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Recensione: Vincere

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Il tradimento del potere

di 

- Una storia drammatica che si conclude tragicamente: il giovane agitatore socialista Benito Mussolini incontra a Milano Ida Dalser

Recensione: Vincere

Unico regista italiano in concorso al Festival di Cannes, Marco Bellocchio propone con Vincere [+leggi anche:
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la sua personale visione di un aspetto della vita di Benito Mussolini sconosciuto al grande pubblico ma perfettamente documentato da libri e un documentario tv da cui il settantenne regista piacentino ha tratto l'idea per il film.

È certamente una storia drammatica che si conclude tragicamente: il giovane agitatore socialista Benito Mussolini incontra a Milano Ida Dalser, ragazza appartenente ad una famiglia agiata che già lo aveva notato a Trento e se ne era innamorata pazzamente, condividendone gli ideali politici impregnati di individualismo, interventismo, anticlericalismo. Il futuro dittatore la sposa e riconosce legalmente il piccolo Benito che nasce dalla loro unione. Poi si arruola per combattere nella Grande Guerra e sparisce. Ida, che ha venduto tutti i suoi beni per sostenere i prima passi politici del suo eroe, non si rassegna: urla al mondo la sua condizione di moglie abbandonata, scrive alle autorità al papa, ai giornali. Ma Mussolini ha intanto sposato Rachele Guidi, dalla quale ha già avuto Edda.

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Evitando di insistere sui pubblici misfatti del regime fascista, Bellocchio si concentra sulla persecuzione di questa donna e del suo bambino, isolati e poi rinchiusi in manicomio, le cui esistenze vengono letteralmente cancellate dagli uomini del Duce.

Fortemente caratterizzato dalla fotografia livida e ricca di chiaroscuri di Daniele Ciprì, Vincere inizia a Trento con la celebre dimostrazione della non esistenza di Dio da parte del giovane Mussolini (“Se esiste lo sfido a fulminarmi entro 5 minuti”) e si dipana per brevi episodi scanditi dagli eventi storici, dalla nascita del Fascismo alla Seconda Guerra Mondiale. Sfruttando l'iconografia del tempo e i numerosi filmati d'archivio forniti dall'Istituto Luce, Bellocchio sovrappone e accavalla (il montaggio è di Francesca Calvelli) i materiali del tempo alle immagini prodotte dalla sua macchina da presa. La grafica futurista lancia gli slogan dell'epoca (Audacia! La Guerra è la pulizia del Mondo!) fino a creare una densa atmosfera che esprime bene il volto lugubre e minaccioso della dittatura.

Il volto della protagonista Giovanna Mezzogiorno esprime senza ridondanze le emozioni di questa donna che rifiuta qualsiasi compromesso, che ama e si sente tradita, che vuole affermare la propria identità. Particolarmente efficaci sono i momenti in cui vengono proiettati i cine-giornali che precedono il film nella sala cinematografica, luogo di disvelamento della realtà esterna. La donna osserva Mussolini che arringa la folla con la mimica che lo caratterizza e lo stupore e la frustrazione la assalgono. Da parte sua Filippo Timi incarna la psicopatologia del dittatore (e poi il disagio del Benito jr.) con un approccio sperimentale che gli deriva da una lunga militanza nel teatro di Giorgio Barberio Corsetti. La scomparsa del suo personaggio, sostituita dalle immagini reali di Mussolini, e la caduta del rapporto fisico- psicologico tra i due amanti lasciano una sensazione leggera di vuoto sullo schermo.

Vincere è una coproduzione italo-francese RAi Cinema, Offside e Celluloid Dreams prodotto da Mario Gianani. E' nelle sale italiane dal 20 maggio distribuito da 01 ed è stato appena acquisito per la Francia da Ad Vitam (per le sale) e MK2 (per la tv).

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Cannes 2009 Concorso ufficiale
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