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Intervista: Tobias Lindholm • Regista

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"In generale, la guerra è come la vita: complessa e sfumata"

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- VENEZIA 2015: A War - terzo lungometraggio di Tobias Lindholm, in cui ha anche "dato vita alle sue parole" - è stato presentato in anteprima mondiale nella competizione Orizzonti di Venezia

Intervista: Tobias Lindholm  • Regista

Cineuropa ha incontrato lo sceneggiatore e regista danese Tobias Lindholm, il cui nuovo film, A War [+leggi anche:
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, è stato presentato in anteprima mondiale nella competizione Orizzonti a Venezia, prima della sua uscita nazionale il 10 settembre. "Questo non è un film morale - è un film pieno di dilemmi", dice Lindholm di A War, che è stato pubblicizzato come la conclusione di una trilogia iniziata con R [+leggi anche:
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. "Beh suppongo che ho imparato soprattutto - e ne ho avuto la conferma - che in generale, la guerra è come la vita: complessa e sfumata" 

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Cineuropa: Quando ha avuto l'idea di realizzare la trilogia di "uomini disperati in stanze piccole"?
Tobias Lindholm: L'idea della trilogia viene in realtà da un equivoco: stavo facendo un'intervista telefonica con un giornalista statunitense - la connessione era piuttosto scarsa, e a quanto pare ho detto "sì" quando ha chiesto se il film faceva parte di una trilogia. Ma la decisione di fare un film sull'intervento bellico danese in Afghanistan è stata presa molti anni fa. Ero alla ricerca di una prospettiva, e nel 2012 ho letto un articolo su un ufficiale che - prima della sua seconda missione in Afghanistan - diceva di non aver paura di morire in guerra. Aveva più paura di essere perseguito una volta a casa. Ecco la mia storia!

Il governo danese ha appena chiuso la commissione d'inchiesta sulla guerra danese in Iran e Afghanistan, presumibilmente perché non c'era altro su cui indagare...
Non posso speculare sulle decisioni politiche in merito al motivo per cui la commissione è stata accantonata, ma spero che il mio film apra un dibattito su quanto abbiamo contribuito come nazione belligerante in Iraq e Afghanistan. Non c'è quasi nulla che definisca la mia generazione più che "siamo andati in guerra". Indipendentemente da qualunque opinione politica, è importante parlarne. 

Come si è documentato per il film?
Come R e A Hijacking, A War si basa su un lavoro accurato di ricerca, tra i rifugiati afghani della Provincia di Helmand, i soldati danesi che sono stati in Afghanistan, i loro parenti, il revisore delle forze armate danesi e un avvocato difensore che ha rappresentato diversi agenti nel sistema giuridico danese. Tutti hanno contribuito con la loro esperienza e con dettagli che spero abbiano reso A War credibile e autentico.

Su cosa si è concentrato in particolare?
Volevo esplorare e discutere la complessità dello sforzo bellico danese. Ho voluto lasciarmi alle spalle l'idea di pro e contro, bene e male, eroi e cattivi, guardando invece alle sfumature. 

Il suo personaggio principale - che tipo di uomo è?
Claus Michael Pedersen è prima di tutto un leader responsabile di 135 uomini in questa guerra - questa è la premessa di base della sua vita, quando lo incontriamo. Questa responsabilità lo porta sul fronte, a condurre i suoi uomini, supportandoli e disciplinandoli. Questa è la sua forza, ma anche la sua debolezza. È anche padre di tre figli e sposato con una donna in Danimarca - marito assente a casa. Un uomo la cui decisione di andare in guerra influenza fortemente la sua vita familiare. 

Le piacciono i film di guerra?
Diversi film di guerra hanno significato qualcosa per me, come Orizzonti Di Gloria di Stanley Kubrick, che raffigura un ordine che viaggia lungo i ranghi della gerarchia militare. La scena finale è la più semplice e bella che abbia visto sul grande schermo dai tempi di Chaplin. Il Cacciatore di Michael Cimino descrive la vita a casa e in guerra in modo talmente minuzioso, bello e realistico, che rende difficile guardarlo, ma ancora più difficile non farlo.

Cos'ha in serbo il futuro per lei, da autore o da regista?
Mi piace scrivere - tutto inizia da qui. Il fatto di avere la fortuna, di tanto in tanto, di dar vita alle mie parole è un privilegio che mi piace. Ma non cambia il fatto che le grandi battaglie si combattono con carta e penna. In questo momento, il mio obiettivo primario è mostrare A War al mondo - quando avrò finito, tornerò alla carta, alla penna e alla vita.

(Tradotto dall'inglese)

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