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"Le rivoluzioni spingono i produttori e i registi a parlare di soggetti più forti"

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Daniel Ziskind • Rappresentante di ZAD

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- Cineuropa ha incontrato Daniel Ziskind, che ha appena prodotto il film El Ott di Ibrahim El Batout, presentato in anteprima al festival di Abu Dhabi

Daniel Ziskind  • Rappresentante di ZAD

Cineuropa ha incontrato Daniel Ziskind, che rappresenta la società egiziana ZAD, che ha appena prodotto il film El Ott di Ibrahim El Batout con Amr Waked, star egiziana già vista nei panni del poliziotto francese in Lucy [+leggi anche:
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 di Luc BessonEl Ott è stato presentato in anteprima al festival di Abu Dhabi. Gran esperto di cinematografia araba, Ziskind ci parla di questi mercati emergenti.

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Cineuropa: È stato recentemente al festival di Abu Dhabi. Secondo lei, come si è evoluto il cinema arabo in questi ultimi tre anni?
Daniel Ziskind: Negli ultimi tre anni, ho riscontrato una miglior organizzazione dei registi e di certi produttori indipendenti che non esitano a fare film che, attraverso i loro soggetti, spezzano alcuni tabù. Penso che le rivoluzioni in certi paesi, spingano i produttori e alcuni registi a parlare di soggetti più forti e, attraverso ciò, emergono nuovi talenti.

Quest’anno ad Abu-Dhabi, c’era una vera programmazione degna di un festival di prima categoria, ricco, vario e rappresentativo di una vera società araba in movimento. È necessario che i distributori europei vengano e rispondano agli inviti di questi festival perché esiste davvero un mercato parallelo in questi festival sul modello di Cannes, Berlino o Venezia, ed è un’occasione per vedere i film di tutta la regione. 

Sono convinto del fatto che, da questa regione del mondo, emergeranno dei grandi registi nei cinque anni a venire e che il cinema arabo verrà esportato sempre di più, e principalmente in Europa.

Lei è il rappresentante della comunicazione di ZAD in Europa. Quali sono le difficoltà che ha incontrato nella distribuzione di un film egiziano in Europa? 
Gli ultimi due film egiziani che hanno attirato spettatori nelle sale in Europa negli ultimi due anni sono Les femmes du Bus 678 di Mohamed Diab e un formidabile documentario, Les Vierges La Copte et moi di Namir Abdel Messeeh. Questi due film sono stati distribuiti nelle sale e hanno generato delle entrate, e sono dei riferimenti per me, così come il primo film egiziano di cui mi sono occupato nel 2006, L'Immeuble Yacoubian.

La Francia è senza dubbio il paese europeo che offre la più vasta ed eterogenea offerta di film ogni settimana, poiché è uno dei pochi paesi che fa uscire 12/15 film ogni mercoledì e con un pubblico molto vario. Ma la Germania, il Benelux, la Spagna e l’Italia, così come i paesi scandinavi, rimangono dei mercati non indifferenti per i film egiziani e della regione.

La vera sfida dei giorni nostri, in un mercato così saturo, è convincere i distributori e i venditori europei a venire in una sala cinematografica a vedere un film egiziano per comprarlo, piuttosto che inviare un dvd o un link. Quando le proiezioni che organizzo per questi produttori e venditori finiscono, so fin da subito se un film sarà considerato o no per un possibile acquisto.

Presso ZAD, la nostra prima produzione Winter of Discontent nella sezione Orizzonti a Venezia nel 2012 ci ha aiutato a trovare un venditoroe su certi territori in Europa e ha influenzato alcune vendite. Il film è stato selezionato per l’Egitto per gli Oscar, il che ha permesso di attirare i venditori perché lo venissero a vedere. Il film è stato presente anche sulla piattaforma Univers-Ciné, ma siamo rimasti delusi dai risultati. La piattaforma non è ancora il miglior mezzo per pubblicizzare un film della regione, è molto meglio una sala cinematografica.

Lei lavora attualmente sul marketing e la distribuzione dell’ultimo film di Ibrahim el Batout, El Ott, con Amr Waked. Può dirci qualcosa di più sul film e sulle strategie di promozione e distribuzione?
El Ott è un film che parla della spiritualità, un vero film d’azione e ha come sfondo il traffico di organi di bambini in Egitto. È anche una storia di gangster nell’Egitto nei giorni nostri. Presenterò il film ai distributori e ai venditori prima della fine dell’anno tenendo conto dei mercati di quest’ultimo periodo dell’anno come ad esempio l’American Film Market, e agli inizi di gennaio prima degli Incontri del cinema francese di Unifrance. Ho inviato il film a Berlino e incrocio le dita affinché lo considerino, poiché è il mio obiettivo in Europa.

Abbiamo cominciato a fare un po’ di buzz sul film attraverso articoli pubblicati su Screen e Variety dopo la sua proiezione ad Abu-Dhabi e abbiamo creato un sito sul film e una pagina Facebook: www.elottfilm.com e www.facebook.com/elottfilm. Grazie alla popolarità di Amr Waked come attore, ci sono già stati 3.000 visitatori in 48 ore. 

Ibrahim el Batout è, a mio parere, con questo quinto film [El Ott] il padre del cinema indipendente dei nostri giorni in Egitto. El Ott è senza dubbio il suo film, indirizzato al grande pubblico, che ha riscosso più successo, e soprattutto un vero film per il cinema, il che lo rende esportabile. 

(Tradotto dal francese)

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