: Marco van Geffen, Khalid Boudou
cast: Mounir Valentyn, Bracha van Doesburgh, Mimoun Oaïssa, Yahya Gaier, Mohammed Chaara, Micha Hulshof
cinando

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