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Recensione

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Violento e coinvolgente, ’71 è un thriller eccezionale

di 

- Yann Demange racconta pericolo e confusione di un cupo episodio della storia dell’Irlanda del Nord

Recensione

Chi pensa che gli scontri etnici e nazionalistici del 1971 in Irlanda del Nord siano troppo poco conosciuti fuori dal Regno Unito per diventare materiale per un thriller internazionale dovrà ricredersi: ’71 [+leggi anche:
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, esordio di Yann Demange, esplora con grande effetto un giorno (e una notte) nella violenta storia di Belfast e il risultato è così coinvolgente che il film è stato accolto con entusiasmo sia ai festival che nelle sale.

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'The Troubles' (i problemi) è il nome che viene dato da storici e locali a quel periodo, e il pubblico scoprirà presto il perché. La storia segue Gary Hook (Jack O’Connell, ottimo), giovane soldato inglese col suo regimento a Belfast, dove i lealisti protestanti si scontrano contro i nazionalisti cattolici. Entrambe le fazioni hanno gruppi paramilitari, e gli inglesi cercano di fare in modo che la carneficina sia evitata. Dopo uno scontro, Hook si ritrova indietro, ferito e da solo in una città buia dove una pistola può essergli puntata in testa in qualsiasi momento. Nella frenesia di omicidi e vendette, Hook cerca di restare vivo, con le sole armi dell’istinto e la fortuna.

La cosa più interessante della sceneggiatura di Gregory Burke è che la storia si svolge in tutti i luoghi dove, soltanto due mesi prima, buoni vicini sono diventati feroci nemici. La storia gestisce alla perfezione le risorse, sempre avvincenti, sempre imprevedibili, con i vantaggi dei tanti e diversi scopi di tutti i personaggi. Dopo l’Orso d’Oro di Paul Greengrass con Bloody Sunday (2002) e lo stesso riconoscimento a Jose Padilha con Tropa de Elite - Gli squadroni della morte (2008), non sarebbe una sorpresa se la giuria guidata da James Schamus scegliesse questa storia di autorità contro ribellione e lealtà per un premio importante sabato prossimo.

L’appassionante performance e il ritmo del film (con l’eccellente montaggio di Chris Wyatt) sono sostenuti dal lavoro della macchina da presa di Tat Radcliffe, a volte così mossa da far sembrare i film di Jason Bourne un’immagine fissa. ’71 deve molto al suo direttore della fotografia, che riesce a portare sullo schermo la confusione e il caos delle strade infiammate di Belfast nei giorni più neri della storia dell’Irlanda del Nord. Strade scure e strette e tetri cortili trasformano Hook in un Teseo insanguinato, perso in un labirinto d’orrore senza poteri semidivini e senza il filo di Arianna.

’71 è indubbiamente un thriller godibile ma che chiede molto al pubblico. La sceneggiatura non è generosa di informazioni sul contesto o sul background dei personaggi, ma è solo un modo per evidenziare la confusione e la futilità di tutti gli atti brutali consumati sullo schermo. Sempre emozionante e violento, il film di Demange è un potente manifesto contro la guerra e un esempio eccellente di coinvolgimento cinematografico. Se gli altri film in lizza per l’Orso d’Oro saranno come ’71 e Jack [+leggi anche:
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, proposti entrambi nel secondo giorno del festival, la 64^ edizione potrebbe essere la migliore degli ultimi anni. 

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titolo internazionale: '71
titolo originale: '71
paese: Regno Unito
rivenditore estero: Protagonist Pictures
anno: 2014
regia: Yann Demange
sceneggiatura: Gregory Burke
cast: Jack O'Connell, Sean Harris, Paul Anderson, Charlie Murphy, David Wilmot, Sam Reid, Sam Hazeldine, Barry Keoghan

premi/partecipazioni principali

Berlin International Film Festival 2014 In concorso
Beaune Film Festival 2014 
Karlovy Vary Film Festival 2014 
Jerusalem Film Festival 2014 
Toronto International Film Festival 2014 
New York Film Festival 2014
Belgrade Film Festival 2015Miglior Film d’Esordio
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