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Intervista: Rajko Grlić • Regista

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Un mosaico di questioni spiacevoli per la società croata odierna

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- Il dodicesimo film del regista croato Rajko Grlić, The Constitution, ha vinto il Gran Premio delle Americhe al Montreal World Film Festival.

Intervista: Rajko Grlić  • Regista
(© Sasa Huzjak)

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, dramma sui complessi problemi psicologici e quotidiani dei suoi strani personaggi, affronta direttamente la situazione attuale della società croata, in particolare il suo trattamento delle minoranze (nello specifico serbi e omosessuali), e la rinascita dell'estrema destra su tutti i livelli della politica mainstream. Cineuropa ha incontrato Grlić prima dell'uscita nazionale del film il 4 ottobre tramite il distributore Blitz.

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Cineuropa: The Constitution è probabilmente il suo film "più praghese" in termini di stile, e il suo film "più zagabrese" nello spirito.
Rajko Grlić: Sono nato a Zagabria e ha studiato cinema alla FAMU di Praga. Queste due città dell'Europa Centrale mi hanno plasmato. Dei miei 12 film, otto sono ambientati a Zagabria e, naturalmente, si vede in una storia come questa. Lo spirito di una città è come polvere su una bottiglia di vino. Può essere aggiunta manualmente, ma la vera polvere, quella con un peso effettivo che indica l'autenticità della bottiglia, si può accumulare solo con il tempo. Era proprio questo periodo della mia esperienza che volevo esprimere nello spirito di questo film, questo rapporto molto intimo di "amore-odio" con il luogo in cui ho trascorso la mia giovinezza. E, ovviamente, con le persone che lo abitano oggi.

Il film esce in un momento in cui l'ideologia di estrema destra è in aumento in Croazia. Come ha lavorato insieme ad Ante Tomić [co-sceneggiatore e noto giornalista liberale] alla sceneggiatura, e apportavate modifiche man mano?
Ante ed io abbiamo avuto la nostra dose di esperienze con l'intolleranza. È stato il motivo principale per cui mi sono trasferito negli Stati Uniti, e per Ante, ha significato diverse aggressioni fisiche nella sua città di Spalato. Così abbiamo deciso di cercare di articolare l'esperienza tramite questa storia. Abbiamo iniziato a lavorarci molto tempo prima che l'attuale rinascita della destra iniziasse, con il ritorno del movimento ustascia e del "nazionalismo doloroso". Ma era nell'aria. Era solo questione di tempo che qualcuno come l'attuale Ministro della Cultura [Zlatko Hasanbegović] iniziasse pubblicamente, con grande convinzione, ad invocare il fascismo e a precettare un rifiuto totale ideologico. Quindi, non vi era alcuna necessità di adattare la storia al tempo. Il tempo stesso diventava sempre più simile alla nostra storia "fittizia". Mi era già successo con il mio film Charuga, nel 1991, quando la storia di finzione sul grande schermo divenne la realtà sugli schermi televisivi.

Il casting di Dejan Aćimović e Ksenija Marinković sembra naturale, ma affidare il ruolo del professore a Nebojša Glogovac è stata una decisione coraggiosa.
I ruoli di Dejan e Ksenija erano destinati a loro fin dall'inizio. Per il ruolo del professore, mi ci è voluto più di un anno per trovare l'attore giusto. Ho fatto molte audizioni, ma non riuscivo mai a sceglierne uno. Un paio di grandi attori hanno subito i miei ripetuti inviti a rifare le prove prima che finalmente inviassi la sceneggiatura a Nebojša. Come persona, è l'esatto opposto del suo personaggio su tutti i fronti: per il suo habitus*, religione, nazionalità, orientamento sessuale, ecc. Ben presto fu chiaro che questo casting apparentemente illogico era un successo. Nonostante tutte le differenze, o forse proprio grazie ad esse, è diventato semplicemente questo personaggio. Ed è stato meraviglioso lavorare con lui. Un attore saggio, un uomo saggio. Non c'è l'uno senza l'altro.

La critica sociale nel film è molto diretta, ma non semplice né unilaterale. Come ha fatto a raggiungere questo delicato equilibrio?
Ante ed io abbiamo costruito la storia di base molto rapidamente. Poi abbiamo trascorso più di due anni a strutturare attentamente i personaggi per renderli plausibili. Abbiamo cercato di costruire personaggi tridimensionali su persone che vedono gli altri in modo bidimensionale. Per questa ragione ogni dettaglio doveva essere attentamente valutato e ogni azione e gesto dei personaggi doveva essere giustificato. Era l'unico modo per mettere insieme un mosaico di questioni delicate e spesso spiacevoli per la nostra società, il mosaico della nostra vita attuale in cui sia i "cattivi" che i "buoni" storici hanno diritto alla dignità.

(Tradotto dall'inglese)

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titolo internazionale: The Constitution
titolo originale: Ustav Republike Hrvatske
paese: Croazia, Slovenia, Regno Unito, Repubblica Ceca
rivenditore estero: Latido Films
anno: 2016
regia: Rajko Grlić
sceneggiatura: Rajko Grlić, Ante Tomic
cast: Nebojša Glogovac, Dejan Acimovic, Ksenija Marinković, Božidar Smiljanić

premi/partecipazioni principali

Montréal World Film Festival 2016 
cinando

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