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Recensione

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Tomm Moore torna a incantare grandi e piccini con La canzone del mare

di 

- Il nuovo film del regista del leggendario Brendan e il segreto di Kells è stato incoronato nella sezione AnimaFICX del 52º festival internazionale del cinema di Gijón

Recensione

“Vieni via, oh bambino umano/Verso l'acqua ed il selvaggio/Mano nella mano, con una fata/Al mondo ci sono più lacrime di quanto tu possa capire”. Lo stesso folclore irlandese che ispirò a William Butler Yeats la poesia A Stolen Child è servito a Tomm Moore per tornare a dilettarci con un’altra perla dell’animazione tradizionale, cinque anni dopo il suo primo lungometraggio, Brendan e il segreto di Kells [+leggi anche:
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, con cui ottenne, contro ogni pronostico e oltre ad altri riconoscimenti, una nomination all’Oscar del miglior film d’animazione.

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Il punto di partenza di La canzone del mare [+leggi anche:
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, scritto da Will Collins, coprodotto da cinque paesi europei e vincitore della sezione AnimaFICX del 52º festival internazionale del cinema di Gijón (che ha programmato anche Kahlil Gibran’s The Prophet, un segmento dei quali è opera dello stesso regista nordirlandese), è la leggenda dei selkie: creature mitologiche metà foche (nell’acqua) ed esseri umani (sulla terra). Quattro anni dopo la nascita di Ben, la moglie di Conor, il guardiano del faro di una piccola isola al largo della costa irlandese, dà alla luce Saoirse e si getta misteriosamente nelle acque del mare. Sei anni più tardi, Saoirse, che non ha ancora detto una parola, scopre lo strumento a forma di conchiglia che le ha lasciato in eredità sua madre e l'abito bianco che suo padre nasconde, e che dovrebbe indossare per immergersi nel mare, poiché la ragazza è, come sua madre, una selkie. Tutto si complica quando la madre del melanconico guardiano del faro lo convince a portare i suoi bambini a Dublino. Le luci che appaiono non appena Saoirse intona la sua melodia e i ricordi di Ben sulle storie fantastiche che sua madre gli raccontava da piccolo li guideranno nel loro ritorno verso casa, in un viaggio in compagnia del loro fedele cane pastore.

Il direttore artistico Adrien Merigeau, con cui Moore ha già lavorato nella sua opera prima (così come il compositore Bruno Coulais, che qui collabora con una banda locale, Kila), torna ad avere un ruolo fondamentale nel dare al film un aspetto visivo straordinario, che combina l’animazione tradizionale 2D con sfondi di acquarello e influenze dell’arte antica, come i disegni sulla pietra che rappresentano i personaggi che la strega Macha ha liberato da angoscia e sofferenza. Il parallelismo con cui il mondo reale e quello magico sono rappresentati nell’odissea dei fratelli (Conor è il gigante trasformato in isola nella leggenda, la nonna è Macha, ecc.) sfocia in una bella morale, sul perché vale la pena darsi una seconda opportunità per vivere in pace, che incanterà sia adulti che bambini.

(Tradotto dallo spagnolo)

photogallery

titolo internazionale: Song of the Sea
titolo originale: Song of the Sea
paese: Irlanda, Lussemburgo, Belgio, Francia, Danimarca
rivenditore estero: WestEnd Films
anno: 2014
regia: Tomm Moore
sceneggiatura: Will Collins
cast: Brendan Gleeson, Fionnula Flanagan, Pat Shortt, Jon Kenny, Liam Hourican, Colm Ó’Snodaigh, Lucy O’Connell, Kevin Swierszcz, David Rawle, Lisa Hannigan

premi/partecipazioni principali

Toronto International Film Festival 2014 
Busan International Film Festival 2014 
London Film Festival 2014 
New York City, New York 2014 
Festival Internazionale del Film di Roma 2014 Alice nella Città
cinando

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