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'Tutta un’altra musica in Norvegia'

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Randall Meyers

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- Parla del sistema produttivo del paese nordico il compositore americano. Che ha abitato tanti anni ad Oslo ed è l’autore di più di 80 colonne sonore

Randall Meyers

Randall Meyers, statunitense trapiantato in Norvegia, è l'affermato compositore delle colonne sonore di più di 80 pellicole e regista di film d'animazione. Il suo lavoro con la Cylinder Productions lo ha portato, in questi giorni, a Roma.
Negli ultimi tre anni il numero di lungometraggi norvegesi distribuiti nel mercato interno ha visto una costante crescita. È diventato più semplice produrre e girare film?
"Produrre film in Norvegia non è semplice. Molti dei lungometraggi che stanno riscuotendo successo ai botteghini sono pensati e realizzati per un pubblico interno, non per il mercato internazionale. Casi come Elling, distribuiti all'estero e di buon successo, sono rari. Il sistema di finanziamento ti offre un terzo di quello che ti servirebbe per girare un buon film, e ti costringe a cercare altri finanziatori. L'aspetto negativo è che tutti i registi, anche quelli più famosi, devono aspettare 3, 4 o più anni prima di girare il loro film successivo. Il successo riscosso dal film precedente non basta ad ottenere il denaro necessario a realizzarne altri. Non c'è, come per esempio in Svezia, la possibilità di riutilizzare parte degli incassi, la legge prevede questa forma di auto-finanziamento basata sugli introiti soltanto per i film destinati alla famiglia e ai bambini."

Questo, in qualche modo, favorisce le coproduzioni internazionali…
"Se sei fortunato, con i soli finanziamenti che riesci ad ottenere in Norvegia puoi realizzare un film economico destinato al mercato interno. L'unico modo per avere la possibilità di sviluppare adeguatamente il tuo lavoro è uscire dal tuo paese. In un certo senso è positivo. Se tutto è semplice perdi interesse nel farlo, e anche le coproduzioni non servono più. Lavorare con uno staff internazionale rende il lavoro più interessante, ed in un certo senso la difficoltà di reperire fondi è una spinta alla creatività".

Ed il futuro?
"Le cose stanno cambiando, in Norvegia, ma il sistema si è radicato, ed è diventato un fattore mentale, più che politico. Per fare buoni film si devono fare molti film. Più ne realizzi, più la qualità aumenta.".

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