Scegli la lingua en | es | fr | it

Recensione

email print share on facebook share on twitter share on google+

The War Show: uno sguardo intimo sulla rivoluzione

di 

- VENEZIA 2016: Il documentario di Obaidah Zytoon e Andreas Dalsgaard, protagonista un gruppo di amici travolti dalla repressione siriana, ha aperto la 13ma edizione dei Venice Days

Recensione

Dalla rivoluzione alla guerra in sette passi: è scandito in capitoli The War Show [+leggi anche:
film focus
intervista: Andreas Dalsgaard
scheda film
]
, il bruciante documentario con cui la regista siriana Obaidah Zytoon e il danese Andreas Dalsgaard hanno aperto ieri, all’insegna del cinema del reale, la 13ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia. Sette tappe verso l’inferno, dalla primavera araba alla guerra civile, dalla speranza alla devastazione, dalle marce per la libertà alla repressione selvaggia. Una parabola documentata da un gruppo di amici che nel 2011 comincia a girare una sorta di video-diario amatoriale, e che si trasforma, col degenerare degli eventi, in una preziosa e sofferta testimonianza, vissuta sulla propria pelle, dell’oppressione del regime di Assad in Siria.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)Cine Iberoamericano Int

All’inizio c’è entusiasmo, allegria, persino un po’ di sfrontatezza in questo gruppo di giovani attivisti che si uniscono alle proteste in piazza contro il presidente Bashar al-Assad. Lulu si toglie per la prima volta l’hijab, Amal fuma la sua prima sigaretta; Houssam ha gli occhi pieni di fiducia, mentre Hisham e Obaidah discutono: opporsi al regime è un atto di coraggio o una sciocchezza? Poi c’è Rabea, arrestato in passato perché fan dell’heavy metal, e Argha, aspirante dentista. Sorridono, tutti. La videocamera passa di mano in mano, viene catturato ogni momento, da quelli più intimi in casa o in spiaggia, alle manifestazioni per strada, dove inni e slogan lasciano presto il passo a sangue e violenza, e le proteste si trasformano in funerali. 

Da quel momento parte un road movie in cui Obaidah in particolare, inseparabile dalla sua videocamera, continua a documentare la deriva del paese, toccando i principali centri della rivolta: città fantasma come Homs e Zabadani, abbandonate tra sporcizia e macerie, in mano ai cecchini, e dove a imbracciare i fucili sono anche i bambini. Gli oppositori si accalcano davanti alla cinepresa per mostrare i segni delle torture e, per sollecitare l’intervento della comunità internazionale, mettono in scena lo “spettacolo della guerra”, anche con esplosioni e sparatorie create ad hoc. Poi, in questa narrazione che procede per frammenti, un ultimo momento di spensieratezza tra amici, una gita in mezzo alla natura selvaggia, lontani dalla bruttezza del quotidiano, prima che tutto precipiti.

Arresti, torture, uccisioni: la guerra si abbatterà sui giovani protagonisti e li spazzerà via uno ad uno. E’ il momento, questo, in cui arriva dritto il cazzotto nello stomaco, perché le vittime hanno un nome, un volto, progetti e sogni che abbiamo fin lì imparato a conoscere. Uno sguardo intimo sulla rivoluzione siriana che rende questo documentario indimenticabile. 

The War Show è una coproduzione danese-finlandese (Fridthjof Film, Oktober, Dharma Film) con il contributo, fra gli altri, del Programma MEDIA dell’Ue. Dopo la prima mondiale a Venezia, il film sarà proiettato a Toronto. Le vendite internazionali sono affidate alla danese DR Sales.

photogallery

titolo internazionale: The War Show
titolo originale: The War Show
paese: Danimarca, Finlandia, Siria
rivenditore estero: DR TV International Sales
anno: 2016
regia: Andreas Dalsgaard, Obaidah Zytoon

premi/partecipazioni principali

Venice Film Festival 2016

Venice Days
BFI London Film Festival 2016 
cinando

Follow us on

facebook twitter rss

Newsletter

Seneca's Day Lithuania
Home Sweet Home