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Recensione: Boogie

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Si hanno vent'anni una volta sola

di 

- Radu Muntean dirige ancora una volta l'attore Dragos Bucur in un film forte sulla famiglia, l'amicizia e la voglia di ricominciare

Recensione: Boogie

Ci sono volte, quando si hanno trent'anni e qualcosa, una moglie e un bambino, e si va al mare per il ponte del primo maggio, in cui si pensa alla propria vita. Quello che distingue Boogie [+leggi anche:
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di Radu Muntean, è il coraggio e l'universalità della storia che racconta: la vita e le menzogne di un trentenne e la sua "crisi adolescenziale" senza motivo apparente.

Boogie è il soprannome del personaggio principale, Bogdan Ciocazanu, interpretato da uno degli attori preferiti dal regista, Dragos Bucur. E', a tutti gli effetti, "un uomo realizzato e sempre al telefono", proprietario di una piccola fabbrica di mobili. Per le tradizionali vacanze romene della Festa del lavoro, Boogie va al mare con la moglie Smaranda (Anamaria Marinca) e il figlio di tre anni Adrian (Vlad Muntean). Lì incontra i suoi migliori amici del liceo, Penescu (Mimi Branescu) e Iordache (Adrian Vancica).

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Gli sceneggiatori, Razvan Radulescu, Alexandru Baciu e Muntean, hanno reso bene le sfumature di un momento molto problematico nella vita di un uomo. Penescu e Iordache sono gli eterni fanciulli, liberi e disponibili, sempre pronti a sottolineare quanto sia bello non avere una moglie incinta che si lamenta e un bambino difficile che impedisca loro di godersi la vita. Ed è esattamente quello che fanno quando ritrovano Boogie.

All'inizio, Boogie si comporta come un adolescente: alla vista di alcuni temerari che fanno il bagno nell'acqua ghiacciata, non resiste alla tentazione di fare un tuffo anche lui, nonostante i saggi consigli di Smaranda. La sera stessa, la tensione cresce: è evidente che Penescu, Iordache e Smaranda non vanno affatto d'accordo.

Visto che Boogie e i suoi amici si comportano più come bambinoni che come adulti e cominciano a passare in rassegna i loro ricordi, Smaranda decide di rientrare in albergo con Adrian e di lasciarli divertire tra loro.

Boogie approfitta di questa libertà provvisoria e passa la notte a rivivere la sua giovinezza con Iordache, che fa il lavapiatti in un ristorante in Svezia, e Penescu, stanco del suo triste lavoro in un'agenzia di viaggi. Nel corso della notte, scoprono che le cose non sono più come una volta e che lo scarto generazionale è più importante di quello che Boogie pensava. Non è solo una questione di età, è tutto ben più complesso.

Di passaggio in un locale notturno, Boogie guarda le donne, interdetto: "Sono puttane o ragazze accompagnate dal loro fidanzato?", chiede a Penescu. "Sono puttane accompagnate dal loro fidanzato", risponde l'amico. La risposta la dice lunga sui tre amici: benché sembrino a proprio agio in quel locale, psicologicamente è tutto cambiato.

Il direttore della fotografia, Tudor Lucaciu, torna ad offrirci delle belle immagini, dopo aver illuminato in modo magistrale un cupo dicembre del 1989 in The Paper Will Be Blue di Muntean. Qui gioca con i colori e i contrasti, mentre il film precedente era dominato dal grigio-blu. Il suo talento è nuovamente messo a dura prova, dai piani-sequenza alle scene girate camera a spalla, ma riesce a ricreare perfettamente l'atmosfera delle vacanze al mare, anche nei suoi accenti più drammatici.

Benché Muntean e Lucaciu neghino al pubblico una piena soddisfazione sul piano visivo ed emotivo (manca qualche primo piano che conferisca maggiore intensità ai conflitti psicologici trattati), le superbe interpretazioni di Branescu, Bucur e Marinca e l'ottima sceneggiatura tengono desta l'attenzione del pubblico fino alla fine e lasciano ad ognuno materia su cui riflettere.

photogallery

titolo internazionale: Boogie
titolo originale: Boogie
paese: Romania
anno: 2008
regia: Radu Muntean
sceneggiatura: Alexandru Baciu, Razvan Radulescu, Radu Muntean
cast: Dragos Bucur, Anamaria Marinca, Mimi Brănescu, Adrian Văncică, Vlad Muntean, Roxana Iancu, Geanina Varga

premi/partecipazioni principali

Cannes 2008 Quinzaine des Réalisateurs
cinando

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