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Intervista: Ivan Goran Vitez • Regista

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Strane "creature" nel cinema croato

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- Ivan-Goran Vitez è uno dei registi più originali del suo paese. Il suo primo lungometraggio è uno strano esemplare di genere insolito, con una storia singolare e attori poco conosciuti

Intervista: Ivan Goran Vitez • Regista

Cineuropa: I suoi film sono centrati su questioni sociali e politiche principalmente croate, ma che potrebbero riguardare tutto il mondo occidentale. Perché tratta questi temi con umorismo?
Ivan-Goran Vitez: Non è una scelta consapevole. Semplicemente, è così che vedo il mondo. Reagisco ridendo a cose che negli altri potrebbero suscitare disperazione, far riflettere o causare tristezza, cosa che si ripercuoterebbe sulla loro arte, se ne facessero. E' più uno stile che una scelta consapevole.

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intervista: Ivan Goran Vitez
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, sia nei dialoghi che nei personaggi grossolani tipo Deliverance che vivono nella foresta. Che rapporto c'è fra il soggetto, serio, e l'umorismo freddo con cui lo affronta?

Sì, c'è ironia nel film, ma non ho scritto i dialoghi o concepito le situazioni unicamente con lo scopo di far ridere. Ho cercato di creare personaggi quanto più realistici possibile e di fare in modo che le loro reazioni agli eventi fossero naturali, in accordo con le loro personalità. Possono a volte sembrare assurdi, ma spesso mi capita di incontrare persone dello stesso ambiente o di un ambiente simile che si comportano in modo ancora più folle. A quelli che non conoscono questo ambiente, i personaggi potranno sembrare caricaturali, ma l'ironia sta proprio nel fatto che loro ironici non sono. Lo stesso vale per la famiglia che vive nella foresta. Certo, questi personaggi sono un po' stilizzati, ma meno di quello che gran parte della gente penserà. Una famiglia vera che vive isolata nella foresta si comporterebbe forse in modo diverso, ma il loro atteggiamento è una conseguenza diretta del loro contatto con "il mondo esterno", dell'arrivo dello schermo al plasma e del satellite.

I raccoglitori di funghi "New Age" rappresentano un altro aspetto della società moderna che lei attacca. Quando sono stati inseriti nella sceneggiatura e perché ce li ha messi?
Sono lì dall'inizio. Quando pensavo al concept del film, mi è sembrato logico metterci una coppia di raccoglitori di funghi che rappresentasse la popolazione di attivisti sempre a margine di tutto, che interpretano tutto ciò che succede nel modo a loro più conveniente e in accordo con la loro visione del mondo. Sono importanti quanto gli altri personaggi, soprattutto perché hanno un grande ruolo nello sviluppo della storia.

E' un film "di attori", sono loro a portarne tutto il peso, nessuno escluso (il loro tempo sullo schermo è distribuito equamente). Come ha lavorato con loro e come ha messo insieme la storia?
Penso che i diciannove attori del film siano ottimi, ma è difficile che vincano un premio giacché nessuno di loro si distingue in modo particolare. E' stata una gioia lavorare con loro. Ho cercato attori poco utilizzati al cinema, una scelta difficile perché mi potevano capitare persone prive di esperienza, ma non ho avuto questo problema e abbiamo potuto girare molto materiale in pochissimo tempo. Mi chiedo perché vediamo così poco questi attori al cinema, ma spero che le cose cambino dopo Forest Creatures. Per quanto riguarda la costruzione del racconto, con tanti intrecci e personaggi, suppongo che non sia una cosa semplice, altrimenti si vedrebbero più spesso cose simili. Il mio metodo consiste nell'inventare un concept e lasciarlo maturare nella mia mente per un po'. Poi butto giù la struttura e di nuovo la lascio a maturare. Successivamente mi rendo conto che la deadline si avvicina pericolosamente, allora comincio a mettere carne su questo scheletro. Così, semplice.

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titolo internazionale: Forest Creatures
titolo originale: Suma summarum
paese: Croazia
anno: 2010
regia: Ivan-Goran Vitez
sceneggiatura: Ivan-Goran Vitez
cast: Vilim Matula, Hana Hegedušić, Nataša Dangubić, Ljubiša Savanović
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