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Un regista di Hollywood a Berlino

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Baran bo Odar| • Regista

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- Il timido regista svizzero Baran bo Odar racconta il suo ultimo film, Who am I – No System is Safe, uscito lo scorso settembre in Germania

Baran bo Odar| • Regista

Seduto al tavolo della caffetteria berlinese Nola, Baran bo Odar rappresenta l'incarnazione di come crearsi un'immagine di successo in maniera discreta: pesa sempre le parole, parla con tono pacato ed è l'antitesi dello stereotipo del regista arrivato. È anche molto professionale: con questa intervista ha colto l'occasione di promuovere se stesso e il suo nuovo film, Who am I – No System is Safe [+leggi anche:
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, che è stato presentato in anteprima a settembre a Toronto.

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"Who am I racconta la storia di un giovane," spiega Odar, "un signor nessuno, un ragazzo invisibile. Ma quando inizia a giocare col fuoco, si ritrova alle calcagna i servizi segreti tedeschi e deve trovare una via d’uscita. In pratica, si tratta di un film sull’importanza di trovare la propria identità". Il progetto è stato proposto a Odar dalla società di produzione Wiedemann & Berg e ha immediatamente catturato l’attenzione del regista, il quale si è occupato del pitching e ha scritto la sceneggiatura con sua moglie, Jantje Friese, la quale ha anche co-scritto The Silence [+leggi anche:
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, "un film sull'identità e sugli outsider", spiega il regista. "Mi piacciono quelle persone che all'inizio sono normali e insignificanti, ma improvvisamente si trovano nei guai e diventano eroi o anti-eroi. Al lieto fine, preferisco le storie macabre". Visti i suoi trascorsi come regista di spot pubblicitari e video musicali, Odar sviluppa i suoi personaggi "come si fa a Hollywood. Mia moglie è fan sfegatata dell'enneagramma, le piace creare la psicologia dei protagonisti e metterla in relazione con gli archetipi. Una volta identificati questi ultimi, si possono creare miriadi di personaggi, che è proprio ciò che fanno a Hollywood. Non ci mettiamo a scrivere i loro diari, ma cerchiamo di comprenderli a livello base: che cosa vogliono? Qual è il loro più grande difetto? È così che arriviamo alla storia e in seguito scriviamo il film".

Una volta ultimata la sceneggiatura, Odar passa alle riprese, un processo che inizia con degli storyboard "che disegno io stesso. È come una riscrittura, ma più dettagliata, così capisco quali scene e transizioni funzionano e quali no". Ecco come il regista spiega in maniera più approfondita il suo metodo: "A volte ho in mente determinati attori, altre volte si fanno dei casting, che sono molto importanti perché bisogna concedere spazio agli attori e lasciarli liberi di ‘fare proprio’ il personaggio. So benissimo cosa voglio", continua, "ma se non permetto loro di essere creativi, allora non si va da nessuna parte".

Wotan Wilke Möhring potrebbe essere definito un "habitué" di Odar. In Who am I, il poliedrico attore interpreta un punk rumoroso e aggressivo. Nel film figura anche il superbo Elyas M'Barek, protagonista dell'acclamato Suck Me Shakespeer [+leggi anche:
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. "Elyas interpreta l'altro personaggio principale, Max, ed è molto carismatico", dichiara Odar, il quale non ha avuto difficoltà a trovare il protagonista: "Tom Schilling! È perfetto, un attore superbo e il migliore della sua generazione". E che dire delle spine nel fianco di tutti i registi, i produttori? Sembra che in questo caso non ci siano stati problemi, poiché a Odar è stata data "carta bianca. Quirin BergMax Wiedemann ed io abbiamo avuto le nostre divergenze, ma è noto che sanno come sfornare film commerciali di successo e capiscono l'importanza di raccontare storie che funzionano, lasciando voce in capitolo anche al regista. Non abbiamo discusso più di tanto, ma i nostri scambi di opinione hanno avuto risultati positivi".

Who am I è stato distribuito a settembre in Germania da Sony Columbia e ha scalato le classifiche tedesche dopo una sola settimana in programmazione. Nel frattempo, Odar si è dedicato alla produzione di altri progetti. E che progetti! "Bad Girls è una commedia d'azione prodotta da Working Title", spiega. "Stiamo per ultimare la sceneggiatura e speriamo di poter iniziare le riprese l'anno prossimo. The Hunt, prodotto da Universal, è un film drammatico su una storia di crimine", continua. “Infine c’è Dark, un dramma noir prodotto da Channel 4 che parla di amicizia". Il regista elenca anche i suoi film preferiti, come Blade RunnerLawrence d'Arabia e Heat di Michael Mann che "ho visto milioni di volte. Secondo me è il film perfetto sotto ogni punto di vista". Odar ammette che c'è un film che non è ancora riuscito a girare: "Ho sempre voluto fare Akira", afferma, definendo la pellicola sulle baby gang di Tokyo "la storia più emozionante mai raccontata". Il regista è irremovibile: "È imprescindibile avere un cast giapponese". Tuttavia si vede che non è ancora disposto a gettare la spugna.

(Tradotto dall'inglese)

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