Home (2016)
El bar (2017)
Sage Femme (2017)
The Fixer (2016)
The Giant (2016)
Fiore (2016)
Brimstone (2016)
precedente
seguente
Scegli la lingua en | es | fr | it

"Mi interessano gli aspetti ingannevoli della realtà"

email print share on facebook share on twitter share on google+

Nana Neul • Regista

di 

- Nana Neul, regista di Silent Summer e My friend from Faro , parla dei suoi film e delle sue ispirazioni

Nana Neul  • Regista

"Sono una fan di Lubitsch," afferma Nana Neul, "e non potrei mai girare un film privo di umorismo. Ciò non significa che non debba essere serio, tutt'altro". La giovane regista apprezza l'arte del non detto nelle opere di Lubitsch e la sua capacità di fondere elementi completamente diversi tra loro. 

Ad oggi, Neul ha girato solo due lungometraggi ma, fin dall'inizio della sua carriera, ha colmato una lacuna del cinema tedesco, ritagliandosi una nicchia ben precisa: quella dei film seri ma divertenti. È un dato di fatto che i tedeschi non hanno sempre un buon rapporto con l'umorismo. Tuttavia, Neul ci ha dimostrato proprio il contrario con Silent Summer [+leggi anche:
trailer
intervista: Nana Neul
scheda film
]
, un film che racconta le vicende tragicomiche di una coppia tedesca che decide di sposarsi nel sud della Francia. La regista ha ingaggiato una serie di celebri attori - Dagmar Manzel, Ernst Stötzner, Marie Rosa Tietjen, Victoria Trauttmansdorff, Hans-Jochen Wagner - per raccontare la storia di una donna in carriera che è costretta a prendersi una pausa (e a tacere) per una afonia temporanea. Così, si ritira nella sua residenza estiva in Francia, dove incontra la figlia. Ben presto viene raggiunta dal marito e un turbinio di emozioni si abbatte sulla loro vasta cerchia di amici.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Neul si è ispirata a storie reali per questo film così insolito, piacevole e senza pretese, e a tratti paradossale. Come ammette, ridendo, la stessa regista: "Una villa nel sud della Francia, una donna che ha perso la voce, uno psicoterapeuta che non vuole confrontarsi e una figlia che non sa se schierarsi dalla parte del padre o della madre. Si sente ignorata, ma vuole fare da paciere. Da questo punto di vista, il film è decisamente ispirato alla mia famiglia". La regista ha sempre voluto raccontare le sue vicende familiari, "perché sono veramente incredibili e in un modo o nell’altro ho dovuto imparare a gestire il caos che ne deriva".

Quali sono i soggetti cinematografici che ispirano Neul? "Di solito, le storie fuori dal comune che mi capita di ascoltare e che non dimentico facilmente", racconta. "Mi interessano gli aspetti più ingannevoli della realtà e le persone che cambiano faccia a seconda della situazione".

La scissione dell'identità e la ricerca del proprio posto nel mondo sono i temi centrali del primo lungometraggio di Neul, My friend from Faro [+leggi anche:
intervista: Nana Neul
scheda film
]
. Il film parla di Mel, una ragazza che non prova alcun interesse nei confronti dei ragazzi e che finge di avere già un fidanzato. Un giorno, Mel inizia a spacciarsi per un uomo dopo essersi innamorata di una ragazza, giovane e ingenua abbastanza da crederle. Il film è incentrato sulle bugie, sulla verità e su come questa venga celata nella menzogna.

In quest’opera, l'ammirazione della regista per Lubitsch - amante della forma - si sposa con la venerazione per Bergman e la sua ricerca il pathos della verità.

Il linguaggio pittorico di Neul riesce sempre a rendere i suoi film particolarmente convincenti. In My Friend from Faro, la regista ha saputo gestire i colori in maniera coerente e originale. La rappresentazione delle stanze e della protagonista è contraddistinta da una precisione certosina. Al contempo, sono stati evitati i cliché e simbolismi troppo banali. Neul sviluppa le sue storie come se fossero delle acute riflessioni sui sentimenti e sulle dinamiche relazionali.

La regista ha molte idee in cantiere. Oltre ai progetti realizzati solo per ragioni economiche, sta lavorando ad altri tre soggetti cinematografici. Il primo riguarda l'adattamento di un romanzo - in collaborazione con Hans W. Geissendörfer - sul rapporto tra un giovane autistico e un testimone di Geova.

Il secondo, palese omaggio a Buñuel, è intitolato Le Beau Du Jour . "Questa storia parla della Germania, della finta autocommiserazione, della falsa morale e della difficoltà ad ammettere i propri sentimenti", ha dichiarato Neul.

Il terzo soggetto viene descritto come un'odissea attraverso le montagne dei Carpazi. "Ancora una volta, sarà un film tragicomico", ha affermato la regista. Non ne abbiamo dubbi.

(Tradotto dall'inglese)

Leggi anche

Newsletter

CASI HECHO Home

Follow us on

facebook twitter rss

Doc Spring