L'erosione degli affetti
di Vitor Pinto
15/06/2012 - Nel 1955, Viviane Leigh brillava nell'adattamento cinematografico dell'opera teatrale di Terence Rattigan The Deep Blue Sea. Quasi 60 anni dopo, il regista britannico Terence Davies ha dato a Rachel Weisz la stessa opportunità di mostrare il suo talento in un nuovo adattamento della storia di Hester, donna dell'alta borghesia londinese degli anni '50 che rinuncia alla stabilità economica e all'adorabile marito per un giovane pilota con il quale scopre l'amore carnale. Weisz ha accettato la sfida e offre una delle migliori interpretazioni della sua carriera.
Davies, che torna al cinema di finzione dopo l'acclamato documentario Of Time and the City [trailer] (2008), ha adattato l'opera di Rattigan con libertà e radicalismo. Ha scelto di adattare la sceneggiatura dalla prospettiva della scandalosa e potenzialmente tragica eroina; per questo, Weisz, presente in quasi tutte le scene, sostiene il peso del film e spicca sui coprotagonisti maschili: il quasi esordiente Tom Hiddleston (Midnight in Paris [trailer]) e il veterano Sir William Collyer.
La pellicola comincia con un prologo che ricorda The Hours di Stephen Daldry: ascoltiamo la voce off di Hester mentre scrive una lettera di suicidio. Il suo tentativo fallisce e il film struttura quindi la sua trama su una successione di ricordi della protagonista. La scelta non è inaspettata giacché la memoria e il passato sono due temi ricorrenti nell'opera del regista. Però dal passato bisogna tornare al presente, e il presente è insopportabile perché i sogni di una passione piena si scontrano con l'erosione degli affetti.
Con un inizio narrativo potente, il regista ricorre alla musica classica come un elemento tragico in più. Ma mano a mano che si intensifica il pathos, le lunghe sequenze del film, molte delle quali senza tagli, invitano lo spettatore a entrare nella stanza degli amanti e a condividere i loro silenzi imbarazzati.
Nel decennio conservatore che precede la rivoluzione sessuale, la sceneggiatura di Davies non presenta Hester come una donna all'alba dell'emancipazione femminile e femminista, ma come un personaggio esistenzialista capace di scegliere coscientemente una vita che va contro le norme della rispettabilità. Ma Hester è anche vittima delle sue stesse scelte.
Quello che emerge da tutti i viaggi temporali della sceneggiatura è il confronto dell'individuo con la società. Sebbene Davies punti sull'intimismo a scapito di un'analisi sociale profonda, The Deep Blue Sea [trailer, film focus] si erige a ritratto sottile ed elegante (ma non per questo meno duro) di un'epoca in cui ogni intemperanza presuppone un castigo. "Attenta alla passione: finisce sempre male", avverte la suocera vittoriana di Hester. E' inutile: Hester ignorerà questo avvertimento. Questa è la sua tragedia e la sua ragione di vita.



![Trailer [FR]](Files/2012/06/19/1340102757940.jpg?1340102757947)
![Trailer [DK]](Files/2012/06/19/1340102749656.jpg?1340102749660)
![Trailer [FI]](Files/2012/06/19/1340102335569.jpg?1340102335600)
![Trailer [NL]](Files/2011/11/21/1321866568918.jpg?1321866568930)


















