Scegli la lingua en | es | fr | it

Intervista: Guillaume Nicloux • Regista

email print share on facebook share on twitter share on google+

"Contro il fanatismo religioso"

di 

- Incontro con il cineasta francese Guillaume Nicloux in occasione della prima mondiale di The Nun, in concorso al 63mo Festival di Berlino.

Intervista: Guillaume Nicloux • Regista

Incontro con il cineasta francese Guillaume Nicloux in occasione della prima mondiale di The Nun [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Guillaume Nicloux
festival scope
scheda film
]
, in concorso al 63mo Festival di Berlino.

Cineuropa : Passare dalla scrittura di Jean-Christophe Grangé a quella di Diderot è una scelta sorprendente. Perché ha voluto portare questo romanzo sullo schermo ?
Guillaume Nicloux : Ho scoperto Diderot quando avevo sedici anni e a quell’età, gli choc — che siano letterari, visivi o sonori — hanno un’importanza doppia. Mi sembra che tutte le mie grandi rivelazioni siano arrivate prima dei vent’anni e che abbiano determinato molte cose. Questo progetto mi ha sempre attirato, senza pertanto trovare un adattamento possibile. Mi sono sempre scontrato con questa immagine anticlericale di Diderot. Tre anni fa, ho riletto il romanzo e mi sono reso conto che si trattava di un’etichetta falsa e che potevo sbarazzarmene. Diderot non era contro la religione, ma contro il fanatismo religioso. Questo tema mi è parso molto più universale e attuale.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Uno contro tutti è un tema senza tempo, ma il suo personaggio è una donna. Tale audacia era molto ambiziosa all’epoca di Diderot. E’ più difficile far passare questa trasgressione in un film del 2013 ?
Su questo aspetto, il cinema ha fatto passi avanti, ma Suzanne è vittima di un regime patriarcale oppressivo che continua a esistere in diverse parti del mondo, a causa dei fanatici religiosi. La cosa più terribile dell’opera di Diderot è la sua attualità. Non ho dovuto inventare niente. Ho semplicemente provato a trattare il più sinceramente possibile il destino di una donna che mi ha colpito molto e che risuona in tanti esempi attuali. Ecco perché non ho avuto la tentazione di trasporre questa storia ai giorni nostri. In realtà, poter fare il parallelo storico è ancora più crudele. Non era pessimista, da parte di Diderot, trattare questo soggetto in quel modo. Aveva i suoi motivi, un contesto. La censura era molto presente, operava ancora negli anni Sessanta quando Jacques Rivette girò la sua versione di La Religieuse, che termina quasi logicamente con la morte della giovane donna…

Come ha scelto Pauline Etienne per il ruolo di Suzanne ?
Non avevo mai visto Pauline recitare. Non la conoscevo. E’ entrata nella stanza e istintivamente è successo qualcosa che ha a che fare con il rapporto umano, l’unico che mi interessa. Non è un rapporto cinematografico che passa per una filmografia. Succede in dieci secondi. Ho visto poche attrici per il ruolo di Suzanne. Forse due o tre. Non faccio mai provini. Incontro gente, a volte succede qualcosa, a volte no.

Si è divertito comunque nel dare a Isabelle Huppert un ruolo che gioca con la sua immagine abituale. Lo ha scritto per lei ?
Isabelle era la mia prima e unica scelta per la Madre Superiora. E’ perfetta per quel ruolo. L’effetto comico è evidente e scaturisce dalla sua immagine abituale così fredda e distante che qui va in frantumi.

Perché ha girato in Germania e non in Belgio o in Francia, che sono altri paesi coproduttori ?
In Francia, alcune location ci sono state rifiutate a causa del soggetto del film. Succedono ancora cose del genere al giorno d’oggi. In Belgio, non abbiamo trovato luoghi che non fossero stati alterati da ristrutturazioni. Alla fine, è in Germania che abbiamo trovato due conventi che non erano stati ristrutturati e che ci hanno autorizzato ad ambientarci il nostro film. Entrando in quei luoghi, la mistica è molto potente. All’improvviso, sei sconnesso dal resto del mondo. E’ un’esperienza affascinante di riscoperta di sé.

Il passaggio alla Berlinale ha un impatto sulle vendite del film all’estero ?
Assolutamente. E’ una grande opportunità. A Cannes non abbiamo neanche pensato, perchè Berlino era la scelta migliore. Le Pacte mi dà ottime notizie sulle vendite internazionali. I miei film sono raramente distribuiti in Inghilterra, ad esempio, e gli inglesi hanno comprato The Nun [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Guillaume Nicloux
festival scope
scheda film
]
, come molti altri territori in Europa e fuori. L’universalità del tema e la sua modernità hanno il loro peso, penso…

photogallery

titolo internazionale: The Nun
titolo originale: La Religieuse
paese: Francia, Germania, Belgio
rivenditore estero: Le Pacte
anno: 2013
regia: Guillaume Nicloux
sceneggiatura: Guillaume Nicloux, Jérôme Beaujour
cast: Pauline Etienne, Isabelle Huppert, Louise Bourgoin, Martina Gedeck, Agathe Bonitzer, François Négret, Gilles Cohen, Marc Barbé

premi/partecipazioni principali

Berlinale 2013 In concorso
Rendezvous With French Cinema (USA) 2013 
Montréal World Film Festival 2013 
Festival du Film Français d'Helvétie de Bienne 2013 
Chicago International Film Festival 2013 
Stockholm International Film Festival 2013 
cinando

Follow us on

facebook twitter rss

ArteKino

Newsletter

Unwanted_Square_Cineuropa_01