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Recensione: Revival

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La commedia ceca dell'estate

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- L'ultimo film scritto e diretto dalla regista ceca Alice Nellis è stato proiettato in anteprima al festival di Karlory Vary dove ha vinto il Premio del Pubblico.

Recensione: Revival

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, l'ultimo film scritto e diretto dalla regista ceca Alice Nellis, è stato proiettato in anteprima al festival di Karlory Vary, che ha programmato questa commedia nazionale fuori concorso. Fresco, divertente e sensibile, questa commedia nostalgica ha tutto per diventare un grande successo di pubblico nel suo paese, dove approda sugli schermi questa settimana. Umorismo, musica, amicizia e un non so che di personale per chiunque cominci a guardare la vita alle proprie spalle.

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Il titolo è eloquente. Seguendo la moda del revival, quattro amici in età avanzata decidono — 40 anni più tardi — di riformare il loro gruppo rock che ha avuto un breve successo negli anni '70 con il nome di Smoke. Inizialmente immaginata come una truffa per salvare dal fallimento uno dei membri del gruppo, questa reunion prende una direzione inaspettata e offre a ciascuno di loro un'occasione di rivincita sulla vita.

Nel cast, la regista è riuscita a riunire Bolek PolívkaMiroslav KrobotKarel Heřmánek e Marián Geišberg, tutti attori stimati e affermati per interpretare i membri della band. Il quinto imbroglione non è altro che Jan Ponocný alias Cirkus Ponorka, il compositore delle canzoni originali che interpreta il batterista cieco degli Smoke.

Le gag legate alla sua disabilità centrano il segno così come l'umore generale del film, talvolta irriverente e del tutto internazionale. I paragoni con la storia dei Beatles, dei Rolling Stones o dei Kinks sono evidenti e i 115 minuti del film restano leggeri, anche nei momenti più drammatici della sceneggiatura. Attraverso una storia relativamente classica che si potrebbe paragonare a This is Spinal Tap di Rob Reiner o più recentemente al film macedone Punk’s Not Dead di Vladimir Blazevski (programmato a Karlory Vary nel 2012), Alice Nellis offre un sapiente cocktail di emozioni. Lasciando aperta la porta delle sinapsi dello spettatore che ride volentieri, invita facilmente alle lacrime pur restando soprattutto un feelgood movie perfettamente diretto.

(Tradotto dal francese)

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Karlovy Vary International Film Festival 2013 
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