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Recensione: Sleeping Sickness

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Il buon selvaggio non è buono, e neanche troppo selvaggio

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- Immersione nella controversa azione umanitaria europea in Africa per un film che è valso a Ulrich Kölher l'Orso d'argento del miglior regista a Berlino nel 2011.

Recensione: Sleeping Sickness

Ambiziosa riflessione sui rapporti ambigui tra Europa e Africa, Sleeping Sickness [+leggi anche:
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, presentato in Concorso alla Berlinale 2011, segna il ritorno del tedesco Ulrich Köhler al festival a cinque anni da Windows on monday [+leggi anche:
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(Forum 2006).

E come nel precedente, il regista mette in scena la crisi di una famiglia divisa, stavolta fra due mondi e due diverse visioni: dal bisogno di partire per tornare alla civilizzazione del primo mondo, e dal desiderio di restare e perdersi nella libertà forzata e selvaggia del terzo.

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Il medico tedesco Ebbo vive in Camerun con la famiglia da anni, e si occupa della gestione dei fondi per la cura della malattia del sonno. La figlia adolescente studia in Germania, e la moglie vuole riavvicinarsi a lei lasciando la piccola comunità di Yaoundé. L’uomo è in difficoltà - non vuole perdere la donna che ama, ma è ormai totalmente estraneo alla vita in Europa. Nonostante non sussistano più le condizioni per continuare ad erogare fondi per la cura della malattia, quasi scomparsa, e nonostante l’ambiente intorno a lui sia sempre più corrotto, Ebbo vuole restare.

“Mi interessava il mondo di chi lavora nel campo degli aiuti umanitari”, ha dichiarato il regista: “Vivono in un ambiente nel quale sono degli spettatori, degli outsider privilegiati”. L’esperienza personale di Köhler - cresciuto nel Congo con i genitori collaboratori di una ONG, e rientrato in patria anni dopo - diventa nel film una riflessione chiaroscurale sul ruolo dell’Europa nello sviluppo dei paesi in via di sviluppo.

“C’è una situazione piuttosto schizofrenica in Africa oggi. Alcuni ’esperti’ declamano la necessità di svincolare il continente dagli aiuti umanitari e dalla cancellazione dei debiti. Ho molti dubbi su questa teoria, ma ne ho molti anche sull’attivismo paternalista alla Bono. Ci vorrebbe una maggiore onestà nell’esaminare con quali governi si sta lavorando, e per quali veri motivi”.

Se Sleeping sickness è lucido nelle intenzioni, propone però soluzioni narrative pasticciate, in una narrazione via via più confusa. L’arrivo di Alex, personaggio (complementare a Ebbo) dell’africano cresciuto in Francia, aggiunge se possibile maggiore caos allo sconnesso calderone drammaturgico del film, fino ad un delirante finale.

Sleeping sickness è una co-produzione tedesco/francese/olandese tra A Komplizen Film Production, ÖFilm, Why Not Productions e i canali televisivi IDTV, ARTE e ZDF. Le vendite sono curate da The Match Factory.

photogallery

titolo internazionale: Sleeping Sickness
titolo originale: Schlafkrankheit
paese: Germania, Francia
rivenditore estero: The Match Factory
anno: 2011
regia: Ulrich Köhler
sceneggiatura: Ulrich Köhler
cast: Pierre Bokma, Jean-Christophe Folly, Hippolyte Girardot, Sava Lolov, Jenny Schily

premi/partecipazioni principali

Berlinale 2011 Orso d'Argento per la migliore regia
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