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Recensione

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Regression: fredde, pericolose e dense torbidità mentali

di 

- SAN SEBASTIÁN 2015: La sesta pellicola dell’ambizioso Alejandro Amenábar è ambientata negli Stati Uniti degli anni ’90 e svela un’oscura e inquietante storia di fanatismo, menzogna e intolleranza

Recensione
Emma Watson e Ethan Hawke in Regression

Tutto ciò che fa Alejandro Amenábar si trasforma in oro: i suoi film fanno sempre centro, come ha dimostrato con Ágora [+leggi anche:
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, The Others e Mare dentro [+leggi anche:
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, vincitore dell’Oscar al miglior film in lingua non inglese nel 2005. Il cineasta 43enne tornerà a volare alto al botteghino quando il suo nuovo lungometraggio, Regression [+leggi anche:
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intervista: Alejandro Amenábar
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, uscirà in Spagna a ottobre, e successivamente in mezzo mondo, completando la sua cavalcata nelle sale americane, a fine anno, per mano della corazzata Weinstein.

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Regresison, oltretutto, punta molto sul terrore, su quella distillata suspense psicologica che tanto affascina il regista di Apri gli occhi, che si è sempre dichiarato fan di titoli come Rosemary’s Baby, L’esorcista o The Changeling. Di tutti questi si alimenta questo suo nuovo film, girato in Canada – è una coproduzione con quel paese – in inglese e con un budget di 20 milioni di dollari. In quelle fredde latitudini sono stati ricreati gli scenari del Minnesota dove si svolge l’azione: un uomo viene arrestato, accusato di aver abusato di sua figlia minorenne. L’indagine che avvia il detective Bruce Kenner (Ethan Hawke) lo porterà a scendere in un oscuro mondo sotterraneo dove la psicologia, il fanatismo e la paura collettiva avranno un ruolo determinante, per svelare, come succedeva alla fine di The Others, che niente è come sembra e che le bugie si propagano con la rapidità e la facilità di un virus contagioso.

Spalleggiato, come sempre, da Fernando Bovaira, di Mod Producciones, Amenábar ha elaborato ancora una volta un prodotto di fattura impeccabile che, sebbene recuperi lo spirito intrigante dei suoi primi titoli, pecca di una certa freddezza, poiché la narrazione potrebbe appellarsi maggiormente all’emozione, e quindi inquietare di più, se il freno a mano dell’autocontrollo non fosse inserito. La trama stratificata di Regression non richiede sensazionalismo, ma visceralità. Il distacco che l’autore mantiene dalla sua storia si inocula nella messa in scena, perfetta ed efficace però poco audace.

Naturalmente c’è da applaudire il lavoro degli attori, l’ambientazione, una fotografía bluastra che crea un’atmosfera gelida e una produzione perfetta, così come una colonna sonora – non composta da Amenábar, come fece invece nei suoi film precedenti, tranne Ágora – di Roque Baños, basata su archi e pianoforte, che arrivano a costruire una comunità in cui ogni barbarie è possibile.

Regression si ispira al fenomeno degli abusi rituali satanici. Amenábar già aveva attinto agli inganni della mente in The Others e aveva fatto uso di leggende metropolitane nella sua opera prima, Tesis: ora si rifà a queste ultime per creare un racconto-incubo attorno alla memoria repressa e alla personalità multipla, un trompe l’oeil che camuffa una realtà più perversa in cui l’intolleranza radicata, l’ignoranza ostinata e l’ottusità mentale alimentano il mostro della paura collettiva, che si materializza in riti satanici e sette diaboliche, tanto celebri tra gli anni ’80 e 90 negli Stati Uniti da dar vita non solo a un sottogenere cinematografico, ma anche letterario e giornalistico. Paura, colpa ed errore sono la santissima trinità di questo film che intriga e fa pensare, ma non riesce a emozionare, come succedeva in Ágora. Ma questo non impedirà, ancora una volta, ad Amenábar si sbancare il botteghino spagnolo.

Regression è una produzione di MOD Entertainment, MOD Producciones, Himenóptero, First Generation Films, Telefónica Studios y Regression A.I.E., in associazione con FilmNation Entertainment, con la partecipazione di Telefilm Canada, la collaborazione di Mediaset España e Movistar + e l’appoggio dell’ICAA.

(Tradotto dallo spagnolo)

photogallery

titolo internazionale: Regression
titolo originale: Regresión
paese: Spagna, Canada
anno: 2015
regia: Alejandro Amenábar
sceneggiatura: Alejandro Amenábar
cast: Emma Watson, Ethan Hawke, David Thewlis, Devon Bostick, Dale Dickey

premi/partecipazioni principali

San Sebastián International Film Festival 2015
Fuori Concorso
Zurich Film Festival 2015 
cinando

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