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Intervista: Giorgio Diritti • Regista

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“Guardare alla realtà in modo diverso”

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- Ricerca di sé, fede, senso della comunità. Sono i temi al centro del nuovo film di Giorgio Diritti, Un giorno devi andare, presentato a Sundance.

Intervista: Giorgio Diritti • Regista

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. Jasmine Trinca è Augusta, una giovane donna che in seguito a un grande dolore, parte per l'Amazzonia e vi scopre una natura maestosa e la semplicità degli indios. Un viaggio verso l'essenza della vita.

Cineuropa: In che senso un giorno bisogna andare?
Giorgio Diritti: Il titolo è un invito a liberarsi da una dimensione di pesantezza e angoscia, superare il dolore mettendosi in gioco, ritrovare la fiducia nella vita attraverso le cose semplici. Questo film è un'occasione di viaggio, lo spettatore affianca Augusta e vive insieme a lei dolori, emozioni e incontri. Un'occasione per guardare alla realtà in modo diverso e riscoprire cosa è veramente importante, affetti, amori, relazioni sociali, la libertà, il sorriso, il dono della vita.

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Perché l'Amazzonia?
Ci ero stato dieci anni fa per realizzare un documentario e sono rimasto affascinato e sconvolto. Ero arrivato lì pochi giorni dopo la morte di mia madre, anch'io dovevo elaborare un dolore e questo stimolo è rimasto nella costruzione del film. La potenza e la semplicità di quella natura ti fanno stare bene. C'è una grande energia in Brasile: è un paese pieno di bambini, di coppie giovani che non hanno un soldo, ma per le quali dare la vita è il dono più grande. Dovremmo imparare da loro.

Il suo messaggio è affidato alle donne. Perché?
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era un film corale al femminile, con protagonista una bambina. Gli uomini hanno un forte senso dell'orgoglio che porta a disastri e guerre, la donna è naturalmente accogliente, è tempio di vita, il suo sguardo è di apertura e fiducia verso il mondo.

Al centro dei suoi film c'è sempre un forte senso della comunità.
E' vero, è un elemento che accompagna i miei film. Qui volevo raccontare come il valore del vivere insieme possa essere straordinario e come invece il progresso, insinuando finte comodità, possa snaturare tutto inscatolando le persone dentro il cemento, in situazioni simili a dei lager, costringendole a perdere le proprie radici, persino a vendere i bambini per denaro.

Il suo film pone delle domande ma non dà risposte.
Sarebbe presuntuoso dare risposte su temi così macroscopici. Suggerisco dei punti di vista. Sulla chiesa, ad esempio. In questo, c'è un parallelo quasi incredibile con l'attualità. La chiesa che racconto io, e per cui faccio il tifo, è sicuramente vicina al nuovo papa. Il padre che vive nelle baracche, uno dei personaggi ispiratori del film e che ho conosciuto nelle favelas di Manaus, è gesuita come Bergoglio.

Il film alterna scene nella foresta con immagini cittadine, sotto la neve.
Il rigore della montagna suggerisce lo stato psicologico di Augusta quando è partita. Sua mamma e sua nonna raccontano il grigiore della sua vita precedente. Abbiamo cercato le location nell'arco alpino, in Piemonte, in Val di Susa, ma alla fine il Trentino ha riunito tutti gli elementi che cercavamo. Il castello che vediamo nel film è al limite della fiaba, con queste suore che sono antiche eppure contemporanee, e in cui c'è qualcosa di amorevole ma stonato.

Come è nata la coproduzione con la Francia?
Bim, la società che distribuisce il film, conosceva questa società (Groupe Deux) cui ha proposto il progetto ed è nata una sinergia. E' una pellicola costosa, sui cinque milioni di euro. Girare dall'altra parte del mondo significa una logistica complicata, il costo della benzina per muovere le barche avanti e indietro lungo il fiume. C'erano poi i problemi climatici, la tempesta che ci ha bloccati per giorni, le difficoltà a rapportarsi con popolazioni molto isolate. E' stato stimolante e impegnativo.

Come procedono le vendite internazionali?
Il film è stato venduto in tutto il Sudamerica e in Australia, e siamo in trattative avanzate con alcune società americane. In Europa, uscirà in Francia. Gli accordi con altri territori, tra cui Germania e Benelux, speriamo di chiuderli a Cannes.

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titolo internazionale: There Will Come a Day
titolo originale: Un giorno devi andare
paese: Italia
rivenditore estero: Elle Driver
anno: 2012
regia: Giorgio Diritti
sceneggiatura: Giorgio Diritti, Fredo Valla, Tania Pedroni
cast: Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Federica Fracassi, Pia Engleberth, Amanda Fonseca Galvao

premi/partecipazioni principali

World Film Festival in Montreal 2013 
cinando

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