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“Non c’è una questione morale”

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Benoît Jacquot • Regista

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- VENEZIA 2014: 3 Hearts, ultimo film del francese Benoît Jacquot, è in corsa per il Leone d’Oro alla 71^ Mostra di Venezia

Benoît Jacquot  • Regista

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, ultimo film del regista francese Benoît Jacquot, è una tragedia romantica interpretata da Benoît Poelvoorde, Chiara Mastroianni, Charlotte Gainsbourg e Catherine Deneuve. Il film è in corsa per il Leone d’Oro della 71^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove Cineuropa ha annotato alcuni dei commenti del regista.

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Come ha scelto gli attori?
Le attrici erano felicissime di lavorare insieme: appena annunciato il cast, c’è stata una grande chimica. Avevano un desiderio comune. Charlotte aveva un po’ paura di non riuscire a competere con la vicinanza che c’è fra Chiara Mastroianni e la sua vera madre sullo schermo e fuori, ma Catherine Deneuve aveva già interpretato il ruolo di mamma di Charlotte al cinema. Sono convinto che una relazione deve essere forgiata dalle circostanze, e non devi essere tu a creare le circostanze. Non sono certo che si crei una vicinanza se le costruisci tu - deve essere così dall’inizio. A prima vista, Benoît Poelvoorde non è un seduttore naturale, ma le attrici lo trovano affascinante e non vedo perché dovrebbe essere diverso per i personaggi che interpretano. Lui interpreta Marc alla perfezione, incarna quel nervosismo interiore che appare attraverso i piccoli dettagli che possono distruggere un uomo.

Pensa che il film ponga una questione morale?
Si tratta di una storia di persone incapaci di liberarsi dai propri legami romantici, ma che non sono moralmente sregolate. Non c’è una questione morale, ma solo un problema romantico. Non penso che la gente si innamori pensandoci. Dopo tutto, si può cadere da molto in alto… quella sensazione di amore a prima vista può distruggere o far rinascere il cuore, e la testa non c’entra. Se entra, di solito peggiora le cose.

Perché ha scelto un finale così romantico, quasi ridicolo? La sua natura casuale riporta alla mente lincontro fortuito dellinizio...
Abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura partendo dalla fine e lavorando all’indietro, e tutto è venuto dopo. Per questo il finale non mi sembra affatto ridicolo, al contrario, mi ha dato la direzione del film. Una storia così può arrivare alla fine in molti modi diversi, anche con l’utilizzo della commedia. Mi piace il lieto fine, ma non era adatto a questo film. Ed è stata una decisione consapevole - avremmo potuto averne uno diverso.

Perché ha scelto una colonna sonora così solenne per una storia damore?
Quel genere di musica si usa per un film di suspense, è molto evidente. In generale non mi piace la dissimulazione - è una storia d’amore ma anche una tragedia. La musica è nell’aspetto drammatico, anche quando vengono mostrati di più i sentimenti romantici. Ad ogni modo, l’impulso iniziale del film è tragico.

(Tradotto dal francese)

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