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"In qualità di sostenitori abbiamo una responsabilità, ma speriamo anche nel cambiamento"

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Petri Kemppinen • Direttore del fondo Nordisk Film and TV

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- Cineuropa ha intervistato Petri Kemppinen, che dal 2013 dirige il fondo Nordisk Film and TV, riguardo alle sfide attuali e future affrontate dall’istituzione

Petri Kemppinen  • Direttore del fondo Nordisk Film and TV

Durante il Festival internazionale di Göteborg, il fondo Nordisk Film and TV ha colto l’occasione per festeggiare i suoi 25 anni. Questa istituzione dimostra, fin dalla sua creazione, il successo di un modello unico al mondo: un gruppo finanziario che riunisce cinque paesi scandinavi, tra cui reti televisive, finanziatori e decisori politici. Cineuropa ha intervistato Petri Kemppinen, che dal 2013 dirige il fondo Nordisk Film and TV, riguardo alle sfide attuali e future affrontate dall’istituzione.

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Cineuropa: In quanto direttore generale, qual è il suo piano d’azione riguardo all’evoluzione del fondo Nordisk Film and TV?
Petri Kemppinen:
 Seguo due linee principali. Da un lato affrontiamo progetti più importanti, che ricevono finanziamenti migliori, e considero seriamente la distribuzione di film e serie. Queste ultime dovranno mostrare un potenziale e un’attrattiva a livello internazionale, poiché noi non sosteniamo progetti destinati a un successo puramente nazionale. Dall’altro siamo a caccia di talenti, seguiamo la loro evoluzione affinché possano coltivare la propria arte e migliorarla, anche se la distribuzione è in piena crisi. Questa crisi potrebbe, infatti, intaccare le loro possibilità di realizzare film con una visione artistica stabile. In qualità di sostenitori abbiamo una responsabilità, ma incitiamo anche all’evoluzione. Il progetto Nordic Genre Boost ne è un esempio calzante. Questa iniziativa è stata realizzata per colmare il divario tra il pubblico giovane e il cinema d’arte e d’essai, con cui abbiamo buoni contatti. Il nostro pubblico manca di giovani adulti ed è per questo che l’industria di genere è un passo avanti nella giusta direzione.

Come vede l’era digitale dal punto di vista della distribuzione, tenendo conto del successo degli scandinavi grazie alle iniziative di prestito partecipativo (Iron Sky [+leggi anche:
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, ad esempio)?
Abbiamo lanciato molte iniziative per sostenere la distribuzione, dato che  dobbiamo essere proattivi a livello  di video on demand (VoD) o di day-and-date. Non abbandoniamo la distribuzione tradizionale, ma vogliamo sostenere tutti i mezzi di distribuzione, nuovi o creativi. Questo è sicuramente un vantaggio per noi.

Qual è la suddivisione dell’impegno, se dovesse fare un paragone tra il cinema e la televisione, tenendo conto del successo avuto dai telefilm scandinavi?
Non possiamo ignorarlo. Nel 2014 il 40% del nostro budget è stato riservato alle serie televisive, una cifra record. Questo budget è aumentato rapidamente, seguendo l’aumento del pubblico nazionale di queste serie e le loro vendite internazionali. Siamo rimasti sorpresi nel vedere che una serie televisiva come The Bridge ha avuto il 35% della quota di mercato in altri quattro paesi nordici. Bisogna sottolineare che i film non hanno ancora raggiunto un tale potenziale. Le serie riescono più facilmente a conquistare un ampio pubblico internazionale e speriamo che aprano la strada a una maggiore diffusione dei film in altri paesi.

Ritiene che abbia ancora senso avere un gruppo finanziario che unisce cinque paesi diversi dal punto di vista economico?
Ottenere dei finanziamenti non è diventato più semplice col passare del tempo ed è per questo che è sempre interessante ottenerne da una fonte come il fondo Nordisk Film and TV. È vero che alcuni produttori, soprattutto in Danimarca, si sono ingegnati e sono riusciti a utilizzare tutte le loro possibilità, ma noi siamo comunque riusciti a raccogliere il 5% del budget. Si tratta di una somma considerevole e abbiamo dovuto lavorare sodo per ottenerla. I produttori sono concordi nell’affermare che accedere a un finanziamento da parte nostra è una tappa fondamentale di un progetto. Riteniamo dunque di avere ancora una grande importanza.

Il fondo Nordisk Film and TV non ha solo lo scopo di finanziare progetti. Può illustrarci le altre attività?
Organizziamo eventiper promuovere il cinema nordico o per semplificare le possibilità di creazione di network, come durante l’importante Mercato del film nordico di Göteborg. Co-finanziamo simili opportunità anche per i documentari e per un forum di finanziamento di contenuti per bambini. Il nostro scopo è sostenere attività di aiuto allo sviluppo dell’industria cinematografica e audiovisiva nordica, di farla progredire e distribuirla all’estero.

Dopo la nascita del fondo Nordisk Film and TV sono emersi moltissimi cineasti nordici, in particolare registi come Suzanne Bier, Aki Kaurismäki e Lars von Trier. Pensa che ne arriverà presto un’altra ondata?
Penso proprio di sì. Prendiamo un film come il primo lungometraggio di Sanna LenkenMy Skinny Sister [+leggi anche:
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, in concorso a Göteborg (categoria nordica) o altri come Johannes Nyholm, che ha confermato il suo talento con il film Giant [+leggi anche:
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, la cui uscita è prevista in estate. Vediamo arrivare registi con delle prospettive un po’ diverse, che affrontano problemi sociali attuali dal punto di vista di una generazione più giovane. Per quanto riguarda la sceneggiatura, mi chiedo che cosa ne sarà dei film, dato che molti giovani sceneggiatori puntano direttamente alle serie televisive. Capisco che i registi provetti siano ugualmente interessati a un formato più lungo, che potrebbe dar loro maggiori possibilità, ma non dimentichiamo i film tradizionali. Questa nuova ondata determinerà la loro evoluzione, forse in un modo più radicale o più estetico. Lo sapremo col tempo.

(Tradotto dall'inglese)

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