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Recensione: Notte Nera

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Un film a colori ed in bianco e nero

di 

- Il primo lungometraggio di Olivier Smolders è una specie di incubo notturno, ispirato al modello narrativo dei surrealisti, un racconto spezzato in mille frammenti

Recensione: Notte Nera

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, il primo lungometraggio di Olivier Smolders è una specie di incubo notturno sul tema del doppio e sulla maternità. Una maternità trattata non nella sua interpretazione dolorosa di stampo religioso, ma in una versione pagana, come fonte di fecondità, di rigenerazione della specie.

Pur non seguendo un ordine cronologico, Nuit noire procede lungo una traccia precisa, o meglio, una trama piena di lacune che lo spettatore è invitato a colmare. A tal fine, chi guarda è libero di spaziare tra le più disparate associazioni d’idee, proprio come accade durante il sogno, nella vita notturna. La sfida consiste nell’interpretare i meandri dell’inconscio di Oscar, l’entomologo di cui seguiamo il percorso notturno. Sogno che riflette la realtà o viceversa? È tutto fuorché ovvio, essendo l’inconscio incontrollabile e nel momento stesso in cui si prende coscienza del rimosso, lo si ‘fissa’, questo subito si cristallizza, come fosse imbalsamato. Ma in fondo, non è forse il fine ultimo del cinema quello di ‘imbalsamare’ il reale, conservandone i frammenti? Olivier Smolders vi ricorre spesso, integrando il bianco e nero in super 8 al colore, senza soluzione di continuità. Il lavoro del rimosso ci è dunque mostrato in tutta la sua brutalità ed i suoi legami ci appaiono irrazionali, alla stregua dei cadaveri raffinati cari ai surrealisti.

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Considerata la difficoltà con cui il cinema d’autore riesce a trovare un posto accanto a quello commerciale, lavorare ad un film sembrava un esercizio piuttosto vano e quindi all’inizio, poco incline alla preparazione di un lungometraggio, il regista ha scritto una sceneggiatura per un corto che si è poi evoluto sino a trasformarsi in un film. La ragione propone ed il desiderio dispone. Per evitare le trappole dello psicologismo e del sentimentalismo, Olivier Smolders si è ispirato al modello narrativo dei surrealisti (collage, citazioni, luoghi comuni, provocazioni burlesche), scrivendo per quasi dieci anni delle note. Leggendo La Part de l’ombre, si assiste alla creazione di Oscar ed alla rapida scomparsa di Marie-neige. Assenza insopportabile, che costituirà il filo rosso di un racconto spezzato in mille frammenti la cui ricostruzione viene lasciata alla cura dello spettatore. E questo, malgrado le riserve dei produttori che hanno fatto pressioni su Smolders affinché si inserisse entro un genere preciso, il fantastico, al fine di rinfrancare i dubbiosi soci finanziari.

L’autore precisa che Nuit Noire, nato da una passione per gli insetti, vuole essere un film "di sensazioni visive e sonore" e sin dall’inizio si è voluto portatore di una certa penombra. L’immagine del nero vi gioca una funzione primordiale, "antracite brillante" come gli insetti che, con il loro brulichio, sono "i figli della notte".
Ma Nuit noire non è solamente un film che gioca sul referente, che illumina, giocando con essi, gli stereotipi, le oleografie, le cartoline ed i clichés. È anche un film che, con la sua singolare dilatazione dello spazio-tempo, invita lo spettatore alla fantasticheria, alla biforcazione, gli mette nelle mani un gioco dell’oca in cui, seguendo il filo della sua percezione, può giocare differenti partite. Olivier Smolders ci apre la sua scatola dei giocattoli, ci invita a giocare con lui, permettendo ad ognuno di fare da sé il proprio cinema. Mettendo a confronto desiderio e fantasia, caldo e freddo, arte ed icona di Saint-Sulpice, l’autore ci consegna un mondo frammentato. La parte dell’Africa coloniale vista attraverso i racconti popolari (si pensi agli estratti dei film di André Cauvin, in bianco e nero, che vi sono inseriti) vi riporterà a Tintin au Congo di Hergé o a La Griffe Noire (le avventure di Alix) di Jacques Martin. "Preferisco il mistero" alla suspence, confessa Smolders. Eccovi avvertiti.
Non si può non sottolineare il lavoro sul colore effettuato sulla gamma dei dorati, degli ocra, dei Terra di Siena, reso possibile grazie all’utilizzo della HD digitale Viper Thomson. Come anche la musica di Miam Monster Miam, un compositore per cui Smolders ha scritto delle canzoni per il nuovo album che uscirà con il titolo Soleil Noir.

Nuit Noire è un film dai molteplici significati, per cui vi consigliamo di vederlo in compagnia. Alla fine, scoprirete di non aver visto la stessa cosa.

photogallery

titolo originale: NUIT NOIRE
paese: Belgio, Paesi Bassi, Francia
anno: 2003
regia: Olivier Smolders
sceneggiatura: Olivier Smolders
cast: Fabrice Rodriguez, Yves-Marina Gnahoua, Raymond Pradel, Marie Lecomte, Philippe Corbisier, Iris Debuschere
cinando

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