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Recensione: God's Horses

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Il paradiso non è qui

di 

- Il regista Nabil Ayouch fa un ritratto impressionante di un sobborgo di Casablanca come anticamera del terrorismo.

Recensione: God's Horses

Ci aspettavamo un film duro ed è proprio quello che abbiamo visto. Il regista Nabil Ayouch (Whatever Lola Wants) traccia nel suo God's Horses [+leggi anche:
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intervista: Nabil Ayouch
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]
un convincente e impressionante ritratto di un gruppo di bambini del sobborgo di Sidi Moumen, a Casablanca, che finiscono per diventare terroristi, quello che i loro mentori spirituali definirebbero come martiri. God's Houses non prende posizione però preferisce descriverli come vittime.

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La sceneggiatura, firmata dal regista e da Jamal Belmahi, racconta la povertà fisica e intellettuale cui sono esposti i bambini di questo sobborgo: passano le loro giornate a giocare a calcio e a litigare sistematicamente con una squadra rivale, la comunicazione in famiglia è minima, le strade e i bar sono spazi di affermazione di un'identità in cui mancano riferimenti costruttivi. Yachine e Hamid, interpretati in modo convincente da Abdelhakim Rachid e Abdeliah Rachid (fratelli sullo schermo e nella vita reale) sono il fulcro della trama. Hamid, protettore del fratello minore, è condannato a due anni di carcere. Al suo ritorno, Hamid sembra più tranquillo, e invece (mai fidarsi delle apparenze) trascorre il suo tempo con un gruppo di integralisti islamici. Presto convincerà Yachine e i suoi amici adolescenti a unirsi al gruppo dei "fratelli". Un primo passo verso la formazione di questi paladini di Dio nella lotta contro il nemico cristiano e sionista.

Coprendo un periodo di nove anni, dal 1994 al 2003, il film fa cenno alla morte di re Hassan II nel 1999, all'immancabile 11 settembre 2001 e agli attentati suicidi di Casablanca del 16 maggio 2003, i cui protagonisti conosciamo nelle due ore di lungometraggio. Le inquadrature strette e il montaggio accelerato di alcune sequenze, accompagnato da una potente colonna sonora, conferisce a God's Horses un dinamismo vicino ai film d'azione, ma senza tralasciare uno sguardo intimo e sociale sul tema. Vi sono ritratte le contraddizioni e le ansie tipiche degli adolescenti. Quanto al fanatismo, non ci sono giustificazioni però vengono lanciati alcuni spunti di riflessione sul potere dei gruppi fanatici che, come la mafia in alcune regioni italiane, proteggono la popolazione più di quanto non facciano le autorità competenti: un potere di persuasione riprovevole ma molto diffuso.

God's Horse è una coproduzione fra Les Films du Nouveau Monde (Francia), Ali N' Productions (Marocco), Stone Angels (Francia), YC Aligator Film (Belgio) e Artémis (Belgio).

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: God's Horses
titolo originale: Les Chevaux de Dieu
paese: Marocco, Francia, Belgio
rivenditore estero: Stone Angels
anno: 2012
regia: Nabil Ayouch
sceneggiatura: Jamal Belmahi
cast: Abdelhakim Rachid, Abdelilah Rachid, Hamza Souidek, Ahmed El Idrissi El Amrani

premi/partecipazioni principali

Festival Cinema Méditerranéen de Bruxelles 2012 Premio Cineuropa
Festival de Cannes 2012 Un Certain Regard
Festival du Film Francophone de Namur 2012 
Hamburg Film Festival 2012 
International Film Festival Rotterdam 2013 
Göteborg International Film Festival 2013 
CPH PIX 2013 
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