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Intervista: Oskar Roehler • Regista

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Gli adattamenti elementari

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- Il regista del Le particelle elementari parla del suo adattamento del romanzo di Michel Houellebecq

Intervista: Oskar Roehler • Regista

Cineuropa: Come si relazione personalmente alla storia? Molti dei temi dei film sono già venuti a galla nei suoi lavori precedenti, in special modo in Agnes and His Brothers?
Oskar Roehler: Mi è piaciuto il libro e volevo farne un film perché dice molto sulla generazione— soprattutto quella maschile— di persone che hanno toccato i quaranta: la loro debolezza e le brutte esperienze fatte con la generazione precedente e le lotte che hanno dovuto affrontare. Queste erano le ragioni per cui ho voluto adattare il libro; le storie di questi personaggi, così realistiche e veritiere. È così audace ridere della sessualità maschile e dei complessi di inferiorità degli uomini. Il libro è affascinante perché non avevo mai letto prima parlare di questi argomenti in maniera così onesta.

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Qual è stato il problema maggiore nell’adattare un romanzo tanto controverso?
Quando ho iniziato a pensare alla sceneggiatura, sapevo che il romanzo era stato scritto da una persona che rimprovera, in un certo senso, la società. Il libro lavora su due livelli, su un punto di vista socio-politico che guarda l’umanità e dice: sei finita, bisogna fare spazio per un’altra razza. Più penso a questo punto di vista, più capisco che sarebbe un punto d’inizio imbarazzante per un film. Quando ho letto il libro per la prima volta, l’ho accettato e seguito, ma quando ho iniziato a pensare al suo vero significato non sono riuscito più a trovarmi d’accordo. Sono cresciuto in Germania, dove esperimenti per migliorare una razza superiore sono stati fatti, e nel romanzo c’è anche questo aspetto dello scienziato pazzo che si comporta come comporta perché manca totalmente di sessualità. Non credo a queste schematizzazioni, non mi fanno sentire a mio agio. Per questo la fine [del romanzo] è stata cambiata [nel film].

Ci spiega il ragionamento che è dietro al nuovo finale, che molti spettatori che conoscono il libro troveranno molto diverso?
C’è stata sin dall’inizio una discussione su come il film dovesse finire. Se avessi inserito le idee del romanzo sulla nuova razza umana asessuata che invade il pianeta, ci sarebbe stata un’altra questione, ovvero di come fare un film del genere. Abbiamo immaginato una specie di film di Stanley Kubrick, qualcosa simile a un videoclip nel quale esseri asessuati vagano sulla spiaggia al tramonto, ma alla fine abbiamo deciso di tenere questi aspetti fuori dal film. [C’è solo un accenno nel breve epilogo scritto sullo schermo]. Avremmo potuto realizzare un film d’avanguardia, un film di science-fiction porno, ma abbiamo preferito raccontare una storia d’amore— o una storia sulla possibilità dell’amore— concentrandoci sulle emozioni, con un approccio al cinema più classico. Entrambi gli elementi sono nel film, ma nel fare un film devi scegliere uno o l’altro. Penso che un film classico possa reggere uno o due disastri, ma non un finale disastroso per ogni personaggio e per l’intera umanità. Ora, la fine di Bruno e Christiane non è lieta [e anche per gli altri personaggi è migliore che nel libro].

Ci dice qualcosa sulla sua decisione di alternare gli attori brevemente prima di girare?
Abbiamo deciso di alternare quattro settimane prima di girare. Moritz [Bleibtreu], che interpreta Bruno, aveva un ruolo simile nel mio ultimo film [Agnes and His Brothers], e volevo lavorare ancora con lui, ma lui aveva paura di ripetersi e sono arrivato a un compromesso. Gli ho detto: "Non devi essere Bruno, puoi anche fare l’altro fratello se vuoi ". Con Christian [Ulmen, che nel film è Michael] siamo stati fortunati, perché è un attore camaleontico e durante questa fase ha interpretato assai bene Bruno. Ma dopo un po’ ho capito che Moritz era davvero affascinato dal ruolo che non voleva inizialmente, perciò ad un certo punto ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che dovevamo invertire le parti. A differenza di Moritz, non avevo paura di ripetermi con lui in questo ruolo: è il mio attore preferito in Germania, attualmente, e se ho una parte perfetta per lui non esito a chiamarlo ancora.

Pur essendo un film sul sesso, non ce n’è molto sullo schermo...
L’azione e i personaggi sono guidati dal sesso, e volevo farlo bastare. Non volevo mostrare il sesso continuamente ma solo parlarne e far capire che è la molla che fa muovere i personaggi. E comunque, dopo due drammi a sfondo sessuale [Agnes and His Brothers e Le particelle elementari [+leggi anche:
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]
], farò un film che non parla di sesso, ma in cui ci sono molte scene di sesso! [Ride.]

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titolo internazionale: The Elementary Particles
titolo originale: Elementarteilchen
paese: Germania
rivenditore estero: Celluloid Dreams
anno: 2006
regia: Oskar Roehler
sceneggiatura: Oskar Roehler
cast: Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente

premi/partecipazioni principali

Deutscher Filmpreis (Lolas), 2006 Premio per il Miglior Attore (Moritz Bleibtreu)
Berlinale 2006 Orso d'Argento per il Miglior Attore (Moritz Bleibtreu)
cinando

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