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Intervista: Brillante Mendoza • Regista

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"Faccio affidamento sull'istinto degli attori"

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- Ricerca di verità e fiducia negli attori. Il regista filippino di Captive spiega la sua visione.

Intervista: Brillante Mendoza • Regista

Selezionato due volte in competizione a Cannes (con un premio della regia nel 2009) e una volta a Venezia, il regista filippino è in concorso per la prima volta a Berlino con la produzione maggioritaria francese Captive [+leggi anche:
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. Estratti della conferenza stampa.

Considera Captive come un film totalmente diverso dai suoi precedenti lungometraggi?
Brillante Mendoza: Non è il mio modo di girare abituale, giacché l'azione si svolge in un lasso di tempo più lungo rispetto ai miei film precedenti. E' una nuova sfida per me, ma l'approccio realista resta lo stesso.

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Perché e come ha scelto di trattare questa presa d'ostaggi realmente avvenuta nel 2001?
In quanto artisti, abbiamo il dovere di rendere conto dei problemi che sorgono nel mondo che ci circonda. Un regista che desideri essere fedele alla realtà, ed è il mio caso, non dovrebbe mai prendere una posizione. E' quello che ho cercato di fare qui. Sono andato sui luoghi di questo fatto avvenuto nel 2001 per fare delle ricerche. Ho intervistato i sopravvissuti, i prigionieri, ma anche persone uscite dai campi militari, membri di questo gruppo separatista che è nel film. Volevo testimonianze che provenissero da entrambe le parti per essere il più possibile fedele alla realtà. Ci sono stati diversi episodi del genere in questa regione delle Filippine, ma questo tipo di problema riguarda il mondo intero tanto quanto il governo filippino. Spetta al governo affrontare la situazione, ma la politica internazionale non deve chiudere gli occhi su questi fatti.

Com'è arrivata Isabelle Huppert nel progetto?
Qualcuno mi ha chiamato mentre ero nella giuria a San Paolo per dirmi che Isabelle era in città. Ho provato a incontrarla e lei mi ha detto che era già partita per le Filippine. Le ho detto che la prossima volta che ci sarebbe andata avremmo potuto girarvi un film insieme, e così è andata.

Come l'ha diretta?
Quando lavoro con un attore, mi fido di lui. In genere faccio così con i miei attori filippini e sono molto contento che Isabelle Huppert abbia accettato di lavorare in questo modo. Perciò, presento agli attori una situazione e mi affido al loro istinto per trattarlo. Non posso dir loro come recitare né insegnare alcunché perché non sono un attore.

E riguardo al tema della religione che affronta nel film?
Il film parla di umanità, di perseveranza, ma è anche un film sulla spiritualità, sia dal punto di vista musulmano che cristiano. Ho voluto incorporare questa dimensione nel film, perché arricchisce le motivazioni dei personaggi.

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