Scegli la lingua en | es | fr | it

Video: Melissa de Raaf e Razvan Radulescu, registi

email print share on facebook share on twitter share on google+

Estoril Film Festival 2009 - Premio Cineuropa

Melissa de Raaf e Razvan Radulescu, registi

flv (480x270) [41859 kb]

Copia ed incolla il codice nel tuo html per inserire il video:

Intervista a Melissa de Raaf e Razvan Radulescu, co-autori del film First of All, Felicia, Premio Cineuropa al Festival del Cinema di Estoril 2009

Cineuropa: Come è nata l'idea di First of All, Felicia [+leggi anche:
recensione
trailer
film focus
intervista: Melissa de Raaf e Razvan R…
scheda film
]
?

Melissa de Raaf : Abbiamo discusso tra noi di molte cose – del mestiere di attore, del tempo, della morte, della famiglia – e così ci è venuta in mente questa storia. Tutti questi temi sono presenti nel film.

Razvan Radulescu: Volevamo fare un esperimento sulla grammatica temporale, la grammatica del tempo, il modo in cui il drammaturgo deforma il tempo per assecondare la finzione, perché sono convinto che la drammaturgia, così come la concepiamo noi, si limiti a una formula - l'intreccio in tre atti - che funziona, certo, ma che non rileva la vera essenza della drammaturgia. La nostra prima esperienza, che si basava più sull'interpretazione e il montaggio, ha dato vita al cortometraggio Networking Friday. Non è proprio un cortometraggio, dura 24 minuti: dura esattamente quanto deve durare. È allora che abbiamo stabilito, diciamo, una convenzione recitativa che consiste nel porre gli accenti sui gesti e sulla voce.

De Raaf: Pensavamo che il miglior modo per applicare tutte queste idee fosse di mantenere il progetto vicino a noi e alle persone che amiamo. Di fatto, c'è sempre una sorta di mutazione in presenza di un gesto tenero, o per lo meno un gesto che si crede tenero verso qualcuno che si ama: la persona in questione lo vede in modo differente. Volevamo sperimentare in questa direzione.

Radulescu: In generale, succede quando le persone si perdono di vista per un certo tempo. E' esattamente la situazione del film, ma non è necessario lasciare la propria famiglia e vivere in un altro paese perché ciò avvenga, basta andare a vivere per un anno in un'altra città. E' ciò che succede quando i figli cominciano a lavorare, prendono un appartamento e poi si sposano e vivono in un altro quartiere rispetto a quello dei genitori. Ci si vede la domenica, si instaura un rapporto più formale. Quando si torna a casa la domenica, si è ospiti.

Il film parla molto anche della Romania, più che dei Paesi Bassi. Ci sono poche frasi, pronunciate dal padre e da Felicia, ma la dicono lunga sulla Romania. Siete arrivati a questo lavorando insieme?
De Raaf: Penso che il film dovesse essere molto specifico, così come il fatto che Felicia fosse romena...

Radulescu: È una romena che torna in Romania dopo 19 anni trascorsi nei Paesi Bassi, quindi penso che lo spettatore capisca della sua vita olandese quanto ne capiscono il padre e la madre. È quello che bisogna capire, niente di più. Pensiamo che in questo film ci si debba mettere anche nei panni della madre, non solo di Felicia. Bisogna comprendere anche i limiti della madre, perché non può fare altrimenti: è condannata a essere quello che è perché non ha gli elementi per pensare. Felicia non ha di certo spiegato a sua madre come si sente; probabilmente non le ha detto quanto sta male nei Paesi Bassi, per diverse ragioni. Non le racconta più queste cose personali. Penso che lei cerchi di sembrare felice, di nascondersi, perché sa, o almeno crede, che sia quello che ci si aspetta da lei. E' così che funziona, quindi la rappresentazione che il film dà dei Paesi Bassi è quella della madre.

I Paesi Bassi sono come un altro pianeta...
Radulescu: Sì. A tal proposito, c'è una storia da raccontare: cercando i finanziamenti per il film, abbiamo ricevuto proposte dalla Germania, ma a condizione che Felicia fosse tedesca. "Perché non farla tedesca? Potrebbe venire da qualsiasi paese!", ci hanno detto. Ora, non penso che un cittadino tedesco sia così alieno in Europa, mentre i Paesi Bassi sono davvero un altro mondo, anche linguisticamente. Voglio dire, lei potrebbe venire dall'Italia, ma nemmeno, perché tutti capiscono l'italiano, mentre l'olandese... Neanche i tedeschi lo capiscono! In generale, ci si chiede dell'olandese: "Ma che lingua è? Come parlano?".

photogallery

titolo internazionale: First of all, Felicia
titolo originale: Felicia inainte de toate
paese: Romania
rivenditore estero: The Match Factory
anno: 2009
regia: Melissa de Raaf, Razvan Radulescu
sceneggiatura: Melissa de Raaf, Razvan Radulescu
cast: Ozana Oancea, Vasile Mentzel, Ileana Cernat, Adina Andrei

premi/partecipazioni principali

Cineuropa Prize 2009 at the Estoril Film Festival 
cinando

Follow us on

facebook twitter rss

ArteKino

Newsletter

Les Arcs call
Unwanted_Square_Cineuropa_01