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Articolo: Biografia

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Polacco, poliglotta, provocatorio

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- Nato a Varsavia, Pawel Pawlikowski si trasferisce adolescente in Inghilterra. Dopo corsi universitari in francese e tedesco, ottiene un dottorato in letteratura e filosofia

Articolo: Biografia

Nato nel 1957 a Varsavia, Pawel Pawlikowski si trasferisce adolescente in Inghilterra. Dopo corsi universitari in francese e tedesco, ottiene un dottorato in letteratura e filosofia. Questo poliglotta, che ha anche vissuto un anno a Torino, si è in seguito lanciato nella realizzazione di documentari, tutti prodotti dalla BBC. Si fa notare nel 1989 con From Moscow to Pietushki, un lavoro caustico sulla cultura e sul fenomeno dell’alcolismo in Russia per il quale ottiene numerosi riconoscimenti (Emmy International, Prix Italia, Royal Television Society Award). Nel 1992, scatena una polemica con Serbian Epics che parla della rinascita della poesia serba e che fu girato durante l’assedio di Sarajevo. La scena in cui Radovan Karadzic declama i suoi versi, composti durante l’adolescenza, mentre la sua artiglieria pesante bombarda la città, provoca la richiesta, da parte dei vertici militari inglesi, del divieto di trasmissione (poi non andata a buon fine). In seguito c’è stato Dostoevsky's Travels (menzione speciale ai Felix European Film Academy Awards), e Tripping with Zhirinovsky nel 1995, un ritratto del politico nazionalista russo che ha valso al regista un Grierson Award.

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Dopo un’incursione, nel 1998, nel docu-drama con Twockers (40 min) su di un giovane ladro di macchine che tenta di redimersi e riprendere la retta via, Pawel Pawlikowski fa il gran salto nella fiction, realizzando, lo stesso anno, The Stringer (1998) presentato a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. Girato in parte in Russia ed in parte in Polonia, questo telefilm interpretato da Sergeï Bodrov junior (morto nel 2002), descrive l’amore tra un giornalista-cameraman russo ed una produttrice inglese sullo sfondo dello scenario politico mafioso dei paesi dell’Est.

Ma l’ascesa del regista ha avuto uno scatto con il suo primo film per il cinema Transit Palace (Last Resort - 2000), che ha praticamente spopolato ai festival, facendo razzia di premi, tra i quali quello di miglior film ad Edimburgo, Tessalonica, Gijon e Motovun, ma anche diversi riconoscimenti per gli attori Dina Korzun e Paddy Considine. Nominato in due categorie ai Bafta, il film, che racconta una storia d’amore in un centro di rifugiati situato in un territorio britannico, ha vinto il premio per il nuovo talento più promettente ai Bafta, ed ha raccolto anche quattro nomination ai British Independent Film Awards. Un successo che ha dato a Pawel Pawlikowski l’opportunità di girare un film sulla vita di Sylvia Plath, con Gwyneth Paltrow nel ruolo della protagonista. Il regista, tuttavia, prese la decisione di lasciare il progetto per dedicarsi a My Summer of Love [+leggi anche:
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. Una scelta che fece parlare a lungo ma che si è rivelata essere una sfida vinta, dato che il suo ultimo lavoro è stato consacrato miglior film inglese dell’anno ai Bafta 2005, è stato nominato cinque volte ai British Independent Film Awards, oltre ad aver trionfato al festival di Edimburgo.

(Tradotto dal francese)

photogallery

titolo internazionale: My Summer of Love
titolo originale: My Summer of Love
paese: Regno Unito
rivenditore estero: The Works International
anno: 2003
regia: Pawel Pawlikowski
sceneggiatura: Michael Wynne, Pawel Pawlikowski
cast: Nathalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine

premi/partecipazioni principali

BAFTA Awards, 2005 Best British Film
Edinburgh International Film Festival, 2004
cinando

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