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"La Spagna è molto grottesca"

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Isaki Lacuesta • Regista

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- Isaki Lacuesta ha fatto scalpore a San Sebastian con il suo nuovo film, il criticissimo Murieron por encima de sus posibilidades

Isaki Lacuesta  • Regista

Il vincitore della Conchiglia d’Oro tre anni fa con Los pasos dobles [+leggi anche:
recensione
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scheda film
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, Isaki Lacuesta, ha fatto scalpore al recente Festival di San Sebastian con il suo nuovo film, il criticissimo Murieron por encima de sus posibilidades [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Isaki Lacuesta
scheda film
]
. Cineuropa ha parlato con lui. 

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Cineuropa: Ha avuto coraggio a cambiare registro in modo così brutale e a scagliarsi contro ogni essere vivente…
Isaki Lacuesta: Parlare di cinema in termini di coraggio mi sembra strano: coraggioso è un chirurgo o un vigile del fuoco. Al più, un film può riuscirti male o mandarti in rovina, che è il primo passo per essere qualcuno in Spagna.

Però è alquanto provocatorio…
Morbido non è, ma ho fatto quello che volevo, come negli altri miei film, e ci siamo divertiti a farlo. A volte propendi per la poesia e altre volte vuoi sfasciare chitarre: qui è il secondo caso. Capisco che la gente ti riconosce per ciò che fai, però poi nella vita quotidiana siamo tante cose. Avendo la fortuna di non avere etichette, posso fare quello che mi piace, sempre.

Ha utilizzato il termine cooperativa riferendosi a Murieron...
Certo, è così che è stato fatto, perché se avessimo aspettato di ricevere aiuti istituzionali, non lo avremmo mai girato, volevo farlo rapidamente. C’è chi ha investito in lavoro e chi in denaro: verrà applicata una percentuale a ciascuno in funzione di questo, che sia attore, produttore o tecnico. Le riprese si sono svolte a intervalli e tra amici, molto comodo perché ci fermavamo e avevamo il tempo di controllare il girato e correggere. C’è stato un momento in cui non avevamo il finanziamento e ho pensato che potesse diventare una sorta di Lost in la Mancha, perché avevamo mezza pellicola girata; nell’altra pensavo potesse comparire Carmen Machi che leggeva la sceneggiatura, seduta su una sedia, e che avremmo intervistato i dirigenti che non l’avevano voluta comprare: sarebbe stato comunque un film sulla crisi, però girato con il cellulare.

E’ necessario un film così sfacciatamente critico?
E’ necessario che ci sia ogni tipo di cinema: sociale, di intrattenimento, ecc. E’ questo il bello. Volevo fare un ritratto della Spagna di oggi, con questo immaginario. Un paese in cui molta gente ha fantasticato di uccidere banchieri e farsi giustizia con le proprie mani, ma poi si finisce al bar a bere un bicchiere, come succede nel film. 

Così si iscrive nel genere “esperpento”, grottesco…
C’è tutta una tradizione: la parola viene dall’epoca di Valle Inclán, ma era anteriore. La Spagna è molto grottesca: abbiamo cominciato a scrivere la sceneggiatura all’epoca del salvataggio finanziario, e ci siamo resi conto che lo stavamo sottovalutando, che tutto era legato alla corruzione politica ed economica; così abbiamo incluso i personaggi di Luis Tosar, Carmen Machi e Imanol Arias. Inoltre, le comparse del manicomio sono le alte sfere della scena artistica catalana. 

Murieron... ha sicuramente uno dei migliori cast di stelle del cinema spagnolo di tutti i tempi, con nomi come Emma Suárez, Sergi López, Ángela Molina, Raúl Arévalo, José Sacristán, Eduard Fernández e Ariadna Gil, tra i tanti altri.
Sì, oltretutto non sono camei, hanno tutti un ruolo. Dato che il film voleva essere un ritratto della Spagna, mi piaceva l’idea che lo fosse anche del cinema spagnolo attraverso i suoi attori. Da lì, l’eterogeneità del cast.  

(Tradotto dallo spagnolo)

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