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Recensione

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Filippo Timi padre coraggio ne I corpi estranei

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- Svelato in concorso al Festival di Roma, il film diretto da Mirko Locatelli racconta la fragilità di un uomo alle prese con la grave malattia del figlio piccolo

Recensione

Un uomo solo con un bambino in braccio in un reparto di oncologia pediatrica. Da questa immagine, vista dal vivo molti anni fa, il regista Mirko Locatelli e sua moglie, la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli, sono partiti per costruire la toccante storia di un padre in lotta contro la malattia del figlio piccolo. I corpi estranei [+leggi anche:
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, prima pellicola italiana in concorso all'8° Festival internazionale del film di Roma (8-17 novembre 2013), mette al centro il genitore, la sua fragilità, la sua solitudine, spostando l'attenzione dal malato alle persone che gli stanno accanto e che con il malato condividono speranze e dolori. "I veri malati, in alcuni casi, sono i genitori che non vengono accompagnati per davvero", afferma il regista, "la malattia è quindi un pretesto per raccontare la fragilità umana".

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Per un'ora e mezza, la macchina da presa sta attaccata ad Antonio (Filippo Timi), in trasferta a Milano per assistere il figlio di pochi mesi affetto da tumore al cervello. Sua moglie è rimasta a casa, in Umbria, ad accudire gli altri due figli. Seguiamo Antonio nel suo quotidiano, in ospedale, tra le cure al bambino, le frequenti telefonate con la moglie lontana e le preghiere di cui non sempre ricorda le parole. I parenti dei malati si incrociano nelle corsie d'ospedale, si scrutano da dietro le porte, sono anime sole e impaurite, "corpi estranei" che lottano per la sopravvivenza, propria e dei propri cari. Uno in particolare, il giovane maghrebino Jaber (Jaouher Brahim), che in ospedale assiste un caro amico col cancro, cerca un contatto con Antonio, che quest'ultimo, uomo silenzioso e un po' gretto, respinge.

Così il film di Locatelli racconta anche la diffidenza, la paura dell'altro, cui segue un percorso di accettazione e di umana solidarietà, perché la sofferenza è uguale per tutti e dall'ospedale c'è chi esce vincente e chi no. Straordinaria la naturalezza di Timi nel ruolo di padre coraggio: "Con un bimbo non puoi fingere di avere un rapporto, devi averlo per davvero", spiega l'attore, "è il film più documentaristico che ho fatto, non mi sono mai preoccupato di recitare, anche perché recitare quel dolore era impossibile. Ho cercato solo di essere me stesso".

I corpi estranei è un film misurato, di poche parole, in cui il dolore è trattenuto, un film pudico a rischio di risultare un po' monocorde, ma per questo rispettoso e veritiero. Il film e stato prodotto da Strani Film con il supporto di Fondazione Magica Cleme, che offre divertimento e sostegno fuori dall'ambiente ospedaliero ai bambini malati e alle loro famiglie.

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Festival internazionale del film di Roma 2013 In concorso
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