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"Una generazione in un ambiente al collasso"

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Syllas Tzoumerkas • Regista

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- Cineuropa ha incontrato Syllas Tzoumerkas, dopo la prima mondiale del suo secondo lungometraggio A Blast presentato in concorso al Festival di Locarno

Syllas Tzoumerkas  • Regista

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 (recensione), secondo lungometraggio di Syllas Tzoumerkas, è stato presentato in prima mondiale al Festival del Film di Locarno. Il regista-sceneggiatore racconta a Cineuropa i personaggi e i collegamenti alla situazione nel suo paese.

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Cineuropa: È evidente il suo grande interesse per la situazione socio-politica in Grecia e per i suoi effetti sulla sua generazione, oltre che per il debito da ripagare che la generazione precedente ha lasciato in eredità ai suoi discendenti. La frustrazione di Maria culmina nella rabbia e nell'ira, ma sembra abbastanza contenuta da riuscire a programmare la propria "esplosione". È un personaggio molto complesso in una situazione complicata.
Syllas Tzoumerkas: La prima parte del film che ho scritto è stata il monologo di Maria nel gruppo di donne, quando si spoglia di ciò che sarebbe dovuta essere, di ciò che ci si aspettava, e di ciò che avrebbe volute essere, e si reinventa. Un'azione che un'intera generazione ha dovuto fare in un ambiente al collasso, ma il tratto più bello di Maria è il suo essere impetuosa e aggressiva. Durante tutto il film, mette a confronto se stessa, la propria famiglia, la sua nazione e la percezione del suo sesso. Per farlo si sposta in un luogo dove il bene e il male, la morale, sono diversi dal solito. Questo per me la rende un'eroina degna di essere guardata e studiata. Sono felice di aver realizzato tutto questo con Angeliki Papoulia, una delle persone più coraggiose che conosca.

Anche il personaggio di Yannis è molto interessante. Nell'interpretazione di Vassilis Doganis sembra davvero un bravo ragazzo, ma noi sappiamo che la tradisce, anche se lei sembra non scoprirlo. È un personaggio che cede allo stereotipo del marinaio?
È gentile, traditore e altro ancora. Per quanto riguarda lo stereotipo, dato che ho prestato servizio nella marina greca qualche anno fa, posso confermare che contiene molta verità. A parte gli scherzi, Yannis è un personaggio guidato dal desiderio, nel senso più letterale del termine. Con il passare degli anni, questo lo porta a perdere la bussola, facendolo arrivare tardi quando chi ama ha bisogno di lui. Mi piacciono davvero il suo senso dell'individualità e della libertà, e il suo anti-machismo in un ambiente dove bulli di ogni tipo non sono mai passati di moda. Tutti questi elementi, insieme al suo essere quasi esotico in un ambiente di classe medio-bassa rendono davvero difficile per Maria fare il suo dovere.

Nel film la storia e i personaggi sono organicamente collegati alla situazione socio-politica in Grecia. Molti film recenti nati in questo territorio hanno scelto questa prospettiva. Qual è la tua idea del cinema greco moderno, c'è qualcosa che definiresti come tendenza e, se sì, quale?
Il mio lavoro consiste principalmente nel ricreare le dinamiche sociali all'interno di personaggi. Credo che siano collegati e radicati l'uno all'altro, e questo li rende entrambi imprevedibili. La New Wave greca è presente in tutta la sua diversità e per me l'aspetto migliore è la sua capacità di offrire interpretazioni diverse della realtà, riguardo sia la forma, sia il contenuto, dall'assurdo al naturalistico con tutte le sfumature intermedie. E questo è vibrante, dinamico, naturalmente slegato dalle tendenze.

A livello di produzione, com'è nato il film? È una co-produzione con Germania e Paesi Bassi, è stato da Nipkow e CineLink, quanto tempo e denaro sono serviti, che difficoltà ha incontrato per realizzare questo film?
Lo sviluppo e la produzione del film sono iniziati in un momento molto complicato per il cinema greco, ma il progetto è riuscito grazie allo sforzo di tutte le parti coinvolte, soprattutto grazie ai produttori Maria Drandaki e Titus Kreyenberg, Ellen Havenith e Jeroen Beker. Anche Greek Film Center ha avuto un ruolo importante nella gestione, stabilizzando le ultime co- produzioni greche in un periodo molto difficile per le finanze della Grecia. Ce l'abbiamo fatta, nonostante tutti gli assurdi ostacoli che abbiamo incontrato, dalla chiusura improvvisa della TV di stato greca alla nuova ondata conservatrice di alcune istituzioni. È un film che in relazione agli altri ha attraversato velocemente tutte le varie fasi, e io ne sono felice.

(Tradotto dall'inglese)

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