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Que Dios nos perdone: a caccia del mostro

di 

- SAN SEBASTIÁN 2016: Rodrigo Sorogoyen convoglia la sua passione per il lato oscuro dell'essere umano in un thriller sudato e malsano, con serial killer incluso

Recensione
Raúl Prieto e Antonio de la Torre in Que Dios nos perdone

Otto anni fa la commedia 8 citas sorprese tutti per la sua freschezza e profondità, poiché analizzava le relazioni sentimentali tramite una galleria di personaggi tanto credibili quanto identificabili. I suoi creatori erano Peris Romano e Rodrigo Sorogoyen, che in seguito ebbero una lunga carriera in televisione. Il secondo fece (molto) scalpore al Festival di Malaga 2013 con Stockholm [+leggi anche:
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, un'apparente commedia romantica che esplodeva davanti agli occhi dello spettatore, lasciandogli il retrogusto amaro che si prova quando si guarda, senza filtri, nell'abisso più buio della propria persona.

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Sorogoyen non fa dunque mistero del fatto che le psicologie complesse, gli atteggiamenti contorti e le atmosfere torbide siano il suo forte: niente lo diverte di più che spaventare/disorientare/disturbare il pubblico. Assistito in questo compito dalla sua co-sceneggiatrice abituale Isabel Peña, il regista di Madrid continua per la stessa strada con lo splendido, divertente e vibrante thriller poliziesco Que Dios nos perdone [+leggi anche:
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intervista: Rodrigo Sorogoyen
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, presentato in anteprima mondiale nella sezione ufficiale in competizione al 64° Festival di San Sebastián.

Con più mezzi e il supporto di un canale televisivo, questa volta Que Dios… è destinato a fare faville quando uscirà, alla fine di ottobre, quest'anno. Gli ingredienti della sua ricetta sono infallibili: due poliziotti alla ricerca di un assassino seriale. Fin qui può sembrare un luogo comune, ma ciò che riescono a fare Sorogoyen e la sua magnifica squadra artistica e tecnica è farci vibrare con la trama, comprendere i suoi (complessi) personaggi e, ancora una volta, portarci a chiederci se siamo persone così buone come crediamo.

Con una colonna sonora potentissima di Olivier Arson, alcune location urbane perfette e un montaggio di Fernando Franco (La herida [+leggi anche:
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intervista: Fernando Franco
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) e Alberto del Campo che non permette al ritmo di vacillare, Que Dios nos perdone inizia guardando i suoi interpreti e scenari quasi come un documentario, con la macchina da presa agitata, per poi mutare, a metà film, in una fotografia meno cruda e uno stile visivo più morbido, man mano che l'argomento diventa sempre più rarefatto. Il film è ambientato negli angoli peggiori di Madrid, nell'estate del 2011, quando la gente comune protestava contro la tremenda crisi accampandosi alla Puerta del Sol (il noto movimento 15M), la polizia la reprimeva e al municipio ricevevano, in pompa magna, il Papa e migliaia di fedeli giunti nella capitale spagnola per cantare salmi. Quella miscela esplosiva di atmosfera antagonista, tesa e rarefatta, aggravata da un caldo sahariano, si avverte perfettamente nella terza pellicola di Sorogoyen.

In questo contesto così sgradevole, un paio di poliziotti -dei magnifici Antonio de la Torre (credibile come nell'altrettanto rabbioso Tarde para la ira [+leggi anche:
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intervista: Raúl Arévalo
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) e Roberto Álamo (probabile Goya per quest'attore che ha interpretato l'uomo-tigre ne La Pelle Che Abito [+leggi anche:
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intervista: Pedro Almodóvar
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)- dovranno trovare un malvivente che sta uccidendo delle anziane. Lungo il loro cammino, dovranno capirsi (le loro personalità sono opposte), venire a patti con i loro fantasmi e con i loro problemi più intimi. Così, Que dios nos perdone diventa un buddy movie atipico che non nasconde la sua fascinazione per il Polanski di Repulsione e Chinatown e il Fincher di Seven e Zodiac. E come quei film, questo ci farà trascorrere un paio d'ore intense.

Que Dios nos perdone è prodotto da Tornasol Films e Atresmedia Cine, con Mistery Producciones AIE e Hernández y Fernández PC, e la partecipazione di Atresmedia, Movistar + e Telemadrid. In Spagna lo distribuisce Warner Bros. L'azienda Latido Films è responsabile delle vendite.

(Tradotto dallo spagnolo)

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titolo internazionale: May God Save Us
titolo originale: Que Dios nos perdone
paese: Spagna
rivenditore estero: Latido Films
anno: 2016
regia: Rodrigo Sorogoyen
sceneggiatura: Rodrigo Sorogoyen, Isabel Peña
cast: Antonio de la Torre, Roberto Álamo, Josean Bengoetxea, Mónica López, Luis Zahera, Rocío Muñoz, José Luis García Pérez, Ciro Miró

premi/partecipazioni principali

San Sebastián International Film Festival 2016 
Busan International Film Festival 2016 
cinando

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