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Recensione

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Long Distance: i simulacri/sostituti della realtà

di 

- Dopo il debutto al SXSW di Austin, ha vinto a Malaga questa opera prima che ritrae una generazione costretta all'espatrio e al ricorso alle nuove tecnologie

Recensione

Barcellona: una coppia fa l'amore, gioca e pianifica entusiasta un futuro insieme. Con un piano sequenza di 23 minuti, che occupa il primo atto del film, il finora montatore e autore di cortometraggi Carlos Marques-Marcet ci introduce, nella sua opera prima Long Distance [+leggi anche:
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(10.000 km), in questa realtà assoluta e insostituibile che è una casa, in cui si passa dal letto allo spazzolino da denti e, naturalmente, al computer. 

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Nel secondo atto, lo scenario si sdoppia: questo stesso appartamento a Barcellona e un altro a Los Angeles. Nel primo, caldo, unico e pieno di oggetti che caratterizzano una vita costruita insieme, è rimasto Sergi (David Verdaguer), un professore che sogna di avere un figlio; nel secondo, bianco, semivuoto e impersonale quanto un mobile di Ikea, è approdata Alex (Natalia Tena, attrice de Il trono di spade), una fotografa che ha ottenuto una borsa di studio per realizzare, nell'arco di un anno, un progetto nella città californiana. La carnalità, la vicinanza e il contatto fisico iniziali sono sostituiti dai loro simulacri, offerti dalla tecnologia odierna attraverso social network, videoconferenze, chat, ecc. Tutta la parte centrale del film sarà occupata da queste comunicazioni tra la coppia, condite da sesso cibernetico, scherzi e turismo virtuale, nel tentativo di mantenere vivo quell'affetto che li univa prima che li separasse la distanza evocata nel titolo del film. 

Possono le nuove forme di comunicazione sostituire e soppiantare la voce dal vivo, l'odore e il calore delle persone? E' questa la domanda – insieme al peso dell'assenza e alla  lontananza incolmabile – che Marques-Marcet rivolge al pubblico con il suo film, una riflessione necessaria sui rapporti personali moderni che ha ricevuto il premio per i migliori attori all'ultima edizione del SXSW di Austin. Un tema quanto mai attuale che Marques-Marcet trasforma in una storia d'amore agrodolce con appena due location, un progetto fotografico sulla Silicon Valley, l'epicentro dell'avanguardia tecnologica (quello che nella finzione realizza il personaggio di Alex e che ci mostra attraverso lo schermo del suo cellulare), e una coppia di attori che si mettono a nudo fisicamente ed emotivamente, senza i quali questo progetto (sostenuto dal programma MEDIA e con l'appoggio di TV3 e TVE) non avrebbe visto la luce. 

Long Distance (venduto da Visit Films) è un'opera piccola nel suo formato ma ambiziosa e audace quanto a stile narrativo giacché combina immagini e suoni provenienti dai diversi suppporti che i personaggi utilizzano per comunicare fra loro. Come è successo l'anno scorso con Stockholm [+leggi anche:
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(leggi la recensione), il film di Marques-Marcet può essere considerato la sorpresa di questo grande evento vetrina del cinema spagnolo, da quello che impiega formule tradizionali a quello più audace e alternativo, di cui Long Distance è un ottimo esemplare. 

(Tradotto dallo spagnolo)

photogallery

titolo internazionale: Long Distance
titolo originale: 10.000 km
paese: Spagna, Stati Uniti
rivenditore estero: Visit Films
anno: 2014
regia: Carlos Marques-Marcet
sceneggiatura: Carlos Marques-Marcet, Clara Roquet Autonell
cast: Natalia Tena, David Verdaguer

premi/partecipazioni principali

Goyas 2015Miglior regista esordiente
Zagreb Film Festival 2015 
cinando

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