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"Harold è un Don Chisciotte dei nostri tempi"

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Gunnar Vikene • Regista

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- Cineuropa ha incontrato il regista norvegese Gunnar Vikene, che presenta il suo ultimo film Here is Harold

Gunnar Vikene  • Regista

C'era una volta un piccolo commerciante di mobili... Un colosso dell'arredamento si trasferisce proprio davanti a lui. Rovinato, arma in mano, il nostro commerciante parte per Älmhult in Svezia, la località dove è nata l'azienda Ikea nel 1943, deciso a vendicarsi. Obiettivo: sequestrare il fondatore dell'impresa, Ingvar Kamprad. Così inizia la storia di Here is Harold (Her er Harold) [+leggi anche:
trailer
intervista: Gunnar Vikene
scheda film
]
, l'ultimo film del regista norvegese Gunnar Vikene che Cineuropa ha incontrato in un bar di Grünerløkka, un quartiere fino a poco tempo fa di umili lavoratori, che la gentrificazione ha poi trasformato in un quartiere un po' bohémien di Oslo. A due passi troviamo Parkteatret, dove una volta al mese, nell'ambito del Blått Lerret (Lo Schermo Blu), degli estratti di film sono presentati al grande pubblico in prima visione, con interviste live agli attori e ai registi.

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Cineuropa: Com'è nato Here is Harold?
Gunnar Vikene: Da tanto tempo sognavo di fare un film ispirato a una delle opere dello scrittore norvegese Frode Grytten. Ho scelto Saganatt, una trilogia di cui il secondo capitolo, un romanzo molto corto, I morgon er det måndag (Domani è lunedì), è all'origine del mio film. Frod mi ha lasciato consultare i suoi documenti, utilizzare tutte le fonti e mi ha lasciato carta bianca. Con Harold Lunde c'è stato un colpo di fulmine, questo personaggio così simile al Don Chisciotte nel modo di lottare valorosamente contro dei mulini a vento, ma anche il voler cercare un ragione per vivere, una giustificazione alla sua esistenza.

Perché ha scelto l'attore norvegese Bjørn Sundquist per questo ruolo?
Ho scelto lui per le sue molteplici sfaccettature. Prima di cominciare a scrivere la sceneggiatura sapevo che sarebbe stato lui Harold. Inoltre quello che apprezzo in Bjørn, anche conosciuto a teatro, è la sua saggezza e la sua generosità nei confronti degli altri.

Trovare gli altri attori è stato facile?
Anche in questo ho avuto fortuna: tutti quelli che desideravo per il mio film hanno accettato. Per Vegas, il mio precedente lungometraggio, invece è stato diverso perché volevo degli attori non professionisti. Fare una scelta fra 4000 giovani che si erano presentati alle audizioni non era stato molto semplice.

Non è stato tentato dal chiedere a Ingvar Kamprad di recitare il proprio ruolo?
Oh certo che sì, ma non si può pretendere da un uomo di ottantasei anni di girare certe scene davvero stancanti, come quella del bagno forzato nel lago ghiacciato.

Non ci sono trucchi?
Appena, hanno davvero sguazzato nell'acqua gelata, Sundquist senza cuffia e con un paio di scarpe normali. Il freddo è stato l'unico ostacolo per le riprese: abbiamo girato a nord della Svezia, faceva molto freddo, -30° quasi tutto il tempo. Le scene del negozio di Harold sono state girate a Åsane, vicino a Bergen, la mia città, proprio di fronte al vero negozio Ikea. E anche in questo caso, dobbiamo ringraziare per le immagini il direttore della fotografia Simon Pramsten.

Come può essere definito il suo film, un road-movie, un... ?
Innanzitutto nessuna etichetta. Amo sorprendere il pubblico, senza considerare le convenzioni, le barriere, ma dando importanza all'implicito, a ciò che è nascosto. Amo le persone, lo ammetto, ho un debole per quelli che si sbagliano, che commettono un errore in buona fede. Mi fanno sorridere, anche ridere, ma non li prendo in giro. L'umorismo si combina con la tenerezza. La stessa Marny, la compagna di Harold, con il suo linguaggio poco fine, mi fa tenerezza. Se nel mio film parlo della vecchiaia, dell'invecchiamento piuttosto, è per sottolineare che è importante non dimenticare il proprio passato, ma lo è ancora di più fare nuove conoscenze, andare avanti.

(Tradotto dal francese)

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