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Recensione: Persepolis

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La magia di Marjane

di 

- Infanzia e adolescenza nel caos della Storia iraniana: un’opera prima di animazione francese fuori dal comune

Recensione: Persepolis

Una selezione in concorso ufficiale al Festival de Cannes, 25 minuti di standing-ovation al termine della proiezione per il pubblico, un Premio della giuria e vendite in tutto il mondo: un vero U.F.O. si è posato, il maggio scorso, sulla Croisette con la pellicola d’animazione Persepolis [+leggi anche:
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, opera prima realizzata quasi integralmente in 2D bianco e nero dalla disegnatrice di origine iraniana Marjane Satrapi e dal francese Vincent Paronnaud. Sulla scia del fumetto best-seller della giovane neo-regista residente a Parigi, l'adattamento per il grande schermo rivela un'energia che manca talvolta alle opere di finzione cinematografica più classiche.

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Centrato su una pagina della storia iraniana — dalle premesse del rovesciamento dello Scià nel 1978 fino al regno dei mullah di metà anni '90, passando per una parentesi europea a Vienna — Persepolis affronta senza pesantezza una moltitudine di temi gravi: persecuzione degli intellettuali, guerra Iran-Iraq, propaganda, indottrinamento, censura, tortura, stato di polizia, sottomissione delle donne, (velo, amori contrastati), esilio e questioni d'identità e d'integrazione. Di volta in volta poetico, esilarante, emozionante, sensibile, il film vince la scommessa della trasmissione pedagogica (accessibile a un pubblico giovane) dei valori umani e democratici, con le disavventure tragicomiche di Marjane Satrapi stessa, prima bambina, poi adolescente e giovane donna alle prese con i problemi "esistenziali" di quell'età in un paese sottoposto a grandi rivolgimenti storici. Con una sceneggiatura divertente e di grande inventiva, e di confezione visiva sobria ed elegante (ma che non disprezza le gag), Persepolis si è rivelato un’opera universale seducente e inclassificabile, agli antipodi dei blockbuster americani d’animazione, grazie anche alle voci di Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian e Chiara Mastroianni, e una Gena Rowlands coinvolta nella versione inglese.

"Non dimenticare mai chi sei e da dove vieni". Ragazzina di Teheran, fan di Bruce Lee che non vede l'ora di arrivare all'età di radersi le gambe e diventare profeta, Marjane vive la rivoluzione islamica al fianco dei genitori progressisti, dello zio comunista appena uscito di prigione e dell'indipendente nonna. Il regime dei mullah s'instaura quando lei è adolescente e compra i dischi degli Iron Maiden da sotto il velo, mentre la sua famiglia tenta di vivere una vita parallela (serate alcoliche, documenti falsi). Ma la guerra Iran-Iraq intensifica il peso religioso sulla vita civile e la giovane ribelle viene mandata a 13 anni in Austria. A Vienna scoprirà la solitudine dell'immigrata, il consumismo, l'amore: tutti episodi dall'umorismo graffiante. Di ritorno in Iran, la giovane donna attraverserà un periodo di depressione, seguito da una ricerca frenetica di felicità per "dimenticare che non eravamo liberi", prima di sposarsi e poi spiccare nuovamente il volo all'insegna dell'integrità.

Un’integrità che diventa marchio di fabbrica di Marjane Satrapi, che è riuscita a resistere alle sirene americane interessate ad acquisire i diritti per l’adattamento del suo fumetto, preferendo continuare nel suo personalissimo cammino artistico, e lanciarsi assieme al co-regista Vincent Paronnaud e alla giovane casa di produzione 247 Films in un’opera a basso budget (6 milioni di euro), già coronata da un successo straordinario.

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: Persepolis
titolo originale: Persepolis
paese: Francia
rivenditore estero: Celluloid Dreams
anno: 2007
regia: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
sceneggiatura: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud

premi/partecipazioni principali

Cannes 2007 Premio della Giuria
Césars 2008 Migliore Opera Prima
Miglior Adattamento
cinando

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