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"Il documentario è la punta di diamante del cinema"

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Dumitru Budrala • Presidente Festival Astra

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- Dumitru Budrala, presidente del Festival Astra, ha parlato con Cineuropa delle sfide che propone l'organizzazione del festival e dei piani per il futuro

Dumitru Budrala  • Presidente Festival Astra

Dumitru Budrala è il fondatore e presidente del Festival Astra, che ha concluso lo scorso 12 ottobre la sua 21ª edizione con la consegna del massimo riconoscimento al documentario Maidan [+leggi anche:
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, selezionato a Cannes, del regista ucraino Sergei Loznitsa. I documentari del regista e fotografo Budrala sono stati premiati in molti festival del cinema internazionale. Forse il più famoso è The Curse of the Hedgehog (2004), un titolo selezionato in più di 50 festival di cinema in tutto il mondo. Il regista e organizzatore del festival ha parlato con Cineuropa delle sfide che propone l'organizzazione di un evento con tanta tradizione in Romania ma anche del futuro dell'Astra e del suo prossimo progetto.

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Cineuropa: Il festival Astra ha celebrato la sua 21ª edizione. Come si è evoluto negli ultimi decenni?
Dumitru Budrala: L'evoluzione del festival è storica, visto che negli ultimi 20 anni ci sono stati cambiamenti in termini di comunicazione e il genere del documentario ha acquisito un vero riconoscimento cinematografico. Dal punto di vista rumeno, siamo passati da un sistema socialista al capitalismo post-socialista, il che ha influito sull'immagine del festival e soprattutto e sul suo progresso.

Dal punto di vista dell'organizzatore di un festival del cinema documentario, cosa pensa a proposito del progresso del genere negli ultimi decenni?
Si è perfezionato notevolmente e in questo momento è la punta di diamante del cinema. Non a caso la prestigiosa rivista britannica Sight and Sound pubblicherà una lista dei migliori 100 documentari di tutti i tempi.

Quale pensa sia il maggior successo di Astra 2014?
Tra i tanti momenti magici ce n'è uno che spicca: l'aumento di un pubblico giovane, che quest'anno ha superato i 10.000 ragazzi. Oltre a questa magnifica quantità, potete immaginare la fervente vivacità culturale che si è respirata a Sibiu per cinque giorni grazie alla partecipazione di giovani studenti sia di Sibiu che da città e paesi vicini alle proiezioni speciali per alunni tra i sei e i diciotto anni. Vedere l'allegria e l'emozione sul volto dei giovani che hanno riempito le 5 sale di proiezione cinematografica è stata un'esperienza straordinaria.

Non è mai troppo presto per pensare alla prossima edizione: che cosa ci sarà di diverso in Astra 2015?
Sono 20 anni che aspettiamo che le autorità aprano delle sale cinematografiche vere e proprie. Forse nel 2015 questo sogno diventerà realtà e non dovremo partire con sei camion pieni di attrezzature per trasformare le sale da concerto e per le feste in altrettante sale di proiezione improvvisate. 

Se potesse raccomandare un solo documentario di questa edizione, quale sarebbe?
At Berkeley, l'ultimo documentario di Frederick Wiseman, per il potere e la capacità dell'occhio cinematografico di Wiseman capace di penetrare, esplorare e capire il mondo che ci circonda e per il modo in cui utilizza il linguaggio cinematografico.

Nell'ultimo concorso organizzato dal Centro Nazionale della Cinematografia rumena ha vinto una sovvenzione per un nuovo documentario. Di cosa si tratta?
È un progetto in via di sviluppo che si basa sulla tragedia consumatasi in un paesino rumeno. Questi avvenimenti mi hanno impressionato perché le azioni delle persone sono risultate assolutamente miopi, come se tutta la loro capacità di giudizio morale in relazione alla vita e alla morte fosse sfumata. L'unica cosa che muoveva i cittadini dei paesini era lo stato mentale collettivo della loro comunità.

(Tradotto dall'inglese)

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